Treviso, la sosta a pagamento cambia assetto: zone, abbonamenti e parcheggi nel 2026
La nuova zonizzazione comunale separa tariffe, orari e disponibilità degli abbonamenti: il nodo non è soltanto il prezzo orario, ma dove e per quanto tempo si può lasciare l’auto.
TREVISO – A Treviso la sosta a pagamento non è più una questione riducibile al cartello del parcometro. Dal 2026 il Comune ha ridefinito la zonizzazione A, B e C, fissato tariffe differenziate, indicato limiti per alcuni abbonamenti e programmato modifiche per parcheggi in struttura. Per chi vive o lavora in città, il cambiamento concreto è l’intreccio tra la via in cui si lascia l’auto, la fascia oraria e il tipo di titolo disponibile.
Il documento di riferimento è la tabella di zonizzazione e tariffe pubblicata dal Comune. È utile anche per evitare un equivoco: la tariffa oraria non dice da sola quanto costa una giornata di lavoro o una visita in centro. Pesano l’area, la tariffa giornaliera quando prevista, il limite agli abbonamenti e, nei parcheggi dedicati, la disponibilità effettiva dei posti.
Tre fasce di prezzo, ma non tre servizi identici
Nel 2026 la zona A costa 2,50 euro l’ora e 15 euro al giorno. La zona B è a 2 euro l’ora e 12 euro al giorno. La zona C resta a 1,30 euro l’ora con tariffa giornaliera di 9 euro. Il gradiente è chiaro: l’avvicinarsi alle aree più richieste comporta un costo maggiore, mentre la C è la fascia meno cara tra quelle su strada.
Il Comune precisa però che la zonizzazione è stata ridefinita dal 1° gennaio 2026 con una planimetria allegata all’atto. Non è prudente dedurre la fascia dalla sola abitudine o dal quartiere: chi usa ogni giorno una stessa via deve controllare segnaletica ed elenco aggiornato delle strade. La tariffa applicabile è quella dell’area effettiva, non quella che in passato valeva in una zona vicina.
Le fasce principali sono attive dalle 8 alle 13 e dalle 14.30 alle 20 nei feriali; nei festivi, per A, B, C e Cantarane, l’orario è 14.30-20. Questo pesa quanto il prezzo: fra le 13 e le 14.30 nelle tre fasce ordinarie la sosta non accumula tariffa, mentre nel pomeriggio festivo torna attiva. Non è corretto, però, estendere automaticamente queste finestre a ogni parcheggio cittadino.
Zona C: il prezzo attuale e il passaggio previsto
La discussione sull’aumento della zona C nasce da una previsione nel documento comunale: 1,50 euro l’ora dal 1° gennaio 2027, con tariffa giornaliera invariata. Il prezzo in vigore nel 2026 resta 1,30 euro. Non si può quindi presentare come già applicata nel 2026 una tariffa fissata per l’anno successivo.
Al momento della preparazione di questo approfondimento, il prospetto comunale disponibile continua a riportare quella previsione. Se sarà adottato un atto successivo per modificarla o congelarla, sarà quell’atto – non il vecchio listino – a definire il costo del 2027. È decisivo per chi usa la sosta di lunga durata: l’effetto non dipende solo da venti centesimi all’ora, ma da giorni di utilizzo, alternative e abbonamenti disponibili.
La tariffa giornaliera della C rimane 9 euro. Ciò evita di moltiplicare automaticamente il prezzo orario per l’intera giornata senza controllare la formula dell’area. Per soste molte ore la differenza può essere sostanziale; il titolo corretto va verificato sui dispositivi e nelle condizioni specifiche.
Abbonamenti: residenti, operatori e posti non illimitati
Per residenti il listino indica 35 euro mensili, 105 trimestrali, 168 semestrali e 336 annuali. Per operatori i valori sono 81,25 euro mensili, 243,75 trimestrali, 390 semestrali e 780 annuali. Le categorie non sono intercambiabili: il rilascio è collegato a requisiti e quantità massime definite dalla Giunta.
