Trieste, 20 strutture turistiche abusive scoperte nei controlli del 2026
Nei primi nove mesi del 2026 la Polizia Locale ha rilevato irregolarità in strutture ricettive, guide turistiche e cartellonistica.
TRIESTE - Nei primi nove mesi del 2026 la Polizia Locale ha eseguito quasi 280 controlli nel settore turistico cittadino, facendo emergere un quadro fatto di abusivismo, irregolarità amministrative e problemi edilizi. Il dato più rilevante riguarda 20 unità abitative completamente abusive, prive sia delle autorizzazioni necessarie sia del Codice Identificativo Nazionale.
I risultati dell’attività sono stati illustrati in Comune dall’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina Caterina de Gavardo, dal comandante Walter Milocchi e dal vice commissario della Polizia Locale e responsabile del Nucleo di Polizia Commerciale, Pierluigi Marchetti. Le verifiche hanno riguardato il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026.
Le irregolarità trovate nelle strutture ricettive
Oltre alle 20 unità completamente abusive, il Nucleo di Polizia Commerciale ha individuato 13 strutture autorizzate ma prive di CIN, 4 alberghi abusivi e 2 affittacamere non autorizzati. Sono emerse anche altre situazioni gestite in modo irregolare.
Un’attenzione particolare è stata riservata ai casi in cui strutture registrate come semplici unità abitative turistiche svolgevano in realtà un’attività assimilabile a quella alberghiera, senza aver ottenuto le autorizzazioni previste per quel tipo di esercizio.
Il Comune ha ricordato che il turismo è una risorsa importante per Trieste, ma che la crescita del comparto deve procedere insieme a controlli costanti su legalità, sicurezza, tutela dei consumatori e concorrenza tra operatori.
CIN in crescita, ma restano le violazioni
Tra i punti centrali delle verifiche c’è il CIN, il Codice Identificativo Nazionale obbligatorio per le strutture ricettive dal gennaio 2025. A Trieste il livello di adesione è cresciuto nel tempo: la copertura era del 77% a marzo 2025, è salita all’85% ad aprile 2026 e oggi supera l’88%, dato indicato come superiore alla media regionale.
Nonostante questa crescita, i controlli hanno fatto emergere diverse violazioni: strutture del tutto prive di CIN, codici non esposti oppure irregolari. Secondo quanto spiegato dal comandante Walter Milocchi, il codice rappresenta un elemento fondamentale per la tracciabilità e la regolarità delle strutture ricettive.
Sanzioni e controlli incrociati
Le sanzioni previste per questo tipo di violazioni possono essere elevate. Si parte, ad esempio, da 1.600 euro per l’esercizio senza SCIA e da 1.000 euro per la mancata richiesta del CIN, oltre alle sanzioni previste per la mancata esposizione del codice.
Le verifiche hanno fatto emergere anche infrazioni legate alla cartellonistica obbligatoria, con multe che possono arrivare fino a 500 euro.
L’attività è stata svolta in collaborazione con altri settori della Polizia Locale e con gli uffici comunali. In particolare, grazie al lavoro con il Nucleo di Polizia Edilizia, sono state individuate 13 strutture con irregolarità edilizie. I controlli hanno coinvolto anche i servizi di edilizia privata del Comune di Trieste, il Demanio e, nei casi di possibili irregolarità lavorative, l’Ispettorato del Lavoro.
Tre guide turistiche abusive
Un altro fronte riguarda le guide turistiche, settore sottoposto a regole e requisiti specifici. I controlli hanno portato all’individuazione di tre guide completamente abusive, per le quali sono previste sanzioni considerate particolarmente rilevanti.
Il bilancio dei primi nove mesi del 2026 conferma quindi un’attività di controllo estesa non solo alle strutture ricettive, ma anche ai servizi collegati al turismo, con verifiche su autorizzazioni, codici identificativi, aspetti edilizi e requisiti professionali.