Treviso, a Palazzo Bomben un incontro sull’arte di Lisa Perini tra veduta e architettura
Venerdì 12 giugno alle 18 a Palazzo Bomben intervengono Luigi Viola, Nicola Cisternino, Simone Gobbo e Ivano Pillon
Treviso - Un approfondimento sul lavoro dell’artista trevigiana Lisa Perini e sul suo modo di interpretare la veduta contemporanea è in programma venerdì 12 giugno alle ore 18 a Palazzo Bomben, in via Cornarotta 7. L’incontro, intitolato “Arte e Architettura con Luigi Viola – Le vedute di Lisa Perini: città, architettura e immagine come partitura”, propone una lettura del rapporto tra immagine urbana, memoria e linguaggio artistico.
L’appuntamento nasce dalla riflessione critica pubblicata da Luigi Viola sulla rivista “Finnegans – Cultura Mediterranea”. Nel suo intervento, il docente e artista, che è stato anche professore di Lisa Perini all’Accademia di Belle Arti di Venezia, analizza le opere dell’artista a partire dal tema della veduta, intesa non come semplice immagine riconoscibile di un luogo, ma come costruzione visiva fatta di stratificazioni, ritmo, colore, durata e memoria.
I partecipanti all’incontro
A Palazzo Bomben interverranno, oltre a Luigi Viola, anche Nicola Cisternino, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, e l’architetto Simone Gobbo, che ha seguito nel tempo gli sviluppi di diversi lavori dell’artista. Sarà presente inoltre Ivano Pillon, presidente del Coordinamento Provinciale Associazioni Disabilità, che illustrerà il progetto “Un mosaico per la bellezza di Treviso, Città inclusiva”, dedicato al legame tra arte, architettura, spazio urbano e valore civile della bellezza.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Fondazione Benetton Studi Ricerche e con il patrocinio del Comune di Treviso.
La lettura critica delle opere
Nel testo pubblicato su “Finnegans”, Luigi Viola interpreta le vedute di Lisa Perini come un superamento dell’immagine-cartolina e della rappresentazione immediata. Venezia, Treviso e i loro richiami più riconoscibili non vengono trattati come elementi decorativi, ma come luoghi in cui si depositano visioni, ricordi e relazioni affettive.
In questa chiave la città viene letta come una partitura, un organismo segnato da ritorni, pause, tensioni cromatiche, elementi architettonici e memorie collettive. Anche il colore assume un ruolo centrale: il rosso e l’oro, già emersi in precedenti riflessioni sull’opera dell’artista, diventano elementi costruttivi dell’immagine e non semplici scelte atmosferiche. La veduta, nel lavoro di Perini, si allontana così dalla riproduzione del reale per trasformarsi in una pratica di ascolto del luogo e della sua evoluzione nel tempo.
Il percorso dell’artista trevigiana
Lisa Perini è nata a Treviso nel 1972 e si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Luigi Viola. Nel suo percorso figurano premi, mostre personali e collettive in Italia e all’estero, mentre sue opere sono presenti in collezioni pubbliche in Europa, America e Asia.
La sua ricerca unisce reale, vissuto e dimensione fantastica, attraverso un linguaggio personale in cui segno, colore e materia costruiscono composizioni riconoscibili. Nel 2011 ha preso parte alla 54ª Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, su invito del curatore Vittorio Sgarbi. Nel 2019 è stata presente anche alla 58ª Biennale d’Arte di Venezia, “May You Live In Interesting Times”, nella sezione Biennale Educational.
Tra le pubblicazioni che documentano il suo lavoro figura anche “Lisa Perini. Il dominio del rosso”, con testi di Giorgio Nonveiller e Luigi Viola, pubblicato da Marsilio nel 2006.