Tagliamento, nuova interpellanza sul basso corso: manutenzioni e competenze ancora ferme

La consigliera regionale Maddalena Spagnolo sollecita la Regione sul trasferimento dallo Stato e sul piano di pulizia e sorveglianza.

28 agosto 2026 16:14
Tagliamento, nuova interpellanza sul basso corso: manutenzioni e competenze ancora ferme -
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TRIESTE - Il trasferimento delle competenze sul basso corso del Tagliamento dallo Stato alla Regione Friuli Venezia Giulia non è ancora completato e torna al centro del confronto politico. La consigliera regionale Maddalena Spagnolo (Futuro nazionale) ha depositato una nuova interpellanza per chiedere a che punto sia la procedura e quali iniziative siano state avviate per arrivare a un accordo tra gli enti coinvolti, con l'obiettivo di definire un piano strutturato di pulizia, manutenzione e sorveglianza dell'alveo e degli argini.

Secondo Spagnolo, il nodo principale riguarda la continuità degli interventi nel tratto finale del fiume, dove la manutenzione, sostiene, continua a essere effettuata in modo saltuario. La consigliera segnala la presenza di isole in mezzo al corso d'acqua e di accumuli di arbusti che, alla prossima piena, potrebbero fermarsi sui piloni dei ponti, anche in conseguenza delle operazioni di pulizia e sfalcio.

Il passaggio di competenze ancora incompleto

La competenza sul tratto finale del Tagliamento, ricorda la consigliera, è ancora in capo allo Stato, attraverso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche. Un assetto che, secondo quanto riferito da Spagnolo, da tempo non garantirebbe più la necessaria continuità e tempestività nei servizi e nei lavori indispensabili.

Il trasferimento delle competenze era già stato previsto dal decreto legislativo 46/2018, ma mancano ancora i provvedimenti attuativi necessari a renderlo effettivo. Per questo l'interpellanza chiede di chiarire lo stato dell'iter e le attività svolte dalla direzione regionale competente per chiudere il passaggio e coordinare gli enti che oggi condividono responsabilità sul basso corso del fiume.

Gli impegni già votati in Consiglio regionale

Spagnolo ricorda che il tema era già stato affrontato con un ordine del giorno collegato alla legge di Stabilità 2021. In quella sede, la Giunta regionale si era impegnata a portare avanti le azioni necessarie per completare il trasferimento delle competenze e dei beni demaniali dallo Stato alla Regione.

Parallelamente, sempre secondo quanto richiamato dalla consigliera, l'esecutivo avrebbe dovuto lavorare a un accordo con i diversi enti presenti sul territorio per assicurare, in attesa della conclusione dell'iter, la manutenzione ordinaria del fiume.

Per Spagnolo, però, quell'impegno non avrebbe avuto seguito. La consigliera sottolinea di aver riproposto la questione con un'interpellanza depositata il 13 novembre 2024, dedicata all'accelerazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie degli alvei e degli argini del Tagliamento, e di averla nuovamente rilanciata con un ordine del giorno approvato durante la legge di Stabilità 2026.

Il riferimento all'audizione del 22 giugno 2026

Tra gli elementi richiamati nell'ultima iniziativa politica c'è anche quanto emerso durante l'audizione in IV Commissione della Commissione paritetica del 22 giugno 2026. In quell'occasione, riferisce Spagnolo, sarebbe emerso che dagli uffici regionali competenti non era arrivato alcun input, né l'indicazione di inserire il tema all'ordine del giorno, né il supporto istruttorio necessario per affrontarlo.

Dopo quell'audizione, la consigliera afferma di aver presentato un'istanza urgente all'assessore Fabio Scoccimarro e al presidente Massimiliano Fedriga per segnalare la situazione e chiedere un avanzamento rapido della procedura.

L'obiettivo dichiarato, ora, è ottenere risposte sullo stato di un iter che definisce irrisolto e sapere se il basso corso del Tagliamento potrà finalmente contare su una manutenzione programmata e continuativa.

Il richiamo alle alluvioni storiche

Nella sua presa di posizione, Spagnolo collega il tema anche alla memoria delle grandi alluvioni che hanno segnato il territorio. Alla vigilia del 61esimo anniversario del 2 settembre 1965, la consigliera richiama l'alluvione che provocò vittime e danni gravi, seguita l'anno successivo da quella del 4 novembre 1966.

Secondo Spagnolo, a distanza di decenni restano aperti sia il tema delle opere risolutive a monte di Latisana sia quello della manutenzione programmata del basso corso del fiume, nonostante gli impegni già assunti in sede regionale.

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