Trieste, alla SISSA il giornalismo satellitare racconta Gaza e i conflitti invisibili

Riccardo Pravettoni di Le Monde ha spiegato come immagini satellitari, dati e IA aiutino a seguire aree inaccessibili come Gaza.

20 maggio 2026 15:54
Trieste, alla SISSA il giornalismo satellitare racconta Gaza e i conflitti invisibili -
Condividi

TRIESTE - Le immagini satellitari come strumento per raccontare guerre, crisi climatiche e territori inaccessibili. È uno dei temi al centro della due giorni in corso alla SISSA, la Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati di Trieste, dedicata alle nuove frontiere del giornalismo e al modo in cui dati scientifici, remote sensing e visual storytelling possono trasformarsi in strumenti di inchiesta, verifica e racconto.

A portare uno dei contributi più legati all’attualità è stato Riccardo Pravettoni, giornalista di Le Monde, geografo e cartografo, oggi anche consulente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per le sue competenze nel giornalismo satellitare, nell’uso dei dati e dell’Intelligenza Artificiale. Nel suo intervento alla SISSA ha spiegato come il lavoro sulle immagini raccolte dallo spazio abbia consentito di seguire quanto accade a Gaza, nonostante la Striscia sia del tutto inaccessibile a chi si trova all’esterno, e perfino di prevedere possibili sviluppi sul terreno attraverso il monitoraggio in sequenza delle immagini.

Pravettoni ha raccontato che il team di Le Monde ha iniziato a lavorare su Gaza dopo il 7 ottobre 2023, in un contesto in cui i giornalisti occidentali non potevano entrare nel territorio. In quel quadro, ha spiegato, le immagini satellitari sono diventate un riferimento per documentare ciò che stava avvenendo, a partire dal racconto della distruzione della Striscia ricostruito attraverso i materiali delle agenzie spaziali e l’analisi del territorio.

«L’utilizzo delle tecniche satellitari ha dimostrato a Gaza che è possibile prevedere alcune cose fra le più segrete al mondo: i piani di guerra dei Paesi in gioco – ha spiegato alla SISSA Riccardo Pravettoni – Lo abbiamo fatto con il nostro team di Le Monde in una delle zone più calde al mondo, e stiamo continuando a seguire tutto quello che è relativo al conflitto e alle dinamiche geopolitiche. Questo vale per un territorio molto piccolo, come Gaza, ma anche per un’area molo vasta come il Medio Oriente con la guerra in Iran. Essere un giornalista cartografo significa che anziché utilizzare il testo, per il mio lavoro giornalistico, utilizzo mappe, carte geografiche, illustrazioni o infografie, per spiegare fenomeni più o meno complessi che hanno collegamento con il territorio da raccontare, e con la geopolitica. Abbiamo cominciato dopo il 7 ottobre 2023 a raccontare Gaza, territorio inaccessibile per i giornalisti occidentali. Le immagini satellitari sono così diventate un riferimento per raccontare quello che succede: basandoci sulle immagini della agenzie spaziali, con il loro racconto di distruzione della striscia, per capire come potesse evolvere la situazione sul territorio».

La due giorni alla SISSA

L’iniziativa si svolge nella Room 005 della sede SISSA e riunisce fino a domani giornalisti, scienziati, artisti e comunicatori. Il programma affronta diversi ambiti in cui le tecnologie di osservazione della Terra vengono applicate al lavoro giornalistico: dalle zone umide perdute in Italia alle aree difficilmente accessibili, dalle politiche agricole europee agli effetti della crisi climatica, con l’obiettivo di far emergere storie che altrimenti resterebbero invisibili.

L’evento è promosso nell’ambito della rete EFC Educating Future Citizens dal Laboratorio Interdisciplinare della SISSA insieme a FACTA.EU, testata indipendente italiana che applica il metodo scientifico al giornalismo.

Nella giornata di oggi si sono svolti anche gli interventi di Elisabetta Tola e Roberto Trotta, all’interno del convegno “From data and satellites to stories: intersections between journalism, science and art”.

Il programma di giovedì 21 maggio

Il convegno proseguirà domani, giovedì 21 maggio, con altri appuntamenti. Alle 9 Anne Linn Kumano-Ensby aprirà i lavori con “Green to Grey”, la collaborazione tra giornalisti e scienziati che conta ogni spazio verde perso in Europa. Alle 9.45 Federico Acosta Rainis, giornalista responsabile dell’Unità dati del Centro Pulitzer, interverrà sul giornalismo investigativo ambientale. Nel corso della mattinata si parlerà anche di come fotografare un buco nero.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti. I posti sono limitati e vengono assegnati in ordine di arrivo.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail