Startup giovanili in Friuli Venezia Giulia, altri 2 milioni per il bando 2026
Le risorse salgono a 5,03 milioni di euro. Domande chiuse a marzo 2026, copertura stimata per circa il 48% delle richieste.
TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia aggiunge 2 milioni di euro al bando dedicato a imprese e start-up giovanili, portando la dotazione complessiva a 5.030.000 euro. Le nuove risorse, rese disponibili con l’assestamento di bilancio 2026, serviranno a finanziare contributi a fondo perduto per attività costituite da giovani imprenditori under 40.
La decisione è stata assunta dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini. Il bando, pubblicato il 26 novembre 2025, ha raccolto le domande tra il 25 febbraio e il 25 marzo 2026.
Come vengono distribuiti i nuovi fondi
Il riparto delle risorse aggiuntive segue il numero complessivo delle imprese attive nei due ambiti territoriali previsti dal bando. All’area Gorizia-Trieste sono assegnati 517.280,41 euro, mentre all’area Pordenone-Udine vanno 1.482.719,59 euro.
L’intervento rafforza una misura già avviata nei mesi scorsi e destinata a sostenere l’avvio o il consolidamento di attività imprenditoriali guidate da giovani. Con la nuova integrazione, la disponibilità complessiva supera i cinque milioni.
Le domande presentate e la copertura prevista
Secondo i dati forniti dalla Regione, il bando ha registrato 449 domande: 114 nell’ambito Gorizia-Trieste e 335 nell’ambito Pordenone-Udine. Rispetto al precedente bando 2021/2022, quando le richieste erano state 270, l’aumento supera il 66%.
Con i 5.030.000 euro complessivamente disponibili, l’Amministrazione stima di poter finanziare circa il 48% delle domande arrivate entro la scadenza.
Bini ha collegato il dato all’interesse mostrato dal tessuto imprenditoriale giovanile del territorio, parlando della necessità di sostenere capacità e progettualità d’impresa degli under 40.
Cosa prevedeva il bando
Il bando chiuso a marzo 2026 ha introdotto alcune novità rispetto alle edizioni precedenti. Tra queste, l’allargamento della platea ai giovani imprenditori under 40 e la semplificazione dell’istruttoria attraverso il passaggio al procedimento a sportello.
Tra le spese considerate ammissibili rientrano gli investimenti, l’ottenimento e la convalida di brevetti e l’acquisizione di servizi forniti da centri di coworking. Il contributo può coprire fino al 50% della spesa ammessa, con un tetto massimo di 40.000 euro per ciascuna domanda.