Turismo, Friuli Venezia Giulia quinta in Italia per saturazione delle strutture online
I dati del Ministero del Turismo collocano la regione al quinto posto in Italia. Superata la media nazionale, avanti anche Toscana e
TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia è la quinta regione italiana per tasso di saturazione turistica sulle piattaforme online, con un dato del 53,7% che supera la media nazionale e colloca la regione davanti anche a destinazioni storicamente forti come Toscana e Sicilia. È il quadro che emerge dai dati diffusi oggi dal Ministero del Turismo sulle Ota, le Online travel agencies, e che fotografa una domanda turistica in crescita per il territorio regionale.
Secondo i numeri richiamati dall'assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Emidio Bini, il risultato si inserisce in una tendenza consolidata: dal 2019 a oggi le presenze turistiche annuali in Friuli Venezia Giulia sono aumentate di oltre due milioni. Un incremento che, nelle valutazioni della Regione, viene collegato a una strategia sviluppata negli ultimi anni su promozione, grandi eventi, ampliamento dell'offerta ricettiva e destagionalizzazione.
Il confronto con l'Italia e con l'Europa
Il dato del Friuli Venezia Giulia arriva in un contesto nazionale che, sempre secondo la rilevazione ministeriale, mostra performance superiori ai principali competitor europei. L'Italia registra infatti valori più alti rispetto alla Spagna, ferma al 42,8%, e alla Francia, al 32,9%.
Per la regione, il 53,7% di saturazione online viene letto come un indicatore della capacità di riempimento delle strutture prenotate attraverso i canali digitali, oggi sempre più centrali nella scelta delle vacanze e dei soggiorni brevi.
Crescono montagna, turismo lento e presenze distribuite tutto l'anno
Tra i fattori indicati alla base della crescita c'è il lavoro sulla promozione dell'intero territorio regionale e non soltanto delle località costiere. L'assessore Bini ha richiamato in particolare il peso crescente dell'area montana, del turismo lento e dell'offerta outdoor, considerati ormai assi strategici dell'offerta del Friuli Venezia Giulia.
L'obiettivo, in questo caso, è distribuire i flussi turistici lungo tutto l'anno e su più aree della regione, allungando anche la permanenza media dei visitatori. La destagionalizzazione resta quindi uno dei punti centrali della politica turistica regionale, insieme alla valorizzazione di località e prodotti diversi tra mare, montagna e itinerari naturalistici.
Il ruolo dei collegamenti aerei e di Trieste Airport
Un altro elemento che ha sostenuto la domanda internazionale, secondo la Regione, è il rafforzamento dei collegamenti aerei. Bini ha indicato in Trieste Airport uno dei fattori che hanno contribuito ad aprire il Friuli Venezia Giulia a mercati prima meno accessibili, grazie all'espansione delle rotte e all'aumento dei passeggeri registrati negli ultimi anni.
Le nuove connessioni europee avrebbero così favorito un aumento dei flussi di visitatori stranieri verso il territorio regionale, in un quadro in cui il turismo internazionale pesa sempre di più nella crescita complessiva delle presenze.
Nel 2026 attesa la piena operatività del Codice del turismo e del commercio
Sul fronte normativo, la Regione lega la prossima fase di sviluppo del settore al Codice del turismo e del commercio, che dovrebbe entrare in piena operatività nel corso del 2026 con l'approvazione di tutti i regolamenti attuativi.
Secondo quanto spiegato dall'assessore, il provvedimento punta a semplificare gli adempimenti per le imprese, ridurre la burocrazia e accompagnare una qualificazione ulteriore dell'offerta ricettiva. L'obiettivo indicato è quello di rendere il sistema turistico regionale più competitivo e più attrezzato ad attrarre una domanda sempre più esigente.
Nel bilancio tracciato dalla Regione, il dato sulla saturazione online si affianca così all'aumento di oltre due milioni di presenze dal 2019 e alla prospettiva di completare nel 2026 il percorso attuativo del nuovo Codice del turismo e del commercio.