Telefonia, nelle valli pordenonesi restano i buchi di segnale: 5 milioni ancora fermi

Al tavolo in Prefettura sono emerse criticità su mobile e fisso nelle aree montane. In Valcellina previsto un impianto entro fine 2026.

30 settembre 2026 18:17
Telefonia, nelle valli pordenonesi restano i buchi di segnale: 5 milioni ancora fermi -
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PORDENONE - Nelle aree montane del Pordenonese i problemi di copertura telefonica restano aperti, sia per la rete mobile sia per quella fissa, nonostante la Regione abbia messo a disposizione oltre 5 milioni di euro per sostenere nuovi interventi. Al tavolo tecnico convocato oggi dalla Prefettura di Pordenone, l’assessore regionale ai Sistemi informativi Sebastiano Callari ha segnalato una disponibilità ancora insufficiente da parte degli operatori telefonici nel trasformare le risorse disponibili in cantieri e soluzioni concrete.

Il confronto, istituito alla fine del 2025 e già riconvocato più volte, ha riunito i sindaci delle Valli Tramontina, Cellina, d’Arzino e Cosa e della pedemontana pordenonese, insieme alle società impegnate nella realizzazione delle infrastrutture per antenne e ripetitori e agli operatori telefonici presenti in regione.

I fondi regionali ci sono, ma mancano i progetti

Rispetto all’ultimo incontro, tenuto a marzo, la riunione in Prefettura è servita a verificare gli sviluppi delle interlocuzioni avviate per affrontare i disservizi nella trasmissione dati e voce. Il punto emerso è che, a fronte delle risorse regionali già stanziate, i risultati restano limitati.

Secondo quanto riferito dall’assessore, la Regione ha modificato all’inizio del 2025 la normativa per consentire il sostegno alla realizzazione delle infrastrutture necessarie nelle zone senza segnale. Tuttavia queste somme non sono state utilizzate perché non sono stati presentati progetti da parte delle compagnie telefoniche finalizzati a risolvere le criticità segnalate nei territori.

Al momento, l’unico intervento già previsto riguarda la Valcellina, dove entro la fine del 2026 dovrebbe essere realizzato un nuovo impianto destinato a ospitare l’apparato di un operatore. Un passo avanti, ma ancora insufficiente rispetto all’estensione dei problemi emersi nelle vallate e nella fascia pedemontana.

I disservizi sulla rete fissa e il caso segnalato a Barcis

Durante il tavolo è emerso anche un peggioramento delle criticità legate alla telefonia fissa nelle abitazioni, con tempi di riparazione giudicati molto lunghi in caso di guasto.

Tra gli episodi portati all’attenzione dell’incontro c’è quello di Barcis, dove una donna di 87 anni è rimasta per oltre un mese e mezzo senza telefono fisso a causa di un guasto sul quale il gestore non era ancora intervenuto. Alla segnalazione, come soluzione, sarebbe stato prospettato un risarcimento di circa cento euro per il periodo di mancato servizio.

Telefonia, nelle valli pordenonesi restano i buchi di segnale: 5 milioni ancora fermi

Per la Regione non si tratta soltanto di un disagio tecnico, ma di una questione che coinvolge anche la sicurezza personale, soprattutto nelle zone più isolate. Proprio per questo Callari ha invitato i sindaci a valutare, nei casi più gravi, anche strumenti di diffida nei confronti degli operatori.

La sperimentazione di Tramonti di Sopra

Nel corso della riunione è stata illustrata anche l’esperienza avviata dal Comune di Tramonti di Sopra, che ha sottoscritto una convenzione con l’Università degli Studi di Udine per individuare, attraverso uno studio e una sperimentazione sul campo, le tecnologie più efficaci per portare il segnale nelle aree non coperte.

Tra le soluzioni analizzate c’è la tecnologia Das, basata sulla distribuzione del segnale attraverso piccoli ripetitori. Si tratta di un sistema già utilizzato anche per la copertura di aree interessate dalle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.

Secondo la Regione, il progetto di Tramonti di Sopra, sostenuto anche a livello regionale, può offrire indicazioni utili anche per altri territori montani. Partendo dai risultati di questa sperimentazione, l’amministrazione regionale sta lavorando con il ministero delle Imprese e del made in Italy e con Infratel Italia Spa per arrivare a una convenzione che consenta di mettere questa tecnologia a disposizione dei territori senza costi per gli operatori.

L’obiettivo indicato al tavolo è quello di dare una risposta strutturale alle aree a fallimento di mercato e migliorare l’accesso al servizio telefonico nelle zone oggi più penalizzate.

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