Udine, il 15 settembre il convegno nazionale sulla moria del kiwi con i risultati di SOS-KIWI
All’Università di Udine una giornata di studio dalle 9 alle 17: 13 relazioni e una tavola rotonda sulla crisi che ha colpito il 25% delle.
UDINE - La ricerca italiana sulla moria del kiwi si ritrova all’Università di Udine martedì 15 settembre 2026 per una giornata di studio dedicata a una delle emergenze più pesanti della frutticoltura nazionale. Il convegno, in programma dalle 9 alle 17 alla Biblioteca scientifica dell’Ateneo in via Fausto Schiavi 44, servirà a fare il punto sui risultati di SOS-KIWI, il primo progetto di ricerca nazionale interamente dedicato alla Kiwifruit Vine Decline Syndrome.
Dal 2012, la cosiddetta moria del kiwi ha provocato la perdita del 25% delle superfici coltivate in Italia, con danni economici stimati tra 85 e 131 milioni di euro l’anno. Un quadro che, secondo i promotori, nell’estate 2026 è emerso con ancora più evidenza a causa delle ondate di calore e delle temperature oltre la norma, con effetti pesanti su un comparto importante dell’agroalimentare italiano.
Dove e quando si tiene il convegno
L’appuntamento è ospitato dalla Biblioteca scientifica dell’Università di Udine e riunirà ricercatori, tecnici e operatori della filiera provenienti da diverse aree del Paese. L’obiettivo è condividere lo stato dell’arte degli studi sulla sindrome che colpisce gli actinidieti e mettere a confronto risultati scientifici e possibili applicazioni pratiche.
Il progetto SOS-KIWI è finanziato da AGER – Agroalimentare e Ricerca ed è coordinato dall’Università di Udine. Coinvolge inoltre l’Università di Torino, l’Università di Napoli Federico II, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e la Fondazione Agrion, mettendo insieme competenze del Nord-Est, del Nord-Ovest e del Sud Italia.
I risultati già emersi dal progetto
A oltre metà del percorso, il lavoro di ricerca ha già prodotto alcuni risultati indicati come concreti per la filiera. Tra questi figurano l’identificazione dei patogeni ricorrenti negli impianti colpiti, un test molecolare per la diagnosi precoce e le prime strategie di contenimento ecocompatibili già in sperimentazione in campo.
Marta Martini, responsabile del progetto, spiega che SOS-KIWI ha riunito per la prima volta competenze e territori che in precedenza lavoravano separatamente, con l’obiettivo di mettere a disposizione della filiera strumenti operativi come test diagnostici, nuovi consorzi microbici e genotipi resilienti.
Quattro sessioni e 13 relazioni
La giornata sarà articolata in quattro sessioni per un totale di 13 relazioni. Il programma ripercorrerà l’intero lavoro di ricerca: dallo stato dell’arte della moria in Italia al suo impatto economico e ambientale, dall’analisi delle cause e dei patogeni coinvolti al ruolo della microbiologia del suolo e dei nuovi consorzi microbici sviluppati dal progetto.
Spazio anche agli aspetti agronomici e genetici, con particolare attenzione a irrigazione, portinnesti e genotipi resistenti. Sul palco interverranno esperti delle Università di Udine, Torino, Federico II di Napoli, Mediterranea di Reggio Calabria, Tuscia di Viterbo e Università della Basilicata, oltre a specialisti del CREA, dell’ERSA e della Fondazione Agrion.
La tavola rotonda sulle prospettive della filiera
La chiusura del convegno sarà affidata a una tavola rotonda dedicata alle prospettive future della filiera, con l’idea di trasferire i risultati della ricerca dai laboratori ai campi. A moderare sarà Riccardo Loberti di AGER – Agroalimentare e Ricerca.
Sono annunciati gli interventi del professor Raffaele Testolin dell’Università di Udine, tra i primi ricercatori a introdurre e studiare la coltura del kiwi in Italia; Irene Donati, Innovation Leader Protect Supply di Zespri; Mirco Stefanati, direttore tecnico di KIKOKA'; Paolo Tonello, direttore del Servizio Fitosanitario della regione Friuli Venezia Giulia; e Paolo Ermacora dell’Università di Udine, rappresentante del progetto SOS-KIWI.
Il convegno è in programma martedì 15 settembre, dalle 9 alle 17, alla Biblioteca scientifica dell’Università di Udine in via Fausto Schiavi 44.