Trieste, corso base di sloveno per 15 carabinieri: coinvolte le articolazioni territoriali
Il percorso al Comando provinciale riguarda 15 militari. Pisani: riconoscimento concreto per la comunità slovena del Fvg.
TRIESTE - Al Comando provinciale dei carabinieri è stato avviato un corso base di lingua slovena rivolto a 15 militari in servizio nelle diverse articolazioni territoriali dell’Arma. Il dato più concreto è questo: la formazione riguarda personale che opera ogni giorno a contatto con i cittadini, in un’area in cui la presenza della comunità slovena fa parte della realtà locale e istituzionale.
La notizia è stata commentata dal consigliere regionale della Slovenska skupnost, Marko Pisani, che ha definito l’iniziativa un passaggio utile per migliorare il rapporto tra istituzioni e territorio. Al centro, più che un tema simbolico, c’è un aspetto pratico: la possibilità di interagire con una parte della popolazione anche nella sua lingua.
Dove si svolge il corso e chi coinvolge
Il corso si tiene presso il Comando provinciale dei carabinieri di Trieste e interessa 15 militari distribuiti nelle diverse articolazioni territoriali dell’Arma. Non vengono indicati, nella nota diffusa, durata e calendario delle lezioni, ma viene chiarito che si tratta di un corso basico di lingua slovena.
L’iniziativa è stata promossa dal Comando provinciale dei Carabinieri di Trieste insieme al Centro lingue estere dell’Arma. Il punto rilevante, sul piano del servizio, è che la formazione non riguarda un ambito astratto, ma personale che lavora sul territorio e che può trovarsi a interagire con cittadini sloveni o appartenenti alla minoranza linguistica slovena del Friuli Venezia Giulia.
Perché il tema ha un peso nel territorio di Trieste
Nel suo intervento, Pisani osserva che conoscere la lingua del territorio significa anche comprenderne meglio la comunità. Il ragionamento si collega a un aspetto preciso: per la comunità slovena del Friuli Venezia Giulia, poter dialogare con le istituzioni anche nella propria lingua rappresenta, secondo il consigliere, un elemento concreto di riconoscimento e di rispetto dei diritti linguistici garantiti dalla normativa.
Il tema ha un rilievo particolare a Trieste e nelle aree di confine, dove la presenza slovena è storicamente radicata e il rapporto con gli uffici pubblici, le forze dell’ordine e i servizi sul territorio passa anche dalla capacità di essere compresi in modo immediato. In questo quadro, un corso linguistico destinato ai carabinieri assume un valore operativo oltre che istituzionale.
La posizione di Pisani
Pisani parla di iniziativa «importante e meritevole di apprezzamento» e collega l’avvio del corso a un rafforzamento del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Nella sua valutazione, avvicinarsi alla lingua slovena aiuta a costruire una relazione più diretta con la popolazione e a rendere più vicina l’azione delle istituzioni sul territorio.
Il consigliere rivolge inoltre un riconoscimento al Comando provinciale dei Carabinieri di Trieste e al Centro lingue estere dell’Arma per aver promosso il percorso formativo. L’auspicio indicato nella nota è che l’approccio alla lingua slovena possa entrare in modo sempre più stabile nella formazione di chi opera quotidianamente a contatto con i cittadini.
La linea indicata è quella di trasformare la conoscenza linguistica in uno strumento concreto di dialogo e servizio. Per ora il dato certo resta l’avvio del corso a Trieste per 15 militari, ma il significato dell’iniziativa, nelle parole di Pisani, è già chiaro: rendere più accessibile il rapporto tra istituzioni e comunità slovena del territorio.