Nucleare, Novelli riapre il dibattito in Fvg: «Stop ai no ideologici»
Il consigliere regionale di Forza Italia chiede un confronto pragmatico sulle nuove tecnologie nucleari: al centro costi, emissioni e
Trieste - Il tema del nucleare torna nel dibattito energetico regionale. A rilanciarlo è il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli, che chiede di aprire anche in Friuli Venezia Giulia un confronto sulle tecnologie di nuova generazione, indicando come priorità la riduzione delle emissioni, la sicurezza degli approvvigionamenti e il sostegno al sistema produttivo.
Secondo Novelli, mentre in molti Paesi europei il nucleare è rientrato tra le opzioni strategiche per la politica energetica, in Italia e in regione restano resistenze che, a suo avviso, impediscono una valutazione pragmatica del tema. Il consigliere parla della necessità di superare posizioni ideologiche e di affrontare la questione partendo dai dati.
Nel suo intervento ricorda che il Friuli Venezia Giulia vive già in un contesto europeo in cui diverse centrali nucleari sono operative oltreconfine, dalla Slovenia alla Francia, passando per Svizzera e altri Paesi. Da qui l'osservazione: una parte dell'energia utilizzata ogni giorno arriva anche da produzioni legate al nucleare, mentre il sistema italiano continua a dipendere dall'estero, con ricadute che Novelli definisce sempre più pesanti sul piano economico e della sicurezza.
Per l'esponente azzurro, il nodo energetico riguarda direttamente famiglie e imprese. In questo quadro richiama anche il tema dei costi dell'energia e della tenuta del tessuto produttivo, un tema che in Veneto è stato affrontato anche con iniziative come l'accordo tra Confapi Venezia e A2A Energia per ridurre l'impatto delle bollette sulle Pmi.
Il ruolo del nucleare nel mix energetico
Novelli sostiene che la sfida ambientale non possa essere affrontata contrapponendo in modo rigido tecnologie diverse. La riduzione dell'anidride carbonica, osserva, deve andare di pari passo con la continuità della produzione energetica e con la competitività delle imprese, e in questo scenario il nucleare di nuova generazione può rappresentare una delle opzioni da affiancare alle fonti rinnovabili.
Il consigliere insiste soprattutto sulla differenza tra gli impianti al centro del dibattito internazionale oggi e quelli del passato. A suo giudizio non si parla più delle centrali progettate decenni fa, ma di sistemi costruiti con standard di sicurezza più avanzati, protezioni passive e controlli rigorosi. Per sostenere questa linea cita i programmi portati avanti da Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Finlandia e Svezia, Paesi che stanno investendo in questa direzione anche in funzione degli obiettivi climatici.
Rinnovabili e stabilità della rete
Nel ragionamento di Novelli, la crescita delle fonti rinnovabili resta comunque un passaggio indispensabile. Il punto, però, è che da sole non basterebbero a garantire la stabilità della rete elettrica richiesta da famiglie, imprese e industria. Per questo indica come modello quello di un mix energetico in cui rinnovabili e nucleare possano convivere e integrarsi, come già avviene o viene programmato in diversi Paesi europei.
Da qui anche l'invito a evitare, secondo le sue parole, una contrapposizione artificiale tra tutela ambientale e sviluppo economico. Novelli lega infatti il tema dell'energia alla capacità del Friuli Venezia Giulia di restare attrattivo per gli investimenti e competitivo nella transizione ecologica, senza escludere a priori tecnologie che in gran parte d'Europa vengono considerate strategiche.
La richiesta finale è quella di aprire un confronto «serio», fondato su evidenze scientifiche e non sulle paure del passato. Nella posizione espressa dal consigliere regionale, autonomia energetica, riduzione delle emissioni e competitività del sistema produttivo italiano passano anche da una valutazione senza pregiudizi del nucleare di nuova generazione e delle altre fonti su cui la Regione sta già lavorando.
Quadro normativo nazionale sul nucleare
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ricorda che oggi l’utilizzo della fissione nucleare per produrre energia elettrica non è previsto dalla normativa nazionale, dopo i referendum del 1987 e del 2011. La pagina ufficiale precisa inoltre che l’attività del Ministero nel settore riguarda soprattutto decommissioning degli impianti dismessi e gestione dei rifiuti radioattivi. Fonte ufficiale.