Lavoratori in nero e cantieri senza sicurezza: 15 aziende nei guai, sanzioni per 190mila euro

Controlli del NIL nel Trevigiano: lavoratori in nero, cantieri sospesi e violazioni sulla sicurezza. Sanzioni per oltre 190mila euro.

09 settembre 2026 14:27
Lavoratori in nero e cantieri senza sicurezza: 15 aziende nei guai, sanzioni per 190mila euro -
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TREVISO. Cantieri fermati, lavoratori impiegati completamente “in nero”, attività sospese e irregolarità che vanno dalla mancanza del Piano operativo di sicurezza fino all’assenza di protezioni contro le cadute dall’alto. È il bilancio di una nuova serie di controlli eseguiti nel Trevigiano dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso, con il supporto dei reparti territoriali dell’Arma.

Le verifiche hanno interessato diversi Comuni e più settori produttivi, con particolare attenzione all’edilizia, ma anche a ristorazione, attività commerciali e servizi alla persona.

Il risultato finale è pesante: 15 aziende sono risultate inadempienti e l’ammontare complessivo di sanzioni e ammende supera i 190mila euro.

A Mogliano Veneto tre lavoratori extracomunitari in nero

Uno degli interventi più significativi è stato effettuato all’interno di un cantiere edile a Mogliano Veneto.

Qui gli ispettori hanno disposto la sospensione immediata dell’attività di due aziende che, secondo quanto accertato durante il controllo, stavano utilizzando complessivamente tre lavoratori extracomunitari senza regolare assunzione.

Per una delle due imprese è emersa anche un’ulteriore violazione: l’assenza del Piano operativo di sicurezza (POS), documento previsto per individuare rischi, procedure e misure di tutela all’interno del cantiere.

Il provvedimento di sospensione resterà legato alla regolarizzazione delle condizioni contestate.

A Riese Pio X lavori in quota senza protezioni

Un altro intervento ha riguardato un’impresa edile attiva nel territorio di Riese Pio X.

In questo caso i Carabinieri del NIL hanno riscontrato lavoratori impegnati in quota senza adeguate misure di protezione contro la caduta nel vuoto.

Una situazione ritenuta sufficientemente grave da determinare anche qui la sospensione dell’attività aziendale.

Il lavoro in altezza rappresenta uno degli ambiti sui quali si concentra maggiormente l’attività ispettiva, proprio per le conseguenze potenzialmente molto gravi derivanti da eventuali cadute.

Centro benessere sospeso a Montebelluna

I controlli non si sono fermati ai cantieri.

A Montebelluna è stato ispezionato un centro benessere a gestione cinese. All’interno della struttura è stata individuata una donna di origine cinese che, secondo gli accertamenti effettuati, risultava irregolare sul territorio nazionale e impiegata senza contratto come massaggiatrice.

Anche in questo caso è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività.

La posizione della lavoratrice e quella del titolare sono state quindi oggetto degli ulteriori adempimenti previsti.

Cameriere in nero in un ristorante etnico

Un’altra irregolarità è emersa a Caerano San Marco, durante il controllo di un ristorante etnico.

I militari hanno individuato un cameriere impiegato in nero.

L’attività è stata sospesa e potrà riprendere soltanto dopo la completa regolarizzazione della posizione lavorativa contestata.

Controlli anche a Conegliano, Castelfranco Veneto e Vazzola

L’operazione ha interessato inoltre aziende situate nei Comuni di Conegliano, Castelfranco Veneto e Vazzola.

Nel complesso sono state accertate numerose violazioni alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tra le contestazioni figurano anche il mancato conseguimento della patente a crediti, la mancata formazione obbligatoria dei dipendenti in materia di sicurezza e l’assenza della designazione delle squadre incaricate di gestire le emergenze.

Quindici aziende inadempienti

Alla fine delle verifiche, 15 imprese sono risultate non in regola sotto uno o più profili.

Le contestazioni riguardano quindi aspetti differenti: dall’impiego di personale senza contratto alla sicurezza nei cantieri, passando per gli obblighi formativi e organizzativi imposti ai datori di lavoro.

L’ammontare complessivo dei provvedimenti economici è particolarmente rilevante: sanzioni e ammende superano i 190mila euro.

I controlli contro lavoro nero e caporalato

L’attività del Nucleo Ispettorato del Lavoro proseguirà con l’obiettivo di contrastare non soltanto il lavoro nero, ma più in generale fenomeni di sfruttamento e caporalato, verificando contemporaneamente che nei luoghi di lavoro vengano rispettate le condizioni minime di sicurezza previste dalla normativa.

L’attenzione resta alta soprattutto nei settori caratterizzati da forte impiego di manodopera e da rischi elevati, come l’edilizia, ma gli ultimi controlli dimostrano come le verifiche vengano estese anche a ristorazione e servizi alla persona.

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