Trieste, “Un Mare di Archeologia” torna in Piazza della Borsa dal 22 al 25 ottobre
Presentata la settima edizione del festival con laboratori per le scuole, incontri serali, workshop su prenotazione e ingresso gratuito.
L’assessore alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia del Comune di Trieste, Maurizio De Blasio, ha partecipato questa mattina in Sala Giunta alla conferenza stampa di presentazione del festival “Un mare di Archeologia”. Sono intervenuti Massimo Sgambati (presidente Storigrafica Triestina e condirettire del festival “Un Mare di Archeologia” assieme a Davide Casali), Elisabetta Benci (responsabile dei laboratori scientifici del festival e docente I.T.S. Deledda-Fabiani), Massimo Lavarone (presidente Società Friulana di Archeologia), Francesca Mucignato (coordinatrice Sezione Giuliana Società Friulana di Archeologia), Paolo Ravalico (vicario del dirigente I.T.S. Deledda-Fabiani), Giuseppe Verde (dirigente scolastico Liceo del Made in Italy 'E. e U. Nordio') e Francesco Fazari (dirigente scolastico I.S.I.S. Nautico "Tomaso di Savoia Duca di Genova" - L. Galvani).
Dal 22 al 25 ottobre 2026 Piazza della Borsa, nel cuore di Trieste, tornerà a trasformarsi in un grande spazio di conoscenza, sperimentazione e incontro grazie festival di divulgazione storico-archeologica che negli anni ha saputo costruire un rapporto sempre più stretto tra ricerca scientifica, istituzioni culturali, scuole e cittadinanza. Quattro giorni per viaggiare attraverso i secoli, esplorare le profondità del mare, conoscere civiltà lontane e scoprire quanto la storia continui a essere presente nella nostra vita quotidiana.
Promosso dalla Società Friulana di Archeologia ODV – Sezione Giuliana, dal Comune di Trieste, dall'Associazione Musica Libera e da Storigrafica APS in collaborazione con gli Istituti Tecnico Statale "G. Deledda – M. Fabiani", ISIS "Nautico– L. Galvani" e Liceo Artistico "Enrico e Umberto Nordio", con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione CRTrieste, della Fondazione Casali e della ZKB, il festival – presentato oggi in Sala Giunta del Comune di Trieste dall’Assessore alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia, Maurizio De Blasio - conferma la propria vocazione a rendere la storia accessibile attraverso linguaggi diversi, affiancando alla divulgazione scientifica esperienze pratiche, incontri con studiosi, ricostruzioni storiche e attività partecipative.
Il mare sarà uno dei grandi protagonisti dell'edizione 2026, non soltanto come spazio geografico, ma come luogo di incontro tra civiltà, via di comunicazione, fonte di testimonianze archeologiche e straordinario archivio della memoria umana. Dai relitti dell'Alto Adriatico alle rotte commerciali della Trieste medievale, dall'antico Egitto alle civiltà micenea e ittita, il programma accompagnerà il pubblico in un percorso che attraversa epoche e territori differenti, mostrando come l'archeologia possa raccontare non soltanto ciò che è scomparso, ma anche le origini del mondo contemporaneo. "Questo appuntamento, ormai consueto, atteso e molto apprezzato, unisce la storia e l'archeologia con l'obiettivo primario di promuovere la conoscenza e valorizzare il nostro territorio", ha dichiarato l' a ssessore Maurizio De Blasio. "La storia è maestra di vita: ci insegna a guardare e a comprendere il presente, aiutandoci a formare un concetto di cittadinanza consapevole. Ringrazio gli organizzatori e mi complimento per il ricco programma di iniziative ".
Festival e obiettivi culturali
Giunto alla settima edizione, Un Mare di Archeologia conferma il proprio ruolo all'interno della proposta culturale triestina. La manifestazione non vuole essere soltanto una successione di conferenze o un'esposizione di attività didattiche, ma un progetto capace di mettere in relazione il patrimonio storico con la vita contemporanea. La sua particolarità consiste proprio nel dialogo tra ambiti spesso considerati distanti: archeologia e nuove tecnologie, storia e gioco, ricerca scientifica e formazione, patrimonio locale e grandi civiltà del passato. L'attenzione alle scuole rappresenta una scelta precisa, fondata sulla convinzione che la conoscenza storica possa contribuire alla formazione di cittadini più consapevoli, capaci di leggere criticamente il presente. Allo stesso tempo, l'apertura gratuita degli spazi del festival rende la cultura accessibile a un pubblico ampio, favorendo la partecipazione intergenerazionale e l'incontro tra persone con interessi ed esperienze differenti.
