Italia più anziana e nascite in calo: a Treviso il Rapporto 2026 sui servizi sociali

Nel seminario a Palazzo Rinaldi focus su spesa sociale, persone sole e nuove risposte territoriali per i Comuni.

02 luglio 2026 20:09
Italia più anziana e nascite in calo: a Treviso il Rapporto 2026 sui servizi sociali -
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TREVISO - Invecchiamento della popolazione, nascite ai minimi, più persone sole e una domanda sociosanitaria destinata a crescere: sono i nodi messi al centro del seminario “Salute e territorio – I servizi sociosanitari dei Comuni italiani. Rapporto 2026”, ospitato il 2 luglio 2026 nella sala Guadagnin di Palazzo Rinaldi, in Comune a Treviso.

L’incontro, promosso da Fondazione IFEL e Federsanità Anci Veneto, ha portato in città una tappa della presentazione nazionale della quarta edizione del Rapporto dedicato ai servizi sociosanitari comunali. Il punto emerso con più forza riguarda il ruolo dei Comuni nell’integrazione tra salute, welfare e territorio, in una fase segnata da fragilità sociali più diffuse e da bisogni sempre più complessi.

Italia più anziana e nascite in calo: a Treviso il Rapporto 2026 sui servizi sociali
Italia più anziana e nascite in calo: a Treviso il Rapporto 2026 sui servizi sociali

Ad aprire i lavori sono stati Paola Roma, assessore ai Servizi sociali della Regione del Veneto, Alessandro Canelli, sindaco di Novara e presidente della Fondazione IFEL, Fabrizio D’Alba, presidente di Federsanità e direttore generale dell’AOU Policlinico Umberto I, collegato a distanza, e Mario Conte, presidente di Anci Veneto e sindaco di Treviso. L’introduzione è stata affidata a Pierciro Galeone, direttore della Fondazione IFEL. La chiusura è stata curata da Domenico Scibetta, presidente di Federsanità Veneto.

I dati: Italia sempre più anziana e famiglie più fragili

Nel Rapporto 2026, illustrato da Giorgia Marinuzzi, responsabile dell’Area Studi e Statistiche Territoriali di Fondazione IFEL, e da Rosanna Di Natale, coordinatore scientifico di Federsanità, uno dei dati principali riguarda l’età della popolazione italiana. Al 1° gennaio 2024 gli over 65 erano il 24,3% dei residenti: una quota che, secondo le previsioni richiamate nello studio, salirà al 34,6% nel 2050.

A questo si aggiungono un indice di vecchiaia pari a 199,8 e un indice di dipendenza del 57,6%, segnali di uno squilibrio generazionale che pesa sulla tenuta del welfare e del sistema previdenziale.

Sul fronte demografico, il Rapporto evidenzia anche il calo delle nascite: nel 2023 sono scese sotto quota 380mila, minimo storico, e solo il 7,4% dei Comuni italiani ha registrato un incremento naturale positivo. Un dato che, secondo lo studio, si accompagna alla riduzione della natalità anche nella componente straniera.

Tra le trasformazioni sociali osservate c’è poi la frammentazione delle famiglie. Le previsioni indicano un aumento delle persone sole e una diminuzione delle coppie con figli. Nel 2050 le persone sole over 65 arriveranno al 59% del totale, con conseguenze dirette sulla domanda di supporto e assistenza.

Cosa cambia per i servizi dei Comuni

Nel confronto di Treviso, il Rapporto è stato utilizzato come base per ragionare su come i territori dovranno organizzare i servizi nei prossimi anni. Al centro ci sono non autosufficienza, disabilità, disagio psichico, povertà multidimensionale e attuazione degli interventi collegati alle Missioni 5 e 6 del PNRR.

Secondo i relatori, la crescita delle fragilità richiede modelli capaci di mettere in rete competenze, risorse e servizi, con una presa in carico più vicina alle persone e meno frammentata. In questo quadro è stata richiamata anche la necessità di una governance condivisa tra Comuni, Aziende sanitarie e istituzioni regionali, in linea con l’approccio One Health citato nel Rapporto.

Gli interventi istituzionali

Mario Conte ha ribadito che i Comuni non possono essere considerati soltanto erogatori di servizi, ma soggetti chiamati a costruire una risposta territoriale integrata. Nel suo intervento ha richiamato il ruolo dei sindaci come primo punto di contatto con i bisogni delle comunità e la necessità di rafforzare il rapporto tra amministrazioni locali e sistema sanitario.

Pierciro Galeone ha posto l’attenzione sulla pressione crescente che gli enti locali si attendono sul fronte sociosanitario. Ha ricordato che all’aumento dell’aspettativa di vita, oggi sopra gli 84 anni, non corrisponde una pari aspettativa di vita in buona salute, ferma a 59 anni. Un divario che, insieme all’aumento del disagio mentale, al cambiamento delle dipendenze, all’abuso di sostanze e alle difficoltà che emergono nelle scuole, tende ad allargare il bacino di persone che chiedono risposte ai servizi territoriali.

Domenico Scibetta ha insistito sulla necessità di superare la frammentazione delle risposte e di puntare su un’integrazione sociosanitaria stabile e strutturata. Nel suo intervento ha richiamato il percorso avviato in Veneto con la riforma degli Ambiti territoriali sociali e con l’attivazione delle Case di Comunità, indicate come uno degli strumenti attraverso cui far evolvere il modello regionale.

Il quadro emerso dal seminario di Treviso

Dal confronto con amministratori locali, operatori e professionisti è emersa l’idea che prevenzione, inclusione e prossimità saranno i tre assi su cui costruire i servizi dei prossimi anni. Il Rapporto 2026, presentato a Treviso, mette infatti in evidenza come l’aumento delle fragilità sociali e sanitarie renda sempre più centrale il livello comunale nell’organizzazione del welfare territoriale.

Italia più anziana e nascite in calo: a Treviso il Rapporto 2026 sui servizi sociali
Italia più anziana e nascite in calo: a Treviso il Rapporto 2026 sui servizi sociali

Lo studio analizza l’evoluzione dei servizi sociosanitari comunali, l’andamento della spesa sociale e le trasformazioni demografiche e sociali in corso, con un focus su invecchiamento, non autosufficienza, disabilità, disagio psichico e interventi legati alle Missioni 5 e 6 del PNRR.

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