Schiacciato dal muletto davanti alla De Longhi: operaio muore a 60 anni

Operaio di 60 anni muore schiacciato da un muletto davanti alla De Longhi a Treviso. Lavorava per una ditta esterna. L’appello Uil.

10 settembre 2026 17:06
Schiacciato dal muletto davanti alla De Longhi: operaio muore a 60 anni -
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TREVISO. Stava lavorando all’ampliamento della sede De Longhi, all’esterno del capannone di via Seitz, quando è rimasto schiacciato da un muletto. A perdere la vita è stato un operaio di 60 anni, dipendente di una ditta esterna. Il suo corpo è stato trovato poco dopo le 14 di giovedì 10 settembre 2026.

La notizia ha suscitato la reazione della Uil Veneto, che proprio nella stessa giornata stava commentando i dati sulle morti sul lavoro nella regione. Il segretario generale Roberto Toigo ha rivolto un appello ad aziende, associazioni, parti sociali e istituzioni: occorre cambiare il modo di lavorare per impedire che tragedie simili continuino a ripetersi.

L’incidente nell’area dei lavori in via Seitz

L’infortunio mortale è avvenuto davanti alla sede della De Longhi, nell’area esterna interessata dagli interventi di ampliamento.

Il sessantenne era impegnato nei lavori per conto di un’impresa esterna. Secondo le prime informazioni, è morto dopo essere rimasto schiacciato dal mezzo di movimentazione. Il ritrovamento del corpo risale a poco dopo le 14; non sono disponibili ulteriori dettagli sulla sequenza dell’incidente.

Restano quindi da precisare le circostanze nelle quali il muletto abbia schiacciato il lavoratore.

Toigo: «Non è tollerabile morire di lavoro nel 2026»

La morte dell’operaio è stata appresa dal sindacato mentre era già in corso una riflessione sugli infortuni mortali in Veneto.

Toigo ha spiegato che la notizia da Treviso è arrivata proprio mentre la Uil commentava i dati che, secondo quanto richiamato dal segretario, collocano la regione al secondo posto nazionale per numero di morti sul lavoro.

«Non è tollerabile morire di lavoro nel 2026», ha dichiarato il rappresentante sindacale, chiedendo che il confronto sulla sicurezza produca un cambiamento concreto nell’organizzazione delle attività lavorative.

Treviso tra le province in zona rossa nei dati citati dalla Uil

Nel suo intervento, il segretario generale ha ricordato anche la posizione della provincia di Treviso, indicata come una delle tre province venete in zona rossa per l’incidenza degli infortuni mortali.

Toigo ha riconosciuto che l’elevato numero di ore lavorate in Veneto contribuisce al peso della regione nelle classifiche basate sui valori assoluti. Una considerazione che, nel ragionamento del sindacalista, non rende però accettabile il susseguirsi delle vittime.

Il richiamo della Uil riguarda dunque sia il bilancio complessivo delle morti sia l’incidenza degli incidenti fatali nei territori.

L’appello ad aziende, istituzioni e parti sociali

«Guardiamoci in faccia, tutti», è l’invito rivolto da Toigo ai soggetti coinvolti nel mondo del lavoro: imprese, associazioni, parti sociali e istituzioni.

Per il segretario della Uil Veneto non è possibile proseguire senza mettere in discussione il modo in cui si lavora. La richiesta è di affrontare insieme il problema e introdurre cambiamenti capaci di evitare il ripetersi di incidenti mortali, come quello costato la vita al sessantenne impegnato nei lavori in via Seitz.

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