La scelta di Piazza della Borsa, uno degli spazi simbolici del centro cittadino, ribadisce questa volontà: portare la storia nel cuore di Trieste, trasformando per quattro giorni la piazza in un luogo di conoscenza condivisa. Il passato non è qualcosa di distante e immobile: continua a vivere nei paesaggi, negli oggetti, nelle tecnologie, nelle lingue e nelle relazioni che definiscono il nostro presente. Ed è proprio questo il messaggio che Un Mare di Archeologia intende trasmettere, soprattutto ai più giovani: conoscere ciò che siamo stati aiuta a comprendere ciò che siamo e a immaginare con maggiore consapevolezza il futuro.
Attività per le scuole
Uno degli elementi che maggiormente caratterizzano Un Mare di Archeologia è la volontà di avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza storica attraverso l'esperienza diretta. Il festival nasce infatti dalla convinzione che la storia non debba essere soltanto raccontata o studiata sui libri, ma possa essere osservata, ricostruita, sperimentata e vissuta in prima persona. Nelle mattine di giovedì 22 e venerdì 23 ottobre, dalle 8.30 alle 13.30, saranno le scuole a occupare un posto privilegiato nel programma, con attività laboratoriali pensate appositamente per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado. Attraverso percorsi operativi, l'osservazione di reperti, dimostrazioni e simulazioni, ragazze e ragazzi potranno conoscere più da vicino i metodi della ricerca archeologica e della storia navale e marittima.
Le attività, curate da Storigrafica APS, intendono favorire la curiosità, lo spirito di osservazione e la partecipazione attiva, trasformando la conoscenza in un percorso condiviso. In questo modo il festival prosegue il lavoro educativo avviato negli anni precedenti, che ha permesso di mettere in relazione il mondo della scuola con le associazioni culturali, gli studiosi e le diverse professionalità impegnate nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico. L'obiettivo è anche quello di mostrare ai giovani come l'archeologia sia una disciplina in continua evoluzione, capace di dialogare con le tecnologie digitali, la ricerca scientifica e le nuove forme di comunicazione.
Workshop e prenotazioni
Una delle caratteristiche più apprezzate di Un Mare di Archeologia è la possibilità di passare dalla teoria alla pratica, scoprendo gesti, tecniche e strumenti che hanno accompagnato l'umanità nel corso dei secoli. Anche quest'anno Piazza della Borsa ospiterà laboratori, dimostrazioni e attività aperte alla cittadinanza, con una particolare attenzione alla partecipazione delle famiglie e dei più giovani. Giovedì 22 ottobre, dalle 15 alle 20, il pubblico potrà visitare liberamente gli spazi del festival e prendere parte alle iniziative proposte. Dalle 16.30 alle 18.30 si svolgeranno tre workshop tematici, della durata di due ore e a numero chiuso, dedicati all'incisione, alla calligrafia e alla pittura delle miniature storiche. Si tratta di tre attività apparentemente differenti, ma accomunate da un medesimo obiettivo: recuperare il valore della manualità e comprendere il rapporto tra materiali, tecniche artistiche e conoscenze storiche.
L'incisione permetterà di avvicinarsi agli antichi procedimenti di produzione delle immagini; la calligrafia offrirà l'occasione di riscoprire il valore culturale e artistico della scrittura; la pittura delle miniature mostrerà come anche il modellismo possa diventare uno strumento di divulgazione storica. I workshop si svolgeranno anche domenica 25 ottobre, durante la mattinata conclusiva di apertura degli stand. La partecipazione è su prenotazione, scrivendo a [email protected].
Relitti dell'Alto Adriatico e Roberto Giacobbo
Il primo grande appuntamento serale, giovedì 22 ottobre alle ore 20, sarà dedicato a uno dei temi centrali dell'edizione 2026: il patrimonio archeologico sommerso dell'Alto Adriatico. Danijel Germek, dell'Associazione Marinara Aldebaran, terrà la conferenza Relitti dell'Alto Adriatico in 3D: rilievo, modellazione e valorizzazione dei fondali tra Trieste e l'Istria. L'incontro permetterà di conoscere le più recenti applicazioni della fotogrammetria subacquea e della modellazione tridimensionale alla documentazione dei relitti storici. Attraverso i modelli digitali realizzati da Holger Buss saranno presentate testimonianze di particolare interesse, tra cui il Baron Gautsch, la torpediniera TA-35 / Giuseppe Dezza e il piroscafo Gilda. Accanto a queste ricostruzioni troveranno spazio i rilievi curati dallo stesso Germek, relativi al sommergibile tascabile Molch nelle acque di Sistiana e ai resti del velivolo Cant Z.506 B a Portorose.
Sarà un'occasione per comprendere come le nuove tecnologie consentano oggi di studiare, documentare e valorizzare testimonianze storiche difficilmente accessibili, restituendo alla collettività un patrimonio che giace spesso invisibile sui fondali del nostro mare. Un tema particolarmente significativo per Trieste, città la cui identità è profondamente legata alla navigazione, ai traffici commerciali e alla storia marittima dell'Adriatico. Nella stessa serata, come annunciato da Massimo Sgambati in conferenza stampa, è previsto l’intervento del giornalista Roberto Giacobbo che affronterà il tema del rapporto tra giornalismo, storia e divulgazione.
Trieste medievale e rotte commerciali
Venerdì 23 ottobre alle ore 20, il festival rivolgerà lo sguardo alla storia economica e commerciale della città con la conferenza Le rotte commerciali di Trieste nel Medioevo. Protagonista sarà il dottor Filippo Vigini, in dialogo con Francesco Nicosia, conosciuto per il progetto divulgativo Storia di Trieste. L'incontro proporrà una lettura della storia cittadina che supera l'immagine di Trieste come città esclusivamente marittima. Durante il Medioevo, infatti, e fino all'apertura del Porto Franco nel XVIII secolo, una parte fondamentale dell'economia triestina si sviluppava attraverso le vie commerciali dell'entroterra. La città importava grano ed esportava vino, sale e olio verso il Friuli, l'Austria e la Carniola, cercando di controllare i collegamenti tra il mondo adriatico e l'Europa continentale.
La conferenza offrirà quindi l'occasione di riscoprire una Trieste meno conosciuta, fatta di mercanti, collegamenti terrestri, scambi economici e rapporti politici, evidenziando come la sua posizione geografica abbia rappresentato nei secoli una risorsa strategica. Un appuntamento, curato dalla sezione giuliana della Società Friulana di Archeologia ODV, che dimostra come il festival sappia affiancare ai grandi temi dell'archeologia internazionale la valorizzazione della storia locale.
Serata dell'Archeologia
Uno dei momenti più attesi del festival sarà la Serata dell'Archeologia, in programma sabato 24 ottobre, dalle ore 20 alle 23, sempre in Piazza della Borsa. La serata proporrà due importanti appuntamenti dedicati alle grandi civiltà del mondo antico, con la partecipazione di Pasquale Barile, Alberto Pollastrini e Louis Godart (ONLINE).
Pasquale Barile, direttore della rivista Antico Egitto, accompagnerà il pubblico alla scoperta di una civiltà raccontata attraverso geroglifici, guerra e diplomazia, andando oltre la sola celebrazione monumentale. Non soltanto piramidi e sovrani divinizzati, dunque, ma la decifrazione di una scrittura che restituisce voce ai suoi protagonisti e lo sguardo rivolto al Mediterraneo orientale della Tarda Età del Bronzo. Tra battaglie, alleanze e reti di scambio con le potenze vicine, emergerà la dimensione politica e strategica delle scelte dei faraoni. Un viaggio che permetterà di conoscere l'Egitto come una civiltà complessa, fatta di persone, ambizioni e relazioni internazionali, ricostruita a partire dalle testimonianze archeologiche e dalle parole incise sulla pietra.
Pasquale Barile - "La lingua degli dèi: il segreto dei geroglifici" | «È un geroglifico»: lo diciamo quando qualcosa ci sembra impossibile da capire. Eppure, sulle pareti dei templi e dei monumenti, quei segni conservano parole che possiamo ancora leggere: nomi, racconti, preghiere, imprese che i faraoni volevano tramandare alla memoria. Come abbiamo imparato a riconoscere una voce dietro quelle figure? La storia della decifrazione comincia proprio da questa sfida.
Alberto Maria Pollastrini - "Tra guerra e Diplomazia: l'Egitto nel Mediterraneo Orientale" | Carri da guerra, lettere tra sovrani, oro, merci e idee: l’ascesa internazionale dell’Egitto nella Tarda Età del Bronzo fu il risultato di una combinazione di forza, diplomazia e influenza culturale. Una storia di potere ben oltre il campo di battaglia.
Accanto all'antico Egitto, il programma ospiterà un altro grande capitolo della storia del Mediterraneo orientale. Con questi due appuntamenti, la Serata dell'Archeologia intende offrire un momento di approfondimento scientifico accessibile anche ai non specialisti, confermando la volontà del festival di portare la ricerca storica fuori dai contesti strettamente accademici.