Un abbonamento non equivale a un posto riservato in qualunque strada né garantisce disponibilità infinita. Dove c’è un limite, se le domande superano i posti, si applica la rotazione; è prevista una prelazione fino a dodici mesi e una lista d’attesa per le richieste non soddisfatte. I titoli già in corso restano validi fino alla scadenza.
Per un residente, quindi, la domanda non è soltanto “quanto costa?”, ma anche “in quale zona o struttura è utilizzabile, quali requisiti servono e ci sono posti?”. Per un’attività economica il calcolo deve tenere conto di turni, orari e reale possibilità di usare il parcheggio, non del solo costo di una singola ora.
Parcheggi in struttura: formule diverse dalla strada
La tabella separa le strisce blu dai parcheggi in struttura. Al Dal Negro l’abbonamento costa 150 euro trimestrali, 275 semestrali e 500 annuali. Carlo Alberto indica 275 euro semestrali e 500 annuali; Ponte De Pria e Lo Squero 400 euro per sei mesi e 800 per l’anno. Per il 2026 il Comune mantiene agli attuali abbonati di queste strutture il diritto di prelazione.
Cittadella Istituzioni e Porta Appiani-Valigione hanno invece formule orientate alla lunga durata vicino al centro. Entrambi riportano 1,30 euro l’ora; Cittadella prevede 4 euro giornalieri, 10 settimanali, 20 mensili, 110 semestrali e 200 annuali. Appiani-Valigione indica 20 euro mensili, 110 semestrali e 200 annuali. Qui la tariffa vale dalle 8 alle 20 nei feriali, non con l’orario spezzato delle zone A, B e C.
Il confronto non autorizza a dire che siano sempre la scelta migliore: dipende da distanza, percorso a piedi, disponibilità e destinazione. Le indicazioni comunali per raggiungere il Museo di Santa Caterina senza entrare nelle aree più regolamentate mostrano proprio perché sosta e accesso alle zone centrali vadano distinti.
Miani Park e Cantarane: due casi da controllare
Il Miani Park era indicato come aperto e gratuito fino alla definizione della gestione e all’installazione delle automazioni. Una volta attivato a pagamento, il quadro previsto è 2 euro l’ora, 6 euro al giorno, 60 mensili, 300 semestrali e 500 annuali; sono indicati anche 350 euro annui agevolati per residenti e 400 per altre categorie che la Giunta deve definire. La formulazione richiede cautela: una tariffa programmata non sostituisce la verifica dell’effettiva attivazione e della segnaletica sul posto.
Al Cantarane la tariffa è di 2 euro l’ora e 12 giornalieri, con abbonamento mensile da 100 euro e semestrale da 400. Ma il limite è anche materiale: fino a 50 abbonamenti su 80 stalli e lavori programmati dalla seconda metà del 2026 possono renderlo indisponibile. Il prezzo non è quindi una promessa di accesso: disponibilità e interventi modificano la scelta di chi parcheggia ogni giorno.
Che cosa cambia per residenti e imprese
Il nuovo assetto sposta l’attenzione dal solo aumento o riduzione di una tariffa alla gestione della domanda. Tariffe più alte nelle aree A e B, zona C meno cara, strutture con formule diverse e abbonamenti contingentati incidono sui tempi della sosta e sull’equilibrio tra residenti, lavoratori e visitatori.
Per il commercio la conseguenza non è automaticamente positiva o negativa: dipende dalla rotazione degli stalli e dalla facilità di trovare un posto. Per i residenti conta la coerenza tra titolo acquistato e area utilizzabile. Per i pendolari, la durata è decisiva: confrontare 2 euro l’ora con un abbonamento mensile senza considerare quante giornate si entra in città porta a calcoli sbagliati.
La fotografia 2026 è precisa: zona C a 1,30 euro l’ora, nuove zone, orari differenziati e posti soggetti a limiti in alcune strutture. Il 2027 richiederà invece la verifica dell’atto effettivamente adottato. È questa distinzione che permette a residenti e imprese di orientarsi su dati verificati, senza confondere una previsione futura con una tariffa già applicata.