Controlli in un'attività: lavoratori senza formazione e telecamere puntate sui dipendenti

Controlli in un esercizio commerciale: violazioni su sicurezza, formazione e videosorveglianza. Sanzioni oltre 27mila euro.

01 giugno 2026 10:46
Controlli in un'attività: lavoratori senza formazione e telecamere puntate sui dipendenti -
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Un controllo mirato contro lo sfruttamento del lavoro e le irregolarità nei luoghi di impiego ha portato alla scoperta di numerose violazioni in un esercizio commerciale del capoluogo friulano. L’attività ispettiva è stata svolta nella mattinata del 30 maggio dai Carabinieri della Stazione di Tricesimo, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Udine e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine.

L’intervento rientra nel quadro delle attività promosse dalla Prefettura di Udine per prevenire e contrastare fenomeni legati al lavoro sommerso, allo sfruttamento e al mancato rispetto delle norme poste a tutela dei lavoratori.

Controlli mirati in un esercizio commerciale

L’ispezione ha interessato un’attività commerciale di Udine gestita da un cittadino straniero. Si è trattato di un accertamento di natura ordinaria e tecnica, finalizzato a verificare il rispetto delle disposizioni in materia di lavoro, sicurezza e organizzazione interna.

Durante il controllo, i militari e il personale specializzato hanno esaminato la posizione dei dipendenti, le condizioni operative all’interno dell’esercizio e l’adozione delle misure previste dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Gli accertamenti hanno fatto emergere diverse criticità, ritenute rilevanti sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello penale.

Cinque dipendenti senza formazione sulla sicurezza

Una delle irregolarità più significative riguarda la mancata formazione di cinque dipendenti in materia di salute e sicurezza. La formazione dei lavoratori rappresenta uno degli obblighi fondamentali per il datore di lavoro, perché consente al personale di conoscere rischi, procedure, comportamenti corretti e misure di prevenzione.

Secondo quanto emerso dall’attività ispettiva, i dipendenti non avevano ricevuto la preparazione prevista per operare in condizioni adeguate. Una mancanza che, in caso di incidente o emergenza, può esporre i lavoratori a pericoli maggiori e aggravare le responsabilità del titolare.

La formazione non è un adempimento formale, ma uno strumento necessario per garantire un ambiente di lavoro più sicuro e conforme alla legge.

Assenti i dispositivi di protezione individuale

Nel corso dell’ispezione è stata riscontrata anche la totale assenza dei dispositivi di protezione individuale previsti. I dispositivi di protezione, quando richiesti dalla tipologia di attività, servono a ridurre i rischi connessi alle mansioni svolte dai lavoratori.

La loro mancanza è stata considerata una grave inadempienza, perché priva i dipendenti degli strumenti necessari per operare in sicurezza. Caschi, guanti, calzature, protezioni specifiche o altri strumenti obbligatori devono essere messi a disposizione quando la valutazione dei rischi lo richiede.

Nel caso dell’esercizio controllato, gli ispettori hanno rilevato che tali dotazioni non erano presenti, configurando un’ulteriore violazione delle norme di settore.

Mancavano misure per pronto soccorso ed emergenza

Tra le contestazioni emerse figura anche l’omessa adozione dei provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso e assistenza medica di emergenza. Ogni luogo di lavoro deve essere organizzato per gestire eventuali situazioni critiche, dagli infortuni ai malori improvvisi, garantendo procedure, dotazioni e figure incaricate.

L’assenza di misure adeguate in questo ambito rappresenta un rischio concreto, perché può ritardare o compromettere il primo intervento in caso di necessità.

Anche questo elemento è stato inserito nel quadro complessivo delle violazioni accertate dagli operatori impegnati nel controllo.

Telecamere usate per controllare i lavoratori

Durante l’attività ispettiva è stato scoperto anche un sistema di videosorveglianza che, secondo quanto rilevato, sarebbe stato attivato esclusivamente per il controllo a distanza dei lavoratori.

Si tratta di un aspetto particolarmente delicato. L’utilizzo di telecamere nei luoghi di lavoro è regolato da norme precise e non può essere finalizzato al monitoraggio diretto e continuo dei dipendenti senza le autorizzazioni e le condizioni previste dalla legge.

La presenza del sistema, così come riscontrata durante l’ispezione, ha contribuito ad aggravare la posizione del titolare dell’esercizio.

Titolare segnalato all’Autorità Giudiziaria

Alla luce delle violazioni accertate, il titolare dell’esercizio pubblico è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria. Le contestazioni riguardano in particolare la mancata osservanza delle norme sulla sicurezza del lavoro e l’impiego di strumenti di controllo dei dipendenti non conformi alle disposizioni vigenti.

Oltre alla segnalazione, sono state imposte diverse prescrizioni, finalizzate a regolarizzare la situazione e a ripristinare condizioni adeguate all’interno dell’attività commerciale.

Sanzioni per oltre 27mila euro

Il bilancio economico dell’ispezione è pesante. Complessivamente sono state irrogate sanzioni amministrative per oltre 27.000 euro, oltre alle prescrizioni disposte dagli organi competenti.

L’intervento conferma l’attenzione delle istituzioni verso i fenomeni del lavoro irregolare, della mancata tutela dei dipendenti e delle condizioni di sicurezza non conformi. L’obiettivo è contrastare situazioni che possono danneggiare i lavoratori, alterare la concorrenza tra imprese e creare contesti di vulnerabilità.

Proseguono le attività contro lavoro irregolare e sfruttamento

Il controllo svolto a Udine si inserisce in una più ampia strategia territoriale contro il lavoro sommerso e lo sfruttamento. La collaborazione tra Carabinieri, NIL, Guardia di Finanza e Prefettura consente di unire competenze diverse: dalla verifica amministrativa a quella fiscale, fino agli aspetti legati alla sicurezza e alla tutela dei lavoratori.

Le attività ispettive proseguiranno con l’obiettivo di individuare situazioni irregolari, garantire il rispetto delle norme e prevenire forme di sfruttamento o gestione non corretta del personale.

Il caso emerso nell’esercizio commerciale di Udine rappresenta un nuovo segnale dell’importanza dei controlli sul territorio: la sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere considerata un dettaglio, ma un obbligo essenziale per proteggere chi lavora ogni giorno.

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