Adesivi filonazisti a Treviso, i cittadini li rimuovono: verifiche delle forze dell’ordine

Adesivi e volantini filonazisti a Treviso: approfondimenti di polizia e carabinieri. Rachele Scarpa presenta un’interrogazione.

19 settembre 2026 16:22
Adesivi filonazisti a Treviso, i cittadini li rimuovono: verifiche delle forze dell’ordine -
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TREVISO – La diffusione di materiale filonazista e suprematista in città approda in Parlamento. La deputata trevigiana del Partito Democratico Rachele Scarpa ha presentato un’interrogazione, mentre polizia e carabinieri stanno svolgendo approfondimenti a livello nazionale.

Gli adesivi sono comparsi tra il centro di Treviso e i quartieri di Santa Bona e San Liberale, sia distribuiti nelle cassette postali come volantini sia applicati ai pali. Molti sono già stati rimossi dai cittadini.

La distribuzione rivendicata dal gruppo

A rivendicare l’iniziativa sono i protagonisti della diffusione del materiale legato al gruppo Telegram WLM Italy, sigla di White Lives Matter, espressione traducibile con “le vite dei bianchi contano”.

Secondo il conteggio da loro stessi divulgato, sarebbero stati 72 gli adesivi imbucati come volantini e 22 quelli attaccati ai pali dell’illuminazione pubblica e della segnaletica stradale. Si tratta quindi di numeri riferiti dagli autori dell’iniziativa.

La distribuzione ha interessato più zone della città, raggiungendo tanto le cassette postali quanto gli spazi pubblici, dove diversi residenti sono intervenuti per staccare il materiale.

Il video in via Luzzati e gli approfondimenti

Nella vicenda compare anche un video girato in via Luzzati, nel quale si vedono due persone camminare pronunciando frasi xenofobe.

Sul piano degli accertamenti, al momento le informazioni disponibili riferiscono di approfondimenti di polizia e carabinieri a livello nazionale. Non risulta invece, allo stato, un’indagine aperta per apologia del nazifascismo e incitazione razziale: una distinzione da mantenere rispetto alle verifiche in corso.

I gestori rivendicano la visibilità ottenuta

Intanto, i gestori del gruppo Telegram manifestano soddisfazione per l’attenzione suscitata dall’iniziativa. Sostengono che la copertura della stampa locale abbia contribuito alla crescita del canale, che, secondo quanto dichiarano, sarebbe vicino ai mille iscritti.

Un dato rivendicato dagli amministratori del gruppo, mentre il caso, emerso nella cronaca locale, ha assunto anche una dimensione politica con l’interrogazione parlamentare presentata da Rachele Scarpa.

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