Trieste, Luigi Carroccia al Teatro Miela apre l’Integrale delle Sonate di Schubert

Mercoledì 27 maggio alle 20.30 a Trieste prende il via al Teatro Miela il ciclo promosso da Chamber Music Trieste nella Stagione

23 maggio 2026 11:50
Trieste, Luigi Carroccia al Teatro Miela apre l’Integrale delle Sonate di Schubert -
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TRIESTE - Si apre mercoledì 27 maggio, alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste, il progetto “La purezza di Schubert”, il ciclo Integrale di esecuzioni dedicato alle Sonate per pianoforte di Schubert, promosso da Chamber Music Trieste nell’ambito della sua Stagione Cameristica “Cromatismi 5.0”. A inaugurare a Trieste il progetto di Integrale delle Sonate di Schubert per pianoforte sarà il pianista Luigi Carroccia, definito dalla critica musicale “l’aristocratico della tastiera” e anche “l’aristocratico del pianoforte”, protagonista di un’avventura musicale che si articolerà in diverse serate-concerto nel corso di questa e delle prossime stagioni.

Nella prima serata dell’Integrale, al Teatro Miela, Carroccia esordirà nel ciclo dedicato al grande compositore spaziando dalla Sonata in la maggiore D 664 alla Sonata in la minore D 784, fino alla Sonata in sol maggiore D 894 op. 78 “Fantasia”. Si tratta di tre capolavori schubertiani scelti per avviare un percorso dedicato a pagine amate per il loro lirismo struggente e per la loro profondità emotiva, nelle quali il pianista viene indicato come interprete ideale.

Luigi Carroccia arriva a Trieste forte di riconoscimenti e premi internazionali. È stato insignito del Virtuoso Prize al Festival di Verbier, ha ottenuto il Premio Abbado Miur e una medaglia speciale in Bulgaria per le esecuzioni di Skrjabin. Nel profilo diffuso da Chamber Music Trieste viene ricordato anche come vincitore di numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali, fra cui il Virtuoso Prize al Vendome Piano Prize svoltosi durante il Festival di Verbier 2019, il Secondo Premio Abbado indetto dal MIUR in memoria di Claudio Abbado e la medaglia ricevuta a Kyustendil per le sue esecuzioni di opere del compositore Aleksandr Skrjabin.

Rispetto ad altre Sonate di Schubert, l’op. 120 in la maggiore D 664, composta nel 1819 e pubblicata postuma nel 1829, viene presentata come una Sonata “piccola”: conta solo 133 battute nel primo tempo invece delle circa 200 che per Schubert costituivano una misura ordinaria, ha tre tempi invece di quattro e quattordici pagine a stampa invece delle venticinque o diciotto delle precedenti Sonate. Proprio per questa snellezza di proporzioni, così come per il tono affettivo e intimo che esprime, diventa l’immagine stessa della più tradizionale Vienna schubertiana, caratteristica che la rese molto popolare. Il tema del finale fu utilizzato per l’operetta “La casa delle tre ragazze”, presentata come una sorta di telenovela ante litteram sulla vita di Schubert.

Di segno opposto la Sonata in la minore D 784 op. post. 143, che appare cupa e solenne e della quale si dice che esprima la tonalità del Fato in Schubert. Fu pubblicata postuma nel 1839 e inaugura la serie delle sette straordinarie ultime Sonate. A renderla indimenticabile è quel piede ritmico che suggerisce l’immagine di un incedere pesante o forse di una minaccia incombente, solo temporaneamente acquietato dal secondo tema che echeggia un paradiso perduto.

La Sonata in sol maggiore D 894 op. 78 “Fantasia”, il cui manoscritto è custodito alla British Library, è del 1826. L’editore Haslinger cercò di connotarla con il titolo di “Sonata-fantasia”, definizione indicata come poco giustificata dalla forma dell’opera, che restituisce piuttosto una sensazione di serenità e intimità attraverso una timbrica originale, legata alle possibilità dei nuovi pianoforti.

Il progetto è inserito nella Stagione Cameristica “Cromatismi 5.0”, progettata dalla direttrice artistica Fedra Florit e promossa da Chamber Music. La stagione trova il sostegno del MIC - Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia - Assessorato alla Cultura, di Banca Mediolanum e di Zoogami. I biglietti sono disponibili presso TicketPoint Trieste.

Nel suo percorso artistico Carroccia ha preso parte ai Concorsi Internazionali Van Cliburn di Fort Worth, Ferruccio Busoni di Bolzano e Fryderyk Chopin di Varsavia, ricevendo grandissimi ed entusiastici apprezzamenti da parte della critica e da musicisti quali Krystian Zimerman e Martha Argerich. Il Fort Worth Star-Telegram lo ha descritto come “un aristocratico del pianoforte”.

Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio Monteverdi di Bolzano, dove ha ottenuto il Diploma vecchio ordinamento e il Diploma Accademico di II livello in Pianoforte solistico con massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Nel 2016 ha ricevuto una Junior Fellowship dal Royal Birmingham Conservatoire e dal 2018 al 2022 è stato Artist in Residence presso la Queen Elisabeth Music Chapel di Waterloo.

È regolarmente invitato a suonare in festival come il Duszniki-Zdrój International Chopin Piano Festival, il Miami International Piano Festival, il Dresdner Musikfestspiele e il LacMus Festival. La sua attività concertistica lo vede impegnato in Italia e all’estero su palcoscenici quali l’Ishibashi Memorial Hall dell’Università di Tokyo, Flagey di Bruxelles, la Symphony Hall e la Town Hall di Birmingham, le Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, il Museo Teatrale alla Scala di Milano, la Salle Bourgie di Montreal e il Tbilisi State Conservatoire.

L’appuntamento è fissato per mercoledì 27 maggio alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste con Luigi Carroccia in concerto nel primo capitolo del progetto “La purezza di Schubert”, avvio dell’Integrale delle Sonate per pianoforte di Schubert nella 31ª Stagione Cameristica di Chamber Music Trieste.

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