Ss 55 tra Gorizia e Monfalcone, iter in corso per i lavori di messa in sicurezza
La Regione fa il punto sull’iter Anas: conclusa la verifica archeologica, resta aperto il passaggio sui manufatti dell’area aeroportuale.
GORIZIA - La riqualificazione della Ss 55 dell’Isonzo tra Gorizia e Monfalcone non è ancora al via, ma l’iter autorizzativo prosegue e nelle prossime settimane si gioca un passaggio decisivo sull’area dell’aeroporto di Gorizia. A fare il punto è stata in V Commissione l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, indicando l’opera come prioritaria per la viabilità del territorio isontino.
L’intervento punta ad adeguare il tracciato e a migliorare la sicurezza della circolazione e del trasporto pubblico locale lungo un collegamento considerato strategico tra la città di Gorizia e il Comune di Monfalcone. I tratti più delicati interessano i punti critici in corrispondenza della sede Pipistrel, dell’ingresso all’aeroporto, della caserma della Guardia di Finanza e del tratto tra la località di Gabria e lo scalo goriziano.
I passaggi che mancano prima dell’avvio dei lavori
Secondo quanto riferito dall’assessore, dopo un primo aggiornamento del progetto da parte di Anas, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia aveva espresso un parere non favorevole per le interferenze del tracciato con il contesto paesaggistico e con alcuni manufatti nell’area vicina all’aeroporto “Duca d’Aosta” di Gorizia.
Un primo nodo, però, è stato sciolto: la procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico relativa all’area della nuova rotatoria aeroportuale si è chiusa positivamente il 22 luglio 2026, con il via libera della Soprintendenza accompagnato da specifiche prescrizioni operative.
Resta invece aperta la verifica dell’interesse culturale sui manufatti dell’area aeroportuale. La procedura è stata avviata da Enac il 10 giugno 2026 e il termine previsto è fissato all’8 ottobre.
Le aree interessate dal progetto
Il progetto riguarda un raccordo viario fondamentale per l’Isontino, sia per il traffico ordinario sia per il trasporto pubblico locale. In particolare, l’attenzione è concentrata sui punti dove oggi si registrano le principali criticità: la zona della Pipistrel, l’accesso allo scalo goriziano, l’area della Guardia di Finanza e il collegamento tra Gabria e l’aeroporto.
Proprio attorno alla futura rotatoria aeroportuale si concentra una parte rilevante del percorso autorizzativo, perché oltre agli aspetti viari vanno definite anche le tutele paesaggistiche e culturali connesse ai manufatti presenti e all’inserimento dell’opera nel contesto circostante.
Il tavolo tra Anas, Enac, Comune e società dell’aeroporto
Per accelerare il completamento dell’iter è stato programmato un incontro tra Anas, Soprintendenza, Enac, Comune di Gorizia e società di gestione dell’aeroporto. L’obiettivo è condividere le soluzioni progettuali e definire le misure di mitigazione e di inserimento paesaggistico, comprese le compensazioni per le alberature coinvolte dall’intervento.
Amirante ha spiegato che il completamento del procedimento resta comunque subordinato all’esito delle verifiche di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico e alla condivisione delle soluzioni tecniche. La Regione, ha aggiunto l’assessore, intende chiedere un tavolo di concertazione congiunto per armonizzare il parere di tutela culturale con le decisioni strategiche sulla futura costruzione della rotonda.
L’ultimo passaggio atteso, quindi, resta quello legato alla verifica sui manufatti dell’area aeroportuale, avviata da Enac e con conclusione prevista entro l’8 ottobre 2026.