L’ematologia di Treviso ai vertici mondiali: pubblicato uno studio che rivoluziona le cure dei linfomi

Studio TRIANGLE pubblicato su The Lancet: importante riconoscimento internazionale per l’Ematologia di Treviso.

09 giugno 2026 11:25
L’ematologia di Treviso ai vertici mondiali: pubblicato uno studio che rivoluziona le cure dei linfomi - L'equipe ematologica
L'equipe ematologica
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TREVISO - L’attività di ricerca clinica nell’ambito dei linfomi della Unità operativa complessa di Ematologia e Trapianto di Treviso raggiunge un importante riconoscimento a livello internazionale. La prestigiosa rivista medica The Lancet, considerata tra le più autorevoli pubblicazioni scientifiche al mondo nel campo della medicina clinica, ha infatti pubblicato i risultati dello studio internazionale di Fase III TRIANGLE, tra i cui principali autori e firmatari figura il dr Piero Maria Stefani della UOC Ematologia e Trapianto di Treviso.

Lo studio rappresenta un passaggio significativo nell’evoluzione delle cure dedicate ai pazienti affetti da linfoma mantellare e conferma il ruolo centrale del centro trevigiano all’interno della ricerca clinica internazionale.

Lo studio TRIANGLE e la svolta nelle cure

Il Linfoma non Hodgkin di tipo mantellare è una neoplasia ematologica rara e particolarmente aggressiva. In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 1.000 nuovi casi, dei quali tra 50 e 75 in Veneto, una patologia che richiede percorsi terapeutici altamente specializzati.

Fino a oggi il trattamento standard prevedeva un’intensa terapia farmacologica seguita dall’autotrapianto di cellule staminali. Lo studio internazionale TRIANGLE, avviato nel luglio del 2016 e sviluppato sotto l’egida dell’European MCL Network, ha coinvolto 165 centri internazionali.

I risultati ottenuti, frutto di oltre quattro anni e mezzo di rigorose verifiche cliniche, hanno evidenziato un cambiamento sostanziale nell’approccio terapeutico. L’introduzione nella terapia standard di un farmaco biologico target mirato, appartenente alla categoria degli inibitori della tirosin-chinasi di Bruton, consente infatti di ridurre in maniera significativa il ricorso all’autotrapianto.

Secondo i dati dello studio, questo nuovo percorso terapeutico non solo aumenta l’efficacia del trattamento, ma offre anche un profilo di sicurezza e tollerabilità nettamente migliore per i pazienti.

Il contributo del centro di Treviso

Il contributo fornito dal centro di Treviso è stato determinante all’interno del progetto internazionale. In Veneto, infatti, per questa importante sperimentazione clinica sono stati selezionati esclusivamente i centri di eccellenza di Treviso, Padova e Vicenza.

Sotto la direzione della prof.ssa Anna Candoni, responsabile della UOC Ematologia e Trapianto, il gruppo specializzato nella cura dei linfomi ha confermato la propria consolidata esperienza nel trattamento delle patologie oncoematologiche.

Il riconoscimento al dr Piero Maria Stefani

La sperimentazione svolta a Treviso è stata coordinata dal dr Piero Maria Stefani, responsabile del Gruppo Linfomi e Malattie Linfoproliferative Croniche della UOC Ematologia di Treviso e socio fondatore della Fondazione Italiana Linfomi.

Grazie all’elevato numero di pazienti arruolati nel centro trevigiano, che hanno avuto la possibilità di accedere anticipatamente a questo innovativo trattamento, il dr Stefani è stato inserito tra gli autori ufficiali della pubblicazione scientifica apparsa su The Lancet.

Un riferimento internazionale per l’oncoematologia

I risultati dello studio TRIANGLE consolidano ulteriormente il ruolo della sanità trevigiana nel panorama internazionale della ricerca e della cura delle patologie oncoematologiche.

L’introduzione di un nuovo standard terapeutico di prima linea consente ai pazienti di accedere a protocolli di cura tra i più avanzati e sicuri disponibili a livello mondiale, confermando l’importanza del lavoro svolto dalla UOC Ematologia e Trapianto di Treviso nell’ambito della ricerca clinica e dell’innovazione terapeutica.

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