Tenta di fuggire dopo il colpo in azienda, ma il titolare chiama in tempo i Carabinieri

Tentato furto alla Panto Finestre di San Biagio di Callalta: arrestato un 36enne, recuperate cinque matasse di fili elettrici e utensili.

24 settembre 2026 09:57
Tenta di fuggire dopo il colpo in azienda, ma il titolare chiama in tempo i Carabinieri -
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SAN BIAGIO DI CALLALTA (TREVISO) – L’allarme dell’azienda ha fatto partire la segnalazione del titolare e il successivo intervento dei Carabinieri, arrivati mentre un uomo tentava di allontanarsi con la propria automobile. Si è concluso con un arresto in flagranza e il recupero dell’intera refurtiva il tentato furto avvenuto nella notte alla Panto Finestre S.r.l., in via Giovanni Prati.

A intervenire sono stati i militari della Stazione di San Biagio di Callalta, affiancati dal personale della Compagnia di Treviso. L’arrestato è un 36enne di nazionalità rumena, già noto alle forze di polizia, al quale vengono contestati il tentato furto aggravato e il porto di oggetti atti a offendere.

L’ingresso dopo il danneggiamento della recinzione

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’uomo avrebbe raggiunto lo stabilimento durante la notte e sarebbe entrato nell’area aziendale dopo aver danneggiato la recinzione perimetrale.

Una volta all’interno, avrebbe prelevato cinque matasse di fili elettrici e diversi utensili, tentando poi di lasciare il luogo a bordo della propria vettura.

L’allarme e la chiamata del titolare

A interrompere il tentativo è stata l’attivazione del sistema di allarme. Il titolare dell’impresa ha avvisato i Carabinieri, consentendo ai militari di raggiungere rapidamente lo stabilimento.

Il 36enne è stato sorpreso mentre cercava di allontanarsi in automobile. L’intervento della pattuglia ha permesso di bloccarlo e recuperare tutto il materiale sottratto.

Fili elettrici e utensili sono stati quindi restituiti al legittimo proprietario.

Trattenuto in caserma in attesa del direttissimo

Dopo l’arresto, il 36enne è stato accompagnato nelle camere di sicurezza della Compagnia di Treviso, dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo, indicato nella comunicazione dei Carabinieri come previsto alle 10 di questa mattina.

Per l’indagato resta valido il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità per i fatti contestati potrà essere accertata definitivamente soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.

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