Trieste, intesa con la Somalia per formare lavoratori e sostenere le imprese
Incontro tra Fedriga e il ministro somalo del Lavoro Salim Alio Ibro: al centro percorsi professionali, imprese regionali e formazione nei
TRIESTE - Formare professionalità direttamente in Somalia, coinvolgere i grandi gruppi industriali del Friuli Venezia Giulia e offrire, a chi lo vorrà, un’esperienza temporanea nelle aziende regionali per poi rientrare nel Paese d’origine con competenze spendibili. È la linea emersa oggi, 8 giugno, a Trieste nell’incontro tra il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e il ministro del Lavoro della Repubblica Federale di Somalia, Salim Alio Ibro.
Al tavolo erano presenti anche gli assessori regionali Alessia Rosolen, con deleghe a Lavoro, Università e Ricerca, e Pierpaolo Roberti, assessore alle Autonomie locali. Il confronto ha messo al centro un obiettivo concreto: costruire progetti tecnici capaci di rispondere alla mancanza di manodopera qualificata che molte imprese del territorio stanno affrontando, senza separare questo percorso dal sostegno allo sviluppo della Somalia.
Il progetto tra formazione e fabbisogni delle imprese
L’ipotesi su cui si sta lavorando prevede la creazione di percorsi di formazione professionale in loco, con profili mirati alle richieste del sistema produttivo regionale. Secondo quanto emerso durante l’incontro, il modello avrebbe una doppia funzione: da un lato permettere ai lavoratori di formarsi nei propri territori, dall’altro offrire una possibilità di esperienza professionale nelle aziende del Friuli Venezia Giulia, oggi alle prese con difficoltà nel reperire personale specializzato.
L’idea è quella di una permanenza non definitiva, ma legata a un passaggio formativo e lavorativo utile ad arricchire il bagaglio di competenze prima del rientro in Somalia. In questo quadro, la Regione considera la Somalia un possibile partner all’interno delle opportunità previste dal decreto Cutro per i Paesi che attivano programmi di formazione nei Paesi di origine.
Il percorso si inserisce inoltre nel solco della cooperazione con la Somalia, già al centro di interlocuzioni regionali su progetti di sviluppo e collaborazione istituzionale.
Il ruolo del Friuli Venezia Giulia
Per il Friuli Venezia Giulia il tema interessa da vicino il mondo produttivo, soprattutto nei comparti che faticano a trovare figure qualificate. L’incontro di Trieste ha infatti affrontato il possibile coinvolgimento dei grandi player industriali del territorio, chiamati a contribuire alla definizione di percorsi aderenti alle necessità reali delle imprese.
La Regione guarda a un modello che tenga insieme lavoro, formazione e cooperazione internazionale. In questa prospettiva rientrano anche gli strumenti regionali legati all’innovazione sociale, richiamati durante il confronto come ulteriore base normativa per sviluppare il progetto.
La seconda fase: formare i formatori
Accanto ai percorsi destinati ai lavoratori, è già stata indicata una possibile evoluzione del progetto. In una seconda fase potrebbe infatti partire un programma di formazione dei formatori, considerato un passaggio decisivo per rendere più autonomo e strutturato nel tempo il sistema educativo somalo.
L’obiettivo, in questo caso, sarebbe costruire competenze locali stabili attraverso scambi e progetti pilota, così da consolidare nel lungo periodo una rete formativa capace di proseguire in modo autonomo. Durante l’incontro è stata quindi delineata una prospettiva che non si limita all’inserimento temporaneo di lavoratori nelle imprese regionali, ma punta anche alla crescita di un sistema formativo nel Paese africano, con ricadute sia per la Somalia sia per il tessuto economico del Friuli Venezia Giulia.