Il trevigiano Clayton Kawamura vince Italy Sushi Cup 2026: con lui a Tokyo va anche Paolo Cini
La selezione si è tenuta l’11 giugno a Cinisello Balsamo: in gara 8 finalisti, due italiani ammessi al World Sushi Cup.
TREVISO - Non sarà un solo chef a rappresentare l’Italia al World Sushi Cup 2026 di Tokyo: dopo la vittoria del trevigiano Clayton Kawamura all’Italy Sushi Cup, alla finale mondiale è stato ammesso anche il secondo classificato Paolo Cini. La decisione è arrivata dagli organizzatori internazionali, che hanno scelto di premiare il livello espresso nella selezione italiana disputata l’11 giugno alla Fondazione Mazzini di Cinisello Balsamo, nel Milanese.
Kawamura, trevigiano di origini giapponesi, ha vinto la seconda edizione della competizione italiana organizzata da AIRG, Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi, insieme a WSSI, World Sushi Skill Institute. Il mondiale è in programma a Tokyo dal 19 agosto 2026. Con lui ci sarà quindi anche Cini, sushi chef viterbese che lavora a Roma.
«Sono molto emozionato. È stata una lunga lunga giornata... e ancora non riesco a rilassarmi. Senz'altro tornerò anche l'anno prossimo. È stata un'esperienza davvero intensa e formativa», ha dichiarato Kawamura dopo la premiazione.
Otto finalisti e tre prove decisive
Alla fase finale dell’Italy Sushi Cup hanno partecipato 8 sushi chef italiani, chiamati a confrontarsi prima in una mattinata di prove tecniche su taglio e sfilettatura di pesce e verdure, poi nelle tre prove che hanno determinato la classifica.
I concorrenti si sono misurati con una composizione di sashimi, con l’Edomae-zushi, cioè il sushi classico nello stile di Tokyo, e con il Sosaku-zushi, la prova di sushi creativo in cui ogni finalista ha potuto esprimere il proprio stile personale.
L’ammissione al mondiale del secondo classificato è uno degli elementi più rilevanti dell’edizione 2026: oltre al vincitore, anche Paolo Cini volerà infatti in Giappone per la fase finale del World Sushi Cup.
Come si è arrivati alla finale italiana
La gara è arrivata al termine di tre giornate di formazione: due dedicate al Corso Base AIRG-WSSI e una al Kuroobi, corso avanzato di sushi impostato come masterclass.
Secondo gli organizzatori, l’Italy Sushi Cup è la selezione italiana per il World Sushi Cup e si inserisce in un percorso di formazione professionale rivolto ai sushi chef che vogliono misurarsi con gli standard tecnici richiesti a livello internazionale.
WSSI viene indicato come l’unico istituto di formazione riconosciuto dal Governo giapponese per l’insegnamento professionale del sushi fuori dal Giappone. La manifestazione si è svolta con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e di Jetro, l’ente governativo giapponese per la promozione degli scambi con l’estero.
Alla giornata finale era presente anche il Console Generale del Giappone a Milano, Koji Yagi.
La giuria e il richiamo alla sicurezza alimentare
A presiedere la giuria è stato Yamazaki Gentaro, sushi master e presidente di giuria, che nel suo intervento ha rimarcato la crescita del livello dei partecipanti italiani ma anche un punto tecnico centrale: la corretta lavorazione del pesce crudo.
«Sono davvero orgoglioso di essere potuto tornare come Presidente di Giuria anche quest'anno in Italia. Ho visto che chi ha partecipato lo scorso anno ha lavorato molto e che il livello dei sushiman italiani è in costante crescita», ha spiegato. Yamazaki ha poi insistito sul fatto che il sushi richiede regole precise, non soltanto estetiche, aggiungendo che l’igiene è fondamentale per proporre un prodotto buono e sicuro.
Con lui in giuria c’erano anche Hirazawa Minoru, fondatore di AIRG e figura storica della ristorazione giapponese in Italia, Kawada Junko, ristoratrice ad Anversa e giudice certificato WSSI, e Wagner Spadacio, executive chef del ristorante Niwaki nel Principato di Monaco, già vincitore del French Sushi Championship 2017 e secondo al World Sushi Cup 2018.
Il premio al vincitore e i partner dell’evento
Oltre alla qualificazione per Tokyo, Kawamura riceverà da Alaska Seafood Marketing Institute Italia, main sponsor della manifestazione, una fornitura di Ikura, le uova di salmone spesso chiamate caviale rosso, ingrediente molto usato nella cucina giapponese.
Accanto al premio principale, diverse aziende italiane e internazionali hanno sostenuto l’evento assegnando riconoscimenti ai partecipanti preferiti. Tra queste Copromar per il pesce, Nipponia per le salse, Foodex e JFC per ingredienti vari, New Kenji per il riso e Trenta per i libri dedicati alla gastronomia giapponese.
Hanno contribuito anche produttori giapponesi specializzati in attrezzature e materie prime: Hasegawa per i taglieri, Hoshizaki per cuociriso e vetrine da sushi, Mizkan per l’aceto di riso, Yamasa per la salsa di soia, Tamaki per le alghe, Kinjirushi per il wasabi, Ohtsuka per gli aromi del riso, Shibataya per il sake, Aoki per i coltelli, Kirin per la birra e Sado per le torce da cucina.
Per i professionisti italiani del settore, il prossimo appuntamento con l’Italy Sushi Cup è fissato al 2027.