Trieste, Massolino attacca sull’ovovia: «La maggioranza chiuda questa agonia»

La consigliera regionale del Patto per l'Autonomia - Civica Fvg punta il dito contro sindaco e maggioranza: «Vicenda grottesca»

04 giugno 2026 17:29
Trieste, Massolino attacca sull’ovovia: «La maggioranza chiuda questa agonia» -
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TRIESTE - Nuovo affondo politico sul progetto dell’ovovia di Trieste. La consigliera regionale Giulia Massolino, del Patto per l’Autonomia - Civica Fvg, chiede che la maggioranza metta fine a quella che definisce un’«estenuante agonia», intervenendo sulle notizie che si susseguono da lunedì attorno all’opera contestata.

Per Massolino, la vicenda ha ormai assunto una dimensione «grottesca» e la responsabilità di chiuderla spetta alla maggioranza che governa la città. La consigliera sostiene che, attorno al progetto, si sia consolidato un dissenso forte e trasversale e accusa il sindaco Roberto Dipiazza di continuare a rivendicare per sé ogni scelta decisionale, ignorando sia le forze politiche con cui amministra sia una parte ampia della città.

Nel suo intervento, Massolino parla apertamente di ovovia a Trieste come di una vicenda che avrebbe già prodotto effetti pesanti per il territorio. Secondo la consigliera, il protrarsi dell’iter avrebbe comportato 30 milioni di euro bloccati e quindi non utilizzabili, oltre alla perdita di opportunità legate ai finanziamenti europei e nazionali che, a suo giudizio, avrebbero potuto essere destinati a opere considerate più utili.

Massolino richiama anche le conseguenze sul funzionamento dell’amministrazione, parlando di una macchina burocratica costretta a inseguire un percorso che, secondo la sua valutazione, «non arriverà da nessuna parte». Da qui l’accusa politica rivolta non solo al sindaco, ma anche agli altri esponenti della maggioranza che, sempre secondo la consigliera regionale, starebbero accettando una gestione incentrata sul principio del «decido io».

La presa di posizione investe anche il rapporto tra politica e apparato tecnico. Massolino sostiene infatti che chi ha consentito ai tecnici di sostituire la politica nelle scelte sull’opera dovrà rispondere davanti agli elettori, anche per le conseguenze economiche e finanziarie che questa gestione avrebbe prodotto e che, a suo avviso, potrebbe continuare a produrre in futuro.

Nel passaggio più diretto, la consigliera afferma che chi oggi resta nella maggioranza e condivide questa linea dovrà assumersi davanti alla città la responsabilità politica e morale della vicenda. Un giudizio che si inserisce nel confronto ormai acceso sul progetto contestato, al centro da giorni del dibattito pubblico e istituzionale in città.

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