Servizio idrico a Trieste, la Regione conferma la gara europea e guarda alla multiutility
La Regione ribadisce che l'affidamento del servizio idrico non cambia il progetto di una gestione unica in Friuli Venezia Giulia
TRIESTE - Per il servizio idrico integrato di Trieste la strada indicata è quella dell'affidamento tramite gara europea, una scelta che secondo la Regione non mette in discussione il progetto di lungo periodo di una grande multiutility unica per acqua e rifiuti in Friuli Venezia Giulia.
Il punto è stato ribadito dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro durante l'incontro “Acqua di Trieste - Una storia che guarda avanti”, organizzato da AcegasApsAmga. L'obiettivo strategico, ha spiegato, resta la creazione di un soggetto unico regionale per la gestione integrata del servizio idrico e dei rifiuti, mentre la formula societaria è ancora in fase di studio.
Per Trieste, dunque, la decisione di Ausir di procedere con una gara europea per il servizio idrico viene letta dalla Giunta regionale come un passaggio intermedio utile a garantire continuità e stabilità. Le modalità dell'affidamento saranno definite dal Comune insieme agli altri enti dell'assemblea locale.
La posizione della Regione sul futuro assetto
Secondo Scoccimarro, questa fase non è in contrasto con la visione regionale, ma può anzi offrire il tempo necessario per progettare senza accelerazioni il futuro assetto della multiutility. La linea indicata dalla Regione è quella di una programmazione di medio-lungo periodo, con l'obiettivo di costruire una gestione integrata dei servizi che regga sul piano industriale e finanziario.
Nel suo intervento l'assessore ha richiamato anche il lavoro della Regione sul fronte ambientale, citando l'intenzione di arrivare con cinque anni di anticipo rispetto al traguardo del Green Deal europeo, la strategia dell'Unione europea che punta all'azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050.
Il nodo della gestione dell'acqua a Trieste
Sul servizio idrico triestino, Scoccimarro ha definito l'acqua un bene prezioso da non sprecare, ma ha anche sottolineato che la gestione della fornitura comporta costi rilevanti. In questo quadro, l'eventuale valutazione di un modello in-house, secondo l'assessore, non può essere affrontata in modo superficiale, perché riguarda un servizio essenziale per la città.
Nel corso dell'incontro è stato inoltre evidenziato che a Trieste la gestione della risorsa idrica presenta una complessità particolare legata alla conformazione del territorio giuliano, con dislivelli che arrivano a quasi 400 metri sul livello del mare. Una caratteristica che rende il sistema acquedottistico una sfida sia ingegneristica sia gestionale.
La direttiva politica indicata durante l'evento è che la nuova concessione debba assicurare ai cittadini un servizio migliore, sostenuto da investimenti consistenti e da una solida capacità finanziaria.
Il tema degli sprechi idrici in Friuli Venezia Giulia
Nel suo intervento l'assessore ha allargato il quadro regionale ricordando il problema della dispersione delle risorse idriche nella pianura friulana. Il riferimento è agli oltre 40mila pozzi artesiani presenti nell'area, che secondo la stima citata producono ogni anno uno spreco pari a un miliardo di metri cubi d'acqua.
Per affrontare questa situazione, Scoccimarro ha richiamato il provvedimento introdotto dalla Regione nel 2023 per regolare e ottimizzare l'utilizzo dei pozzi artesiani, misura presentata come a costo zero per i cittadini.
Sul piano politico-amministrativo, il messaggio emerso a Trieste è quindi doppio: da una parte la conferma del percorso di gara per il servizio idrico cittadino, dall'altra la volontà di mantenere come orizzonte la costruzione di una multiutility regionale unica per acqua e rifiuti.