Louis Godart, studioso delle civiltà egee e del mondo miceneo, presenterà il volume Micenei e Ittiti, pubblicato da Einaudi nel 2025. L'opera propone un'analisi congiunta di due grandi civiltà dell'età del Bronzo, ricostruendone le origini, lo sviluppo, i rapporti politici e le dinamiche che le portarono a confrontarsi per il controllo di aree strategiche come Mileto e Troia. Il percorso condurrà fino alla grande crisi del XIII secolo a.C., un passaggio fondamentale che segnò la dissoluzione di importanti sistemi politici del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente. La presenza di Godart rappresenta un'occasione preziosa per avvicinare il grande pubblico ad alcune delle questioni più affascinanti dell'archeologia e della storia antica: il rapporto tra le civiltà, la circolazione delle merci e delle idee, i conflitti e le trasformazioni che hanno segnato la nascita del mondo mediterraneo.
Stand, gioco storico e attività finali
La giornata di sabato 24 ottobre rappresenterà anche uno dei momenti di maggiore partecipazione del pubblico. Gli stand di Piazza della Borsa saranno aperti dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20 con attività continuative dedicate a bambini, famiglie, appassionati e curiosi. Le postazioni ospiteranno ricostruzioni storiche, laboratori, dimostrazioni pratiche e occasioni di confronto con gli esperti. La piazza diventerà così un luogo di apprendimento informale, dove sarà possibile avvicinarsi alla storia senza dover necessariamente possedere conoscenze specialistiche. L'intenzione è quella di creare un ambiente nel quale la curiosità possa trasformarsi in esperienza e ogni visitatore possa trovare un proprio percorso di scoperta. Il festival si concluderà domenica 25 ottobre con una giornata dedicata alla partecipazione e al gioco storico.
Dalle 9 alle 14 proseguiranno le attività negli stand e riprenderanno i workshop pratici dedicati all'incisione, alla calligrafia e alla pittura delle miniature. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 20, sarà invece protagonista Sblocca la Storia, l'iniziativa che trasforma il gioco da tavolo in uno strumento di apprendimento, incontro e divulgazione. A cura di Storigrafica APS, in collaborazione con Trieste Crea, Alea APS, Casus Belli – Trieste e Uppsala Miniatures e Res Mentis il programma offrirà tavoli dimostrativi, wargame tridimensionali, giochi di simulazione e attività ispirate a differenti epoche storiche. Sarà possibile osservare e sperimentare come la ricostruzione di eventi, strategie e contesti del passato possa diventare un modo originale per comprendere la complessità della storia.
Il gioco, infatti, non rappresenta soltanto un momento di intrattenimento, ma può contribuire a sviluppare capacità di osservazione, ragionamento, confronto e collaborazione. Attraverso miniature, scenari e simulazioni, i partecipanti potranno confrontarsi con situazioni storiche, scoprendo quanto sia importante comprendere le condizioni materiali, politiche e sociali che hanno determinato le scelte delle civiltà del passato. L'accesso all'iniziativa sarà libero, con possibilità di prenotare un posto per le sessioni strutturate.
PROGRAMMA SINTETICO
Giovedì 22 ottobre 2026
Ore 8.30–13.30: laboratori riservati alle scuole.
Ore 15.00–20.00: apertura degli stand al pubblico.
Ore 16.30–18.30: workshop di incisione, calligrafia e pittura miniature, su prenotazione.
Ore 20.00: Danijel Germek – Relitti dell'Alto Adriatico in 3D: rilievo, modellazione e valorizzazione dei fondali tra Trieste e l'Istria.
Venerdì 23 ottobre 2026
Ore 8.30–13.30: laboratori riservati alle scuole.
Ore 15.00–20.00: apertura degli stand al pubblico.
Ore 20.00: Filippo Vigini, in dialogo con Francesco Nicosia – Le rotte commerciali di Trieste nel medioevo.
Sabato 24 ottobre 2026
Ore 9.00–13.00 e 15.00–20.00: stand, laboratori e attività per il pubblico.
Ore 20.00–23.00: Serata dell'Archeologia, con Pasquale Barile (speciale Antico Egitto) e Louis Godart, che presenterà Micenei e Ittiti (Einaudi, 2025).
Domenica 25 ottobre 2026
Ore 9.00–14.00: stand e workshop pratici su prenotazione.
Ore 15.00–20.00: Sblocca la Storia, giochi da tavolo, wargame storici e simulazioni.
INFORMAZIONI
Un Mare di Archeologia – VII edizione
22–25 ottobre 2026
Piazza della Borsa – Trieste
Ingresso gratuito
Per informazioni e prenotazioni:
Telefono: 340 081 3203
E-mail: [email protected]
Sito web: http://www.marearcheologia.it/