Bollette in aumento, CNA Treviso: per l’84% delle piccole imprese l’energia pesa di più
L’indagine CNA segnala rincari nell’ultimo semestre e margini ridotti per microimprese e PMI della Marca.
TREVISO - Le bollette continuano a salire e per artigiani, microimprese e PMI della Marca il costo dell’energia resta una delle voci più difficili da assorbire. A fotografare la situazione è un’indagine nazionale di CNA su un campione rappresentativo di imprese associate di diversi settori produttivi: il dato che pesa di più è che l’84% delle imprese considera l’energia un fattore con un impatto rilevante sulla propria attività.
Nel dettaglio, il 39,1% giudica il costo energetico molto impattante e il 44,9% abbastanza impattante. Il problema, secondo la rilevazione, non riguarda più solo i comparti tradizionalmente energivori, ma investe ormai l’intero sistema delle micro e piccole imprese.
I numeri dell’indagine CNA
L’indagine mette in evidenza anche il clima di forte incertezza che accompagna il tema energia. Il 78,2% delle imprese considera preoccupanti per la propria attività le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, mentre soltanto il 7,1% non segnala particolari motivi di allarme.
La preoccupazione, inoltre, è cresciuta nell’ultimo anno: per l’86,7% delle imprese il livello di allarme legato ai costi energetici è aumentato, e per il 25,9% l’aumento è stato marcato. Solo l’1% indica invece una diminuzione.
A confermare il quadro sono le bollette dell’ultimo semestre. Il 76,5% delle imprese dichiara infatti di aver registrato un aumento della spesa energetica. Tra le aziende che hanno subito rincari, il 45,8% indica una crescita compresa tra il 10 e il 20%, mentre il 19,1% segnala incrementi superiori al 20%. In pratica, quasi due imprese su tre tra quelle colpite dagli aumenti hanno sostenuto rincari oltre il 10%.
Margini ridotti e investimenti più difficili
L’effetto più immediato dei rincari è la compressione della marginalità aziendale, indicata dal 56,8% delle imprese. Solo il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi praticati ai clienti, mentre il 2,7% ha dovuto ridurre la produzione o i servizi offerti.
Per il tessuto produttivo trevigiano, caratterizzato da una presenza diffusa di imprese artigiane e piccole attività, il nodo non riguarda soltanto il livello dei prezzi, ma anche la loro imprevedibilità. Un elemento che incide sulla capacità di programmare spese, investimenti e sviluppo.
La posizione di CNA Treviso
Secondo Gianpaolo Stocco, presidente CNA Provinciale Treviso, i dati confermano una difficoltà già ben nota alle piccole attività del territorio. Stocco osserva che, per aziende con margini più contenuti e minore capacità contrattuale rispetto alle realtà più grandi, un aumento della bolletta non può essere semplicemente scaricato sui clienti.
Il risultato, sottolinea, è spesso una riduzione dei margini, con il rinvio o la rinuncia agli investimenti e con meno risorse da destinare alla crescita dell’impresa. Alla base della criticità c’è anche la volatilità dei prezzi: l’incertezza sui costi dei prossimi mesi rende più complicato pianificare l’acquisto di nuovi macchinari, l’introduzione di tecnologie, gli interventi di efficientamento energetico o l’ampliamento dell’attività.
Per CNA il tema energia va quindi affrontato con una prospettiva strutturale, perché la competitività del sistema produttivo passa anche dalla possibilità, per una piccola impresa, di conoscere e governare con maggiore stabilità i propri costi energetici.