Trieste e Monfalcone, varata Eco TRIESTE: nave ibrida per i rifiuti delle navi
La nuova unità di Itelyum Sea FVG opererà nei porti di Trieste e Monfalcone con propulsione ibrida e tracciabilità digitale.
TRIESTE - Una nuova unità navale per la raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi entrerà a breve in servizio nei porti di Trieste e Monfalcone. Si chiama Eco TRIESTE ed è il primo natante a propulsione ibrida operante nel Mare Adriatico dedicato a questo tipo di servizi portuali.
Il varo si è tenuto il 29 settembre 2026 al Porto San Rocco Marina Resort di Muggia. L’imbarcazione è stata realizzata da Itelyum Sea FVG e lavorerà nell’ambito della concessione rifiuti navi rilasciata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, coprendo sia gli scali sia la rada.
Dove opererà e quali servizi farà
Eco TRIESTE è concepita per la raccolta, il ritiro e il trasporto dei rifiuti prodotti dalle navi. Il dato più rilevante, dal punto di vista operativo, è la capacità di carico: 60 tonnellate e 120 metri cubi suddivisi in quattro comparti distinti, un volume indicato come triplo rispetto alla media delle unità analoghe.
Secondo quanto comunicato da Itelyum Sea FVG, questa configurazione permette di completare il servizio sull’intero scalo, rada compresa, in un’unica sessione, evitando viaggi intermedi di svuotamento e riducendo così il traffico navale interno al porto.
L’unità ha dimensioni superiori agli standard nazionali per questo genere di servizio: 24 metri di lunghezza, 8 metri di larghezza e 58 tonnellate di stazza. La società sottolinea anche la possibilità di operare in condizioni meteo difficili, con attenzione alla sicurezza e al comfort dell’equipaggio.
Propulsione ibrida e riduzione delle emissioni
Sul fronte ambientale, la nuova motobarca unisce motori elettrici a zero emissioni dirette in fase di navigazione interna e di manovra a due motori diesel certificati IMO Tier II ed EIAPP, conformi all’Allegato VI della Convenzione MARPOL per l’abbattimento degli ossidi di azoto.
L’alimentazione è compatibile al 100% con biocarburante HVO, soluzione che consente un abbattimento della CO2 fino al 90% rispetto ai carburanti fossili tradizionali. Nelle fasi di massima potenza, inoltre, il sistema ibrido recupera l’energia prodotta dai motori e la utilizza per ricaricare automaticamente il pacco batterie.
La modalità elettrica permette di lavorare in porto in assenza di rumore e senza emissioni dirette durante le manovre, un aspetto che riguarda da vicino l’operatività quotidiana negli spazi portuali più sensibili.
Raccolta differenziata e controllo digitale dei conferimenti
Un altro elemento centrale del progetto è la raccolta differenziata “spinta” direttamente in mare. La stiva è stata predisposta per separare le diverse frazioni di rifiuto già durante il servizio, con l’obiettivo di aumentare il recupero dei materiali riciclabili.
A bordo sono installate celle di pesatura digitali che trasmettono in tempo reale a terra i dati di ogni conferimento tramite un software dedicato. Il sistema, nelle intenzioni del gestore, serve a garantire tracciabilità, trasparenza e conformità alle norme ambientali.
Il piano 2026 nei porti del Friuli Venezia Giulia
L’entrata in servizio di Eco TRIESTE rientra nel piano di investimenti 2026 di Itelyum Sea FVG per la transizione ecologica dei porti di Trieste e Monfalcone.
L’amministratore delegato Alessandro Bullo ha definito il 2026 un anno di svolta sul fronte degli investimenti per la sostenibilità degli scali, richiamando anche l’inaugurazione del primo impianto mobile nazionale per il trattamento delle acque di zavorra.
Sul varo è intervenuto anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, che ha collegato il tema della sostenibilità portuale alla capacità di tradurre gli obiettivi ambientali in soluzioni concrete. Dopo l’attivazione a Trieste del primo impianto mobile italiano per il trattamento delle acque di zavorra, ha osservato, la nuova unità amplia i servizi ambientali disponibili nei porti di Trieste e Monfalcone.
La scheda tecnica allegata conferma infine i principali dati dell’unità: motobarca da lavoro per raccolta e trasporto rifiuti navali, lunghezza di 24 metri, stazza lorda di 58 tonnellate, capacità di 60 tonnellate o 120 metri cubi in quattro comparti distinti, propulsione ibrida con motori elettrici e diesel e ambito operativo nei porti di Trieste e Monfalcone, inclusa la rada.