Trieste, Rojc a GeoAdriatico 2026: «Sui Balcani pesa un vuoto di conoscenza»

La senatrice Pd intervenuta al simposio internazionale di Trieste chiede un ruolo più incisivo dell’Italia a Bruxelles.

12 giugno 2026 19:23
Trieste, Rojc a GeoAdriatico 2026: «Sui Balcani pesa un vuoto di conoscenza» -
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TRIESTE - L’Italia può avere un ruolo più incisivo nel percorso di allargamento dell’Unione europea ai Balcani occidentali, ma per farlo deve partire da un nodo politico e culturale: la conoscenza ancora insufficiente della storia e della complessità dell’area. È il punto messo al centro dalla senatrice Tatjana Rojc, intervenuta oggi a Trieste al simposio internazionale GeoAdriatico 2026.

Nel corso dell’incontro, dedicato a IMEC e all’allargamento Ue ai Balcani, la parlamentare del Partito democratico ha sostenuto che l’Italia, per posizione geografica, rapporti storici e legami con i popoli dell’area, abbia «la possibilità e il dovere» di esercitare un ruolo guida a Bruxelles, accelerando il percorso di adesione dei Paesi balcanici con un impegno concreto e rispettoso delle peculiarità di ciascuno.

Il nodo politico posto da Rojc

Secondo Rojc, esponente della minoranza slovena, nei confronti dei Balcani occidentali esiste ancora un vuoto di conoscenza profondo. Un limite che, a suo giudizio, porta le cancellerie europee a considerare in modo superficiale le specificità storiche e le complessità strutturali dei singoli Paesi.

La senatrice ha indicato come elemento più sottovalutato la dimensione valoriale. I Paesi balcanici, ha spiegato, esprimono un sentimento della dignità nazionale «estremamente forte, radicato e presente», che difficilmente si concilia con un approccio giudicato troppo tecnico e burocratico da parte dell’Europa.

Il simposio di Trieste

L’intervento è arrivato durante il simposio internazionale GeoAdriatico 2026, appuntamento ospitato a Trieste e centrato sui dossier strategici che legano Adriatico, Balcani e corridoi europei. In questo contesto Rojc ha richiamato la necessità di un impegno italiano «reale» e rigorosamente rispettoso delle differenze tra i Paesi coinvolti nel processo di adesione.

Per la parlamentare, i legami storici dell’Italia con i Balcani occidentali e la vicinanza geografica rendono il nostro Paese un interlocutore naturale nel confronto europeo su un’area che resta centrale anche per gli equilibri politici del Nordest e dell’Adriatico.

L’intervento di oggi a Trieste si è concentrato in particolare sull’allargamento Ue ai Balcani occidentali, tema sul quale Rojc ha chiesto un cambio di passo fondato non solo su procedure e criteri tecnici, ma anche sulla comprensione delle identità nazionali e delle dinamiche storiche che caratterizzano la regione.

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