Udine, Giacomello in visita alla Casa dell’Immacolata: focus su minori stranieri e inclusione

Udine, visita dell’assessore Giacomello alla Casa dell’Immacolata: focus su minori stranieri e inclusione sociale.

23 aprile 2026 15:29
Udine, Giacomello in visita alla Casa dell’Immacolata: focus su minori stranieri e inclusione -
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UDINE - L’assessore all’Equità sociale del Comune di Udine Carlo Giacomello ha fatto visita alla Casa dell’Immacolata di Udine, storica realtà cittadina fondata da don Emilio de Roja e situata nel quartiere San Domenico, che oggi ospita, in convenzione con il Comune di Udine, minori stranieri non accompagnati e alcune persone adulte in condizione di fragilità.

Alla visita erano presenti, per la Fondazione, il presidente Vittorino Boem, il direttore Giorgio Conconi, il direttore amministrativo Stefano Perticucci e la coordinatrice dell’area minori Silvia Scialpi. Per il Comune di Udine hanno partecipato anche la dirigente del Servizio sociale Francesca Contin e le responsabili Cristiana D’Incà e Cristina Collavin.

La visita si è articolata in un momento di confronto con la dirigenza della Fondazione e in un sopralluogo completo della struttura, che ha interessato le camerate, gli spazi per la formazione, la comunità per adulti, le aree verdi, i laboratori di falegnameria, carpenteria e imbottitura tessile, oltre alla biblioteca.

La Casa dell’Immacolata rappresenta da decenni un punto di riferimento per l’accoglienza e l’accompagnamento educativo di situazioni complesse. Fin dalla sua fondazione, la struttura ha infatti ospitato minori in difficoltà e adulti fragili, in un modello che ha sempre coniugato accoglienza, educazione e formazione. I filoni storici dell’attività restano tre: la comunità educativa per ragazzi, l’accoglienza e l’accompagnamento di adulti fragili e il centro di formazione, sviluppato sia internamente sia attraverso percorsi esterni. A partire dai primi anni Novanta, la struttura ha inoltre iniziato ad accogliere giovani provenienti da altri Paesi, anticipando quella che oggi è la realtà dei MSNA, i minori stranieri non accompagnati.

Attualmente la struttura ha una capienza complessiva di 71 minori e ospita 56 ragazzi, un dato che rappresenta al momento l’affluenza più bassa nella storia recente del servizio. La comunità adulti ospita invece 12 persone, di cui 7 inviate dal Comune di Udine. Per quanto riguarda i minori e i giovani accolti in convenzione con il Comune, risultano presenti 47 minori e 7 maggiorenni. Tra i ragazzi ospitati figurano 16 provenienti dall’Egitto, 2 dal Pakistan, 20 dal Bangladesh, 13 dall’Afghanistan, 3 dalla Tunisia e 2 da Albania e Kosovo.

La struttura può contare sul lavoro di una ventina di educatori, oltre a personale aggiuntivo, assistenti, mediatori culturali e a una serie di figure connesse al funzionamento della struttura, tra cui 6 operatori notturni, a conferma di un’organizzazione articolata e capace di rispondere a bisogni complessi.

Ho voluto cominciare con la Casa dell’Immacolata la serie di visite che intendo programmare per fare la conoscenza delle strutture che operano in città. Alla Casa dell’Immacolata si erano verificate delle criticità, poi superate, grazie anche alla collaborazione tra enti e Comune, che ritengo sia fondamentale”, ha dichiarato l’assessore Carlo Giacomello.

La questione dei minori stranieri non accompagnati è una delle grandi sfide sociali con cui le istituzioni sono chiamate a confrontarsi in questa fase storica. Il Comune c’è, fa la propria parte ed è convinto che solo attraverso una collaborazione stretta e continua con gli operatori, con i servizi e con le strutture educative sia possibile governare al meglio fenomeni che hanno una dimensione ampia e strutturale, ma che ricadono poi concretamente sui territori e sulle comunità locali. Si tratta di un ambito particolarmente delicato, in cui si intrecciano aspetti normativi, educativi e relazionali e che richiede competenze solide, responsabilità condivisa e il contributo di tutte le professionalità coinvolte, tanto da parte delle realtà che operano nell’accoglienza quanto da parte del Comune. In un contesto segnato anche dalla carenza di personale nei settori della cura, dell’assistenza sociale e dell’educazione, è fondamentale sostenere chi lavora ogni giorno in prima linea e riconoscere, accanto alle difficoltà, anche i molti percorsi positivi di integrazione e autonomia che questi ragazzi riescono a costruire”, ha aggiunto l’assessore.

Visto che siamo in prossimità del 25 aprile, è giusto ricordare l’impegno di Don De Roja, prete partigiano, che non ha mai avuto dubbi da che parte stare nelle vicende della storia, dimostrando la sua dedizione anche in quella che poi è stata la sua scelta di vita”.

Il presidente della Fondazione Vittorino Boem ha evidenziato come, nel corso dell’incontro, sia stata rappresentata al nuovo assessore la peculiarità della Casa dell’Immacolata, una realtà articolata in più settori che non si esaurisce nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. “L’idea originaria di don Emilio era quella di affiancare all’attenzione verso i minori e i minori in difficoltà, di cui si è sempre fatto carico, anche quella verso gli adulti fragili e, soprattutto, la presenza al proprio interno di un piccolo ente di formazione”, ha spiegato Boem, sottolineando come questa impostazione sia ancora oggi propedeutica ai percorsi personalizzati dei ragazzi e rappresenti un’opportunità anche per persone in difficoltà del territorio.

Boem ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di guardare a queste strutture non solo nei momenti critici, ma anche per il loro valore educativo e sociale: “La stragrande maggioranza dei ragazzi che abbiamo sono ragazzi con i quali si possono fare percorsi di vita importanti e che possono diventare una risorsa per le nostre comunità in futuro”. Un impegno che, ha aggiunto, passa anche attraverso il rafforzamento dell’offerta formativa e delle opportunità di inserimento, così da valorizzare al meglio il potenziale dei giovani accolti.

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