Casa, il Pd in Regione: "Il ddl 80 non risponde all’emergenza abitativa in Fvg"

In Consiglio regionale i dem chiedono un piano straordinario per l’edilizia pubblica, il recupero degli alloggi sfitti e più garanzie ai

10 giugno 2026 20:58
Casa, il Pd in Regione: "Il ddl 80 non risponde all’emergenza abitativa in Fvg" -
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Trieste - Il disegno di legge 80 sulla casa, in esame in Consiglio regionale, secondo il Partito democratico aggiorna la normativa vigente ma non interviene sulle urgenze più pesanti del Friuli Venezia Giulia: il recupero degli alloggi popolari vuoti, il riuso del patrimonio privato inutilizzato e misure immediate per chi cerca casa, a partire dai giovani.

Durante il confronto in Aula, i consiglieri regionali dem hanno contestato l’impostazione del provvedimento, sostenendo che l’aggiornamento della legge regionale 1 del 2016 non basta ad affrontare l’emergenza abitativa. Nel merito, il Pd chiede un Piano straordinario per l’edilizia pubblica e una revisione dell’assetto delle Ater, con l’obiettivo di rimettere in circolo almeno cinquemila alloggi popolari oggi sfitti.

Secondo i consiglieri, il nodo non riguarda soltanto il patrimonio pubblico. Nella loro valutazione, la Regione dovrebbe intervenire anche per recuperare una parte dei circa 170mila alloggi privati inutilizzati presenti in Friuli Venezia Giulia, così da ampliare concretamente l’offerta abitativa.

Nel pacchetto di misure che, secondo il Pd, mancano nel ddl 80 ci sono anche un bonus affitti destinato ai giovani e risorse per il recupero degli alloggi demaniali abbandonati. I dem segnalano inoltre l’assenza di strumenti di tutela per i proprietari privati, considerati un passaggio decisivo per aumentare il numero di case disponibili e sostenere l’attrattività della regione.

Tra le proposte avanzate dal gruppo dem c’è il riconoscimento e la valorizzazione delle Agenzie sociali per l’abitare, indicate come uno strumento già operativo nel reperimento di alloggi sul libero mercato, nella mediazione tra le parti e nell’accompagnamento delle persone in difficoltà. Per il Pd, queste strutture potrebbero diventare uno dei cardini di un sistema più innovativo per utilizzare il patrimonio immobiliare privato oggi non occupato.

L’ipotesi messa sul tavolo è quella di sperimentare una gestione del patrimonio immobiliare privato affidata alle Ater e alle Agenzie sociali per l’abitare, attraverso convenzioni di lungo periodo con i proprietari. In questo schema, con il sostegno di Regione e Comuni, si potrebbero affrontare più facilmente i problemi legati a morosità, sfratti, manutenzioni e adeguamenti degli immobili.

Secondo i consiglieri del Pd, un meccanismo di questo tipo garantirebbe maggiori tutele ai locatori e consentirebbe di aumentare il numero di alloggi disponibili. Il tema della casa, del resto, resta centrale anche per gli equilibri sociali e per le politiche regionali di sostegno alle famiglie, come dimostrano anche i recenti interventi sulla legge regionale 1 del 2016 in Friuli Venezia Giulia.

Nel loro intervento a margine dell’esame del ddl 80, i consiglieri regionali democratici hanno quindi ribadito che senza un piano per il recupero degli alloggi sfitti, senza misure per i giovani e senza garanzie per i proprietari privati, il provvedimento non offre una risposta sufficiente all’attuale emergenza abitativa in regione.

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