Treviso, chiude Sconfinamenti: sabato 26 settembre al Sant’Artemio l’evento finale
Sabato 26 settembre all’Auditorium Sant’Artemio una mattinata aperta al territorio con workshop, babysitting e iscrizione gratuita.
TREVISO - Si chiude con un appuntamento pubblico sabato 26 settembre 2026 il progetto “Sconfinamenti – Uscire dai propri confini per crescere una comunità educante”, percorso durato quattro anni che ha coinvolto adolescenti, famiglie, scuole e associazioni tra Casale sul Sile, Casier, Silea e i quartieri San Lazzaro e San Zeno di Treviso. L’evento finale è in programma dalle 9 alle 13 all’Auditorium Sant’Artemio, in via Cal di Breda 116, con partecipazione gratuita su iscrizione online e un servizio di babysitting per bambini dai 3 anni in su.
Il dato più concreto riguarda i numeri raggiunti: 5.000 ragazzi tra 11 e 17 anni coinvolti nelle attività, 500 nuclei familiari partecipanti e 345 tra insegnanti ed educatori entrati nel percorso. Il progetto è nato per intervenire sulle povertà educative e sul disagio giovanile emerso negli anni successivi alla pandemia, mettendo in rete scuola, famiglia, sport, quartieri, associazioni e istituzioni.
L’appuntamento al Sant’Artemio
La mattinata conclusiva porta il titolo “Ci vuole un Villaggio – Educarsi insieme. Fiducia, partecipazione e reti di cittadinanza” ed è costruita come momento di confronto sul benessere dei minori e sulle alleanze educative. Il programma prevede una sessione plenaria con esperti e poi tre workshop dedicati a temi molto concreti: la solitudine e il ritiro sociale degli adolescenti, l’ascolto e il coinvolgimento delle famiglie in situazione di fragilità, la costruzione di comunità inclusive.
A chiusura dei lavori è previsto un buffet conviviale. Per le famiglie, oltre all’ingresso gratuito, è stato organizzato anche il servizio di babysitting, così da facilitare la partecipazione all’incontro.
L’appuntamento si inserisce in un territorio che negli ultimi mesi ha ospitato anche iniziative rivolte ai più giovani come SicurInsieme, sempre al Sant’Artemio, su educazione e sicurezza.
Cosa ha fatto Sconfinamenti in quattro anni
Nel corso del progetto sono state attivate iniziative molto diverse: volontariato attivo, laboratori musicali e artistici, giornate sportive, campi fuori casa ed educativa di strada con il camper di Sconfinamenti, presente in piazze e parchi come spazio di incontro e dialogo con i ragazzi.
Capofila del progetto è stata Volontarinsieme OdV. La rete dei partner ha coinvolto Ulss 2 Marca Trevigiana, CSV Belluno Treviso, Veneto Lavoro, i Comuni e gli Istituti Comprensivi di Casale sul Sile, Casier e Silea, l’Istituto comprensivo n. 3 “Felissent” di Treviso, l’istituto professionale “Fabio Besta” di Treviso, oltre alle associazioni APS Sogno Numero 2 Anteas, Federazione Mani Tese ETS, Fondazione Pime Onlus, NATs per… OdV, Servitium Emiliani Onlus e UISP Comitato Territoriale Treviso-Belluno APS. Il progetto ha avuto il sostegno dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, è stato finanziato nell’ambito del FSC - Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e sostenuto anche da Fondazione BCC Pordenonese.
I Patti educativi nei Comuni coinvolti
Uno degli esiti più strutturati del percorso è stato il lavoro sui Patti Educativi di Comunità. Anna Corò, presidente di Volontarinsieme OdV, ha spiegato che il risultato più rilevante non è solo nel numero delle attività realizzate, ma nella rete di relazioni costruite e destinata a restare oltre la fine del progetto.
A Casale sul Sile il percorso ha portato alla definizione di un modello educativo orientato allo sviluppo integrale di ragazzi e ragazze, costruito su quattro dimensioni: il Sé, la relazione, la comunità e il mondo. Il Patto è stato presentato pubblicamente il 23 ottobre 2025 e poi rilanciato con ulteriori iniziative aperte alla cittadinanza.
A Casier il Patto è stato invece presentato alla cittadinanza il 20 gennaio 2026, in continuità con il lavoro della cabina di regia locale e con l’obiettivo di aprire nuove collaborazioni sui temi educativi, sociali ed ecologici. Nel corso del progetto sono state coinvolte complessivamente 430 persone come nuovi cittadini volontari, a fronte delle 320 inizialmente previste.
La rete costruita tra scuole, servizi e associazioni
Il percorso ha consolidato una rete territoriale composta da amministrazioni comunali, istituti scolastici, associazioni sportive e culturali, parrocchie, cooperative sociali, servizi sanitari, comitati genitori e organizzazioni di volontariato. Da questa rete sono nate o si sono rafforzate collaborazioni per doposcuola, attività sportive, laboratori di orientamento, volontariato, riqualificazione degli spazi e iniziative culturali.
I risultati del progetto sono stati illustrati a Treviso da Anna Corò insieme alla sindaca di Silea Angela Trevisin e all’assessore alle politiche giovanili di Casier Chiara Naibo. La chiusura formale di Sconfinamenti lascia in eredità i Patti Educativi sottoscritti, le collaborazioni già attive e una rete territoriale costruita intorno ai giovani e alle loro opportunità di crescita.