Trieste, 232 fascicoli ambientali in 9 mesi: 55 penali e 177 amministrativi
Dati dei primi nove mesi del 2026: in aumento il peso delle indagini ambientali e dei controlli sul benessere animale.
TRIESTE - Nei primi nove mesi del 2026 il Nucleo di Polizia Ambientale della Polizia Locale di Trieste ha aperto 232 fascicoli: 55 di natura penale e 177 amministrativa. Il dato fotografa un'attività che riguarda controlli ambientali, verifiche sul benessere animale e indagini che in diversi casi coinvolgono anche l'autorità giudiziaria.
I numeri sono stati illustrati dall'assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo, insieme al comandante della Polizia Locale Walter Milocchi, al vice commissario e responsabile del Nucleo Mariano Princiotta e all'ispettore di Polizia Locale Alessandro Brescia.
Il Nucleo di Polizia Ambientale opera da tempo all'interno della Polizia Locale di Trieste e dal 2011 è inserito in modo strutturale nell'organigramma del Corpo. La sua attività si concentra sulla tutela dell'ambiente e sul benessere degli animali, ambiti che negli anni hanno richiesto una specializzazione crescente per l'impatto diretto sulla qualità della vita e sulla salute della comunità.
I dati del 2026 e le indagini chiuse
Secondo quanto emerso, da gennaio a oggi sono stati aperti 232 fascicoli, con una prevalenza di procedimenti amministrativi ma con una quota rilevante di accertamenti penali. L'attività, è stato spiegato, nasce sia da iniziativa degli operatori sia dalle segnalazioni di cittadini e Guardie Ambientali, considerate un presidio importante sul territorio.
Tra i casi più rilevanti degli ultimi mesi il Comune segnala due indagini concluse di recente. La prima, chiusa a luglio, ha riguardato una serie di furti seriali di batterie usate, fenomeno che ha interessato l'intero territorio regionale e che presentava sia un interesse economico sia profili di pericolosità. La seconda, conclusa la scorsa settimana, ha riguardato invece lo stoccaggio illecito di rifiuti, in un settore descritto come particolarmente sensibile anche per gli interessi economici coinvolti.
Ambiente e animali al centro dei controlli
L'assessore Caterina de Gavardo ha definito quello della Polizia Ambientale un lavoro spesso poco visibile ma complesso, fatto di accertamenti lunghi e in molti casi riservati proprio per la presenza di possibili risvolti penali. Ha inoltre richiamato la necessità di competenze specifiche, visto che il Nucleo si muove tra Testo Unico Ambientale, Codice Penale e normativa regionale sul benessere degli animali, compresa la Legge Regionale n. 20/2012.
L'attività del Nucleo si sviluppa quindi su due filoni principali: la salvaguardia ambientale e la tutela degli animali. Su questi fronti gli agenti svolgono controlli di legge, verifiche, approfondimenti e indagini che possono richiedere tempi lunghi e coordinamento con altri soggetti istituzionali.
Collaborazione con altri enti
Un altro aspetto evidenziato durante la presentazione riguarda il lavoro congiunto con altri uffici e organismi. Il Nucleo collabora infatti con gli altri reparti della Polizia Locale, con le Guardie Ambientali, con ASUGI e con il Corpo Forestale, oltre al costante raccordo con l'Autorità Giudiziaria nei procedimenti con rilievo penale.
Nel corso dell'incontro il comandante Walter Milocchi ha ringraziato i componenti del Nucleo di Polizia Ambientale per il lavoro svolto, mentre l'assessore ha sottolineato anche il contributo dei giovani agenti affiancati dai colleghi con maggiore esperienza. Il quadro tracciato dai primi nove mesi del 2026 restituisce così un settore operativo che, pur con organici contenuti, segue accertamenti su rifiuti, illeciti ambientali e benessere animale con 55 fascicoli penali e 177 amministrativi già aperti da inizio anno.