Steroidi nelle palestre, spunta il traffico di sostanze dopanti: 8 denunce
Steroidi e anabolizzanti nel Polesine: 8 denunce, sequestri e indagini della Guardia di Finanza tra Villadose e Adria.
ROVIGO – Un traffico di steroidi anabolizzanti legato al mondo delle palestre e del bodybuilding è finito al centro di un’indagine condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Rovigo e coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo. L’attività investigativa ha portato alla denuncia di 8 persone, coinvolte a vario titolo secondo l’ipotesi accusatoria, in una rete di distribuzione di sostanze dopanti che avrebbe avuto due punti di riferimento principali nel Polesine.
Indagine della Finanza nel mondo del bodybuilding
L’operazione è partita dal monitoraggio di alcune palestre del capoluogo rodigino, frequentate anche da appassionati di culturismo e bodybuilding. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni frequentatori avrebbero cercato sostanze in grado di ridurre la fatica muscolare e migliorare le prestazioni durante gli allenamenti.
Le verifiche delle Fiamme Gialle si sono sviluppate per diversi mesi, attraverso attività di osservazione, pedinamento e accertamenti tecnici. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su un presunto circuito di vendita di farmaci dopanti destinati a bodybuilder del territorio polesano.
Due presunte basi tra Villadose e Adria
Secondo l’ipotesi accusatoria, il traffico avrebbe avuto come centri di smistamento una ditta specializzata nella rivendita di integratori sportivi con sede a Villadose, in provincia di Rovigo, e una palestra di fitness ad Adria.
La prima attività sarebbe stata gestita da un personal trainer veneziano di 42 anni, operativo in diverse palestre cittadine. La seconda struttura, invece, farebbe capo a un coach rodigino di 55 anni. Entrambi, sempre secondo la prospettazione investigativa, avrebbero avuto un ruolo nella distribuzione delle sostanze anabolizzanti.
Il negozio di integratori sotto osservazione
A Villadose, le Fiamme Gialle avrebbero individuato una prima base di distribuzione presso il negozio di un commerciante del posto. L’uomo, oltre a svolgere l’attività commerciale, seguiva alcuni bodybuilder soprattutto polesani, occupandosi – secondo gli investigatori – non solo della preparazione tecnica, ma anche di indicazioni legate all’uso di sostanze farmacologiche.
Durante i servizi di osservazione davanti alla rivendita, i finanzieri hanno monitorato un presunto flusso costante di acquirenti. Tra questi sarebbero stati individuati alcuni giovani frequentatori delle palestre di Rovigo, che si recavano sul posto per acquistare steroidi anabolizzanti.
Perquisizioni e sequestri a carico del personal trainer
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Rovigo ha disposto la perquisizione del negozio, dell’abitazione e degli altri locali riconducibili al personal trainer. L’uomo risulta indagato, in questa fase preliminare, per l’ipotesi di somministrazione di farmaci o altre sostanze finalizzate ad alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.
Nei suoi confronti viene ipotizzato anche il reato di esercizio abusivo della professione medica, poiché, secondo quanto emerso, oltre alla vendita delle sostanze proibite avrebbe fornito alla clientela vere e proprie consulenze non autorizzate, definite dagli investigatori come “check” legati all’accrescimento muscolare.
Nel corso delle perquisizioni, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 200 pasticche e 50 tra fiale e bustine di steroidi anabolizzanti, ritenute di importazione illecita.
Il presunto complice denunciato in concorso
Nell’indagine compare anche un uomo di 56 anni originario del Trentino, indicato dagli investigatori come presunto complice del titolare della rivendita. Anche lui è stato denunciato in concorso per le medesime ipotesi di reato contestate al personal trainer.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il suo ruolo sarebbe stato collegato alla gestione del circuito di distribuzione delle sostanze proibite. La posizione dell’uomo, come quella degli altri indagati, resta comunque sottoposta alla valutazione dell’Autorità giudiziaria.
La seconda pista porta alla palestra di Adria
Lo sviluppo dell’indagine ha portato i finanzieri a individuare una seconda presunta base di distribuzione in una palestra di fitness ad Adria. Il gestore della struttura, un coach rodigino, secondo l’ipotesi investigativa si sarebbe rifornito attraverso la stessa filiera utilizzata dal personal trainer di Villadose.
Il controllo decisivo è avvenuto mentre il coach stava rientrando da Roma. Fermato in auto dalle Fiamme Gialle, l’uomo sarebbe stato trovato in possesso di diverse confezioni di steroidi e anabolizzanti.
Sequestrate oltre 850 pasticche e 200 fiale
Durante il controllo sul coach di Adria, i finanzieri hanno sequestrato oltre 850 pasticche e 200 fiale, tra cui anche sostanze contenenti nandrolone. Il materiale, secondo l’ipotesi accusatoria, era destinato a bodybuilder del Polesine.
Il gestore della palestra risulta indagato, in questa fase, per le ipotesi di ricettazione e somministrazione di farmaci o altre sostanze finalizzate ad alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.
Contatti e acquisti gestiti via WhatsApp
Un ulteriore fronte dell’inchiesta riguarda l’analisi degli smartphone sequestrati. Secondo quanto emerso dagli accertamenti delle Fiamme Gialle, i contatti con la clientela sarebbero stati gestiti principalmente tramite WhatsApp.
Le chat sarebbero state utilizzate sia per programmare l’acquisto degli steroidi anabolizzanti, sia, nel caso del personal trainer, per fornire quelle che gli investigatori descrivono come consulenze mediche non autorizzate.
I rischi per la salute delle sostanze sequestrate
Tra le sostanze complessivamente sequestrate figurano farmaci considerati particolarmente pericolosi se assunti senza controllo medico. Tra questi vengono indicati oxandrolone, nandrolone e stanozololo.
L’oxandrolone, come riportato anche da fonti mediche richiamate dagli investigatori, può incidere sulla coagulazione del sangue, influenzare la glicemia e provocare possibili disturbi del sonno, depressione, emorragie e alterazioni del battito cardiaco.
Il nandrolone viene associato in diversi studi a rischi rilevanti per la salute, mentre lo stanozololo, se assunto per periodi prolungati, può avere effetti neurotossici significativi, con possibili conseguenze sulla funzione cognitiva e aumento del rischio di neurodegenerazione.
Denunciati anche cinque bodybuilder
L’indagine non ha riguardato soltanto i presunti distributori delle sostanze. La Guardia di Finanza ha denunciato anche 5 bodybuilder, che secondo l’ipotesi accusatoria avrebbero utilizzato farmaci o altre sostanze anabolizzanti.
Nel corso delle audizioni, alcuni di loro avrebbero reso dichiarazioni non veritiere nel tentativo di coprire le responsabilità del personal trainer. Per questo motivo viene ipotizzato anche il reato di favoreggiamento personale.
Procedimento ancora in fase preliminare
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Le condotte contestate agli indagati sono al vaglio dell’Autorità giudiziaria e, come previsto dall’ordinamento, resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
L’operazione rientra nell’attività di contrasto della Guardia di Finanza ai traffici illeciti e alle condotte illegali in ambito sportivo, con particolare attenzione alla tutela della salute dei cittadini e alla prevenzione dell’uso non controllato di sostanze farmacologiche potenzialmente dannose.