Tagliamento, Capozzi al partito di Vannacci: chiarisca se vuole diga o tutela
La consigliera M5S cita Spagnolo, Barberio e Rossi e contesta le ambiguità su sicurezza, sbarramenti e tutela del fiume.
TRIESTE - Il confronto politico sul futuro del Tagliamento torna al centro del dibattito in Consiglio regionale. A sollevare il tema è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che chiede maggiore chiarezza dentro il partito di Vannacci sulla linea da tenere rispetto al fiume: sbarramento sì o no, massima tutela oppure nessuna protezione per quello che definisce il "re dei fiumi alpini".
Capozzi interviene dopo le recenti prese di posizione della consigliera di maggioranza Maddalena Spagnolo, passata poche settimane fa dalla Lega al Gruppo Misto del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Secondo l’esponente pentastellata, proprio attorno al Tagliamento starebbe emergendo una linea politica poco definita, con rimpalli sulle competenze e valutazioni diverse anche all’interno della stessa area politica.
Il nodo delle competenze sulla manutenzione
Nel mirino di Capozzi c’è in particolare il percorso seguito da Spagnolo per capire chi debba occuparsi della manutenzione del Tagliamento. La consigliera del M5S sostiene che la collega sia stata rinviata prima dall’assessore regionale Fabio Scoccimarro alla Commissione Paritetica e poi, da quest’ultima, nuovamente allo stesso assessore.
Per Capozzi, le preoccupazioni espresse da Spagnolo sul futuro del fiume coincidono solo in parte con quelle del Movimento 5 Stelle. La differenza, precisa, riguarda però il merito delle soluzioni: il M5S ribadisce infatti la propria contrarietà a opere impattanti sul corso d’acqua.
Latisana, il rischio esondazioni e le opere attese
Nel suo intervento, Capozzi collega la discussione sul Tagliamento anche al tema della sicurezza del territorio nel Latisanese. Ricorda infatti che Spagnolo avrebbe lasciato la Lega anche per le lungaggini con cui, a suo dire, è stato affrontato il tema della difesa del territorio di Latisana e per i timori legati a una possibile esondazione del fiume.
Secondo la consigliera pentastellata, su questo fronte restano ancora attese le opere di laminazione, richiamate come uno dei punti concreti del confronto sulla gestione del rischio idraulico.
I riferimenti a Barberio e Rossi
Capozzi allarga poi il ragionamento agli altri ingressi o riferimenti politici nell’area di Futuro nazionale, il partito legato a Roberto Vannacci. Cita il caso di Leonardo Barberio, ex assessore provinciale leghista di Udine, che nei giorni scorsi si è tesserato con la nuova formazione politica.
La consigliera del M5S osserva che Barberio aveva già lasciato la Lega nel 2019, anche allora - ricorda - per le lentezze nell’affrontare il tema della sicurezza del territorio del Medio Friuli e per le sue preoccupazioni legate alla possibile costruzione di una diga nella stessa area.
A completare il quadro politico richiamato da Capozzi c’è anche la posizione di Ugo Rossi, che in passato si era espresso a favore della tutela Unesco del Tagliamento.
Il punto sollevato dalla consigliera regionale, in sostanza, riguarda proprio la coesistenza di sensibilità diverse dentro la stessa area politica: dalla difesa del fiume alla possibilità di sbarramenti, fino alle opere per la sicurezza idraulica tra Latisana e il Medio Friuli.