Turismo e giovani, Lorenzoni: «Serve un legame più forte tra scuola e impresa» | VIDEO

Al Salone dell’Alto Adriatico il manager Paolo Lorenzoni analizza il rapporto tra giovani, scuola e turismo tra criticità e nuove sfide.

29 gennaio 2026 14:29
Turismo e giovani, Lorenzoni: «Serve un legame più forte tra scuola e impresa» | VIDEO -
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CAORLE – «Necessario un migliore rapporto tra impresa e scuola. E gli insegnanti delle scuole alberghiere si dovrebbero aggiornare, considerato che questo è un comparto che cambia sempre più velocemente». Le parole sono quelle di Paolo Lorenzoni, noto manager del mondo dell’hotellery, già direttore del noto Gritti di Venezia, principale ospite e relatore del convegno che si è svolto questa mattina nell’ambito del Salone Nazionale dell’Alto Adriatico. Un appuntamento organizzato da Federalberghi Veneto, con i Giovani Albergatori Veneto ed il Comitato Giovani Albergatori Caorle e che ha saputo mettere a confronto le nuove e future generazioni di imprenditori, assieme a chi questa esperienza l’ha già vissuta. Nella gremita sala, studenti di vari istituti alberghieri e dell’Its Turismo di Jesolo.

Nel corso del dibattito, cui hanno preso parte anche Fabio Raimondo, presidente nazionale dei Giovani Albergatori, e Letizia Boscariol è stata eletta all’unanimità nuova presidente del Comitato Regionale dei Giovani Albergatori del Veneto, è stato analizzato un mini sondaggio condotto tra gli studenti e tra gli stessi giovani albergatori.

Agli studenti

Cosa ti motiva maggiormente a intraprendere un percorso professionale nel turismo?
Il 50% ha risposto «L’opportunità di viaggiare e lavorare in contesti diversi», il 26,6% «la possibilità di costruire una carriera e crescere professionalmente», il 12,5% «un settore dinamico, basato sulle relazioni e sul contatto con le persone», il 10,9% «la varietà delle esperienze lavorative».

Qual è la principale difficoltà che immagini nel tuo ingresso nel mondo del lavoro turistico?
Per il 45,3% «trovare un equilibrio tra vita privata e lavoro», per il 31,3% «avere reali opportunità di crescita professionale nel tempo», per il 15,6% «la discontinuità lavorativa legata alla stagionalità», infine, per il 7,8% «doversi spostare e lavorare lontano dal proprio territorio e dalla famiglia».

Ai Giovani Albergatori

Qual è oggi la principale criticità che riscontra nel reclutamento di nuovi collaboratori?
Il 41,4% ha risposto «difficoltà a trovare candidati realmente motivati e interessati a formarsi per crescere»; il 24,1% «gap tra competenze richieste e competenze dichiarate/preparazione dei candidati»; il 17,2% «scarsa disponibilità e flessibilità oraria»; e un altro 17,2% «elevata rotazione del personale e difficoltà di continuità».

Qual è la competenza o attitudine che considera oggi più decisiva in un neo assunto?
Per il 41,4% «umiltà e disponibilità ad apprendere e a crescere nel tempo»; per un altro 41,4% «affidabilità e atteggiamento professionale»; infine, per il 17,2% «capacità relazionale e orientamento al cliente». Nessuno ha indicato la voce «flessibilità oraria e disponibilità agli spostamenti»: il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon, che ha portato il suo saluto e il suo contributo al dibattito, l’ha considerato un fattore già acquisito.

Intervista a Paolo Lorenzoni

Lorenzoni, questo è un comparto in continua evoluzione: cosa non deve mai mancare?
«Ritengo che il futuro dell’hotellery sia dei giovani, perché hanno disponibilità di adattamento e velocità di capire i bisogni delle persone che hanno davanti, oltre a un sorriso spontaneo. Purtroppo non hanno un inserimento immediato tra scuola e lavoro, che ancora manca e va consolidato. Vi deve essere un rapporto tra impresa e scuola più continuativo».

A proposito di un mondo che cambia velocemente: la scuola è al passo con i tempi?
«Trovo complicato rispondere perché non conosco i programmi didattici, ma penso che gli insegnanti delle scuole alberghiere dovrebbero aggiornarsi. Inutile parlare di cose di cinque o sei anni fa, quando il turismo, in questo breve lasso di tempo, è già superato. Bisogna aggiornarsi e ascoltare le richieste del mondo del lavoro».

Nel sondaggio l’equilibrio vita-lavoro pesa più delle opportunità professionali.
«L’equilibrio va considerato in tutti i settori. Nel nostro è richiesto un maggiore sforzo, perché non hai orari definiti: l’hotel, a pieno regime, è come un piccolo comune che non chiude mai. Il personale deve essere sempre disponibile. Se chiedi due ore in più tutti i giorni hai un problema di struttura; se è saltuario, va pagato ed è giusto farlo. Sul tema del personale, forse pesa anche il fatto che le retribuzioni sono abbastanza basse».

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