Treviso rimette in circolo il suo Trecento: Tomaso da Modena unisce museo, chiesa e città

La rassegna per i 700 anni dalla nascita del pittore non è una mostra temporanea: usa opere già conservate in città, nove appuntamenti tra settembre e dicembre e accessi gratuiti su prenotazione.

25 settembre 2026 19:10
Treviso rimette in circolo il suo Trecento: Tomaso da Modena unisce museo, chiesa e città -
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TREVISO – Non una grande mostra da visitare una volta, ma un patrimonio che torna a essere attraversabile. È questa la scelta concreta dietro Tomaso 700 – 700 anni di sguardi, la rassegna con cui Treviso ricorda i sette secoli dalla nascita di Tomaso da Modena: dal 26 settembre al 5 dicembre la città mette in relazione i suoi due capisaldi trecenteschi, la Sala del Capitolo di San Nicolò e il ciclo di Sant'Orsola al Museo di Santa Caterina, con musica, incontri, spettacoli e visite. Il dato utile per residenti e visitatori è che non si tratta di opere trasferite per l'occasione: sono capolavori già presenti in città, usati come punti di partenza per leggere un centro storico spesso percepito per singoli monumenti.

Il cambiamento è quindi nel modo in cui il patrimonio viene proposto. Il calendario ufficiale dei Musei Civici di Treviso conta appuntamenti dal 26 settembre al 29 novembre, più le visite IAT annunciate per il 31 ottobre e il 28 novembre. Le iniziative della rassegna sono gratuite, ma richiedono prenotazione; non sostituiscono però il biglietto del museo quando il programma comprende la visita alle collezioni. È una distinzione importante, perché in autunno Santa Caterina e Bailo ospitano anche altre esposizioni e laboratori.

Due luoghi, due modi di vedere il Trecento

Tomaso da Modena è legato a Treviso non per una semplice targa o per un'opera isolata. Nella Sala del Capitolo dell'antico convento domenicano di San Nicolò dipinse nel 1352 una serie di figure di religiosi e studiosi: volti individuali, libri, calamai, gesti di lettura. Tra questi c'è il cardinale Ugo di Provenza, con quello che viene comunemente indicato come il più antico ritratto pittorico noto di un uomo con gli occhiali. È il dettaglio più celebre, ma ridurre il pittore a quella curiosità farebbe perdere il punto: la serie porta dentro la città un'immagine sorprendentemente concreta della cultura scritta medievale.

L'altro polo è Santa Caterina. Qui sono conservate le Storie di Sant'Orsola, ciclo originariamente realizzato per la chiesa di Santa Margherita e oggi parte della collezione civica. Il collegamento tra San Nicolò e Santa Caterina non è soltanto geografico: mette accanto un ambiente conventuale, con l'attenzione al sapere e alle persone, e un grande racconto dipinto. La rassegna sfrutta proprio questa doppia presenza per spostare il pubblico tra luoghi e linguaggi, anziché confinare la ricorrenza in una sala.

Per Treviso è una scelta con una conseguenza pratica: il patrimonio medievale non viene presentato come sfondo decorativo per un fine settimana, ma come infrastruttura culturale da usare per più di due mesi. Il primo snodo coincide con le Giornate Europee del Patrimonio, già raccontate nella selezione Nordest24 delle aperture del 26 e 27 settembre. Da lì il programma prosegue fino a fine novembre, evitando che l'attenzione si esaurisca nel solo debutto del weekend.

Dal concerto all'itinerario: che cosa entra davvero in calendario

Sabato 26 settembre apre con Note musicali in città, dalle 11 alle 13 alla Loggia dei Cavalieri, con l'Ensemble De Vulgari. Nello stesso pomeriggio ci sono due proposte molto diverse: Saltarello, laboratorio di musica e balli medievali al Piccolo Teatro Cordimunda per bambini tra 6 e 11 anni, alle 16.30, e Sulle orme di Tomaso, itinerario con letture ed esecuzioni dal vivo in partenza alle 16 e alle 17 dal Seminario Vescovile presso San Nicolò. Per quest'ultima esperienza la capienza dichiarata è di 45 persone per turno: un numero che chiarisce perché la prenotazione non sia un dettaglio formale.

Domenica 27 settembre l'Auditorium Santa Caterina ospita alle 18 Bisbidis. Echi di ars nova italiana alla corte scaligera. Martedì 29, sempre alle 20.45 a Santa Caterina, il medievista Franco Cardini interviene sul rapporto tra Italia settentrionale e centrale nella vita di corte. Il 3 ottobre, ancora all'Auditorium, il concerto La musica al tempo di Tomaso da Modena porta in programma repertori tra XIII e XIV secolo; l'11 ottobre Un suono per Tomaso unisce concerto e visita guidata nelle sale di Santa Caterina.

La seconda parte non abbassa il livello dell'iniziativa a semplice commemorazione. Il 14 novembre la chiesa di San Francesco ospita il Coro Sine Nomine; il 28 e 29 novembre l'Auditorium Santa Caterina accoglie Il canto di Orsola, produzione costruita intorno al ciclo dipinto. Questo passaggio dall'osservazione alla musica, alla parola e alla scena è la novità territoriale più leggibile: opere permanenti restano al loro posto, mentre le attività fanno cambiare prospettiva al pubblico.

Il nodo dei costi: eventi gratuiti, museo a pagamento

La gratuità della rassegna va letta con precisione. I Musei Civici indicano biglietto da 0 euro per gli eventi, prenotazione obbligatoria e liberazione dei posti non occupati venti minuti prima dell'inizio. Non significa ingresso gratuito e indistinto alle collezioni o alle mostre temporanee. Santa Caterina è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 e, nella configurazione tariffaria pubblicata, il biglietto intero per museo e mostra La materia dei sogni costa 13 euro; il ridotto è 10 euro. Il Bailo, con la mostra dedicata a Nino Springolo, costa 10 euro intero e 8 ridotto. Orari, tariffe e gratuità previste per minori e accompagnatori sono indicati nella pagina ufficiale di biglietti e visite.

È una differenza che incide sulle scelte delle famiglie e di chi arriva da fuori città. L'incontro serale o il concerto possono essere gratuiti, ma una visita che comprende le sale permanenti va programmata come visita museale, non come accessorio dell'evento. Anche le tre visite IAT “Tomaso 700” – 31 ottobre, 28 novembre e 19 dicembre alle 15 – hanno una tariffa distinta: 9 euro intero e 7 euro ridotto per 6-14 anni e persone con disabilità. La data del 19 dicembre, fuori dalla finestra della rassegna, mostra inoltre che la valorizzazione del percorso può proseguire oltre il calendario celebrativo.

Una città con più programmi nello stesso spazio

Il contesto rende il caso trevigiano più interessante di un anniversario isolato. A Santa Caterina è già aperta fino al 15 gennaio 2027 La materia dei sogni, con oltre 120 opere di 23 artisti di dieci Paesi dell'Africa subsahariana: un progetto di respiro internazionale illustrato nell'approfondimento Nordest24 sulla mostra. Al Bailo proseguono invece le visite legate a Nino Springolo e ai “due compagni”, con una programmazione che il sito ha aggiornato nelle scorse settimane. Gli edifici non diventano quindi spazi riservati a Tomaso da Modena: sono sedi con offerte parallele, pubblici diversi e regole di accesso da distinguere.

Per residenti e attività del centro, questo significa una presenza culturale distribuita nel tempo e non concentrata in una sola inaugurazione. Chi segue l'itinerario del 26 settembre, per esempio, può scegliere San Nicolò e il centro storico; chi preferisce un appuntamento serale può puntare su Santa Caterina senza dover affrontare una visita guidata. Le prenotazioni, tuttavia, restano decisive: oltre ai 45 posti per turno indicati per l'itinerario inaugurale, l'ente segnala che per la visita-concerto dell'11 ottobre potrà valutare un turno aggiuntivo soltanto se le richieste supereranno la capienza.

Il significato locale oltre la ricorrenza

La vera misura dell'operazione sarà nella sua capacità di lasciare un'abitudine, non nel numero di serate. Tomaso da Modena offre a Treviso un vantaggio raro: opere cruciali per la storia dell'arte italiana collocate a distanza percorribile a piedi e legate a edifici che mantengono una funzione urbana. La rassegna rende visibile questa continuità, collegando museo, chiesa, auditorium e spazio pubblico senza inventare un percorso artificiale.

Resta una cautela utile: prenotare soltanto dai link e dai contatti indicati dai Musei Civici, controllare l'eventuale esaurimento dei posti e non confondere la gratuità dell'appuntamento con l'accesso alle raccolte permanenti. In questo modo l'anniversario dei 700 anni non si riduce al richiamo degli occhiali medievali: restituisce alla città una trama concreta di immagini, suoni e luoghi che Treviso possiede già, ma che ora propone di attraversare insieme.

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