Truffe dell'asfalto: 14 arresti e sequestro per 19 milioni, cosa hanno scoperto i finanzieri

Truffe dell’asfalto: 14 arresti e sequestro da oltre 19 milioni in un’operazione internazionale della Guardia di Finanza.

14 gennaio 2026 11:58
Truffe dell'asfalto: 14 arresti e sequestro per 19 milioni, cosa hanno scoperto i finanzieri -
Condividi

Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale di Bolzano stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 soggetti, che si aggiungono ai 9 già colpiti nel maggio 2024, per un totale di 23 indagati per i reati di associazione a delinquere, finalizzata alla frode fiscale, al riciclaggio e all’autoriciclaggio.

Nel contempo, è in corso di esecuzione un sequestro preventivo di denaro e disponibilità finanziarie, in Italia e all’estero, per un ammontare complessivo che supera i 19 milioni di euro.

L’operazione rappresenta l’ulteriore sviluppo di una complessa attività investigativa, avviata nel 2023 e condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Merano, sotto la direzione della Procura della Repubblica, nei confronti di un sodalizio criminale internazionale dedito alle cosiddette “truffe dell’asfalto”.

Le indagini hanno consentito di ricostruire un collaudato sistema fraudolento, basato sull’offerta, a prezzi particolarmente vantaggiosi, di lavori di asfaltatura di piazzali, strade private e aree pertinenziali di abitazioni e attività economiche.

Allettate dai costi contenuti, numerose vittime – molte delle quali altoatesine – autorizzavano l’esecuzione dei lavori, accettando anche il pagamento anticipato rispetto all’intervento.

Ottenuto il denaro, gli indagati facevano intervenire una squadra di operai che, in poche ore, realizzava i lavori utilizzando asfalto di infima qualità, destinato a deteriorarsi rapidamente.

I committenti non avevano però alcuna possibilità di contestare i lavori o richiedere risarcimenti: ogni tentativo di contatto con i sedicenti imprenditori risultava vano e le ditte coinvolte si rivelavano “scatole vuote”.

Il gruppo criminale poteva contare su una rete di imprese “apri e chiudi”, intestate a prestanome, con sedi dichiarate in varie province italiane, utilizzate per stipulare contratti, emettere fatture e incassare pagamenti, al solo scopo di schermare i reali promotori del sodalizio.

L’uso di imprese fantasma e di teste di legno, spesso nullatenenti, consentiva di eludere il pagamento delle imposte e di utilizzare i conti correnti per trasferire all’estero i proventi delle attività illecite.

Dopo gli arresti della primavera 2024, le indagini si sono estese in ambito internazionale, facendo emergere un complesso meccanismo di riciclaggio dei profitti illeciti.

Con il supporto di complici all’estero, le somme versate dalle vittime venivano trasferite in pochi giorni su conti bancari in Polonia, Regno Unito e altri Paesi europei, per poi essere ulteriormente movimentate “estero su estero”, con l’obiettivo di renderne impossibile la tracciabilità.

L’analisi dei flussi finanziari, svolta dalle Fiamme Gialle altoatesine in collaborazione con autorità giudiziarie e di polizia straniere, ha permesso di quantificare i profitti e individuare ulteriori soggetti coinvolti nel riciclaggio.

Sulla base delle evidenze raccolte, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo di oltre 19 milioni di euro e la custodia cautelare in carcere per 14 indagati.

Considerata la proiezione internazionale delle attività illecite, il Gip ha ordinato l’esecuzione dei provvedimenti di cattura su tutto il territorio dell’Unione Europea e il congelamento dei rapporti finanziari all’estero, operazioni tuttora in corso.

L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi economico-finanziarie, alla criminalità organizzata e ai fenomeni di evasione e riciclaggio che danneggiano il mercato e la fiducia dei cittadini.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per tutti gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail