Udine, al via il corso per 12 giovani friulani di Argentina e Brasile
Il progetto coinvolge 10 argentini e 2 brasiliani di origini friulane. In programma anche visite a Gemona, Venzone, Aquileia e Udine
Udine - Sono 12 i giovani corsisti sudamericani di origini friulane arrivati a Udine per la XVII edizione del corso di perfezionamento “Valori identitari e imprenditorialità”, il progetto formativo e scientifico dedicato al ruolo della lingua italiana e friulana nelle comunità dei corregionali in Argentina e Brasile. L’iniziativa è stata inaugurata a palazzo Florio e coinvolge 10 partecipanti argentini e 2 brasiliani.
Il corso è organizzato dall’Università di Udine con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Ente Friuli nel Mondo. Accanto alla formazione, il percorso punta a rafforzare i legami tra il territorio e le comunità friulane all’estero, offrendo ai partecipanti occasioni di conoscenza diretta della realtà regionale e delle sue opportunità.
All’apertura dell’edizione 2026 è intervenuto l’assessore regionale alle Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti, che ha portato il saluto dell’Amministrazione regionale e del presidente Massimiliano Fedriga. Roberti ha definito il corso un riferimento consolidato nel rapporto tra Friuli Venezia Giulia e comunità emigrate, sottolineando l’investimento della Regione nelle politiche rivolte ai corregionali all’estero e il ruolo della collaborazione con le associazioni che operano nel mondo.
Nel suo intervento l’assessore ha richiamato la storia migratoria del Friuli Venezia Giulia, segnata dalle grandi partenze tra Ottocento e Novecento e dagli esodi che hanno interessato la Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. Un patrimonio umano che, ha osservato, continua a essere parte essenziale dell’identità regionale e resta al centro del rapporto con le comunità friulane all’estero, come dimostrano anche iniziative dedicate al legame con l’Ente Friuli nel Mondo.
Roberti ha ricordato anche la trasformazione vissuta dal Friuli Venezia Giulia negli ultimi cinquant’anni, indicando nel terremoto del 1976 uno spartiacque decisivo. Questa edizione del corso, ha evidenziato, coincide con il cinquantesimo anniversario del sisma: da quella tragedia, ha aggiunto, è nata una forte capacità di ricostruzione e innovazione che ha contribuito anche alla crescita dell’Università di Udine, considerata uno dei simboli della rinascita del territorio.
Tra i temi affrontati c’è anche quello demografico. Secondo l’assessore, il corso assume oggi un valore strategico in una regione che, pur in crescita economica, deve fare i conti con denatalità e carenza di giovani da inserire nel mercato del lavoro. Percorsi di questo tipo, nelle parole di Roberti, possono rappresentare un’opportunità sia per i partecipanti, che ampliano competenze e relazioni professionali, sia per il territorio, che può attrarre nuove energie e sviluppare collaborazioni con il sistema produttivo regionale.
I partecipanti e le istituzioni presenti
Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari, il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop e la direttrice vicaria del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale Laura Pani. Dei 12 corsisti coinvolti, cinque hanno origini di Gemona.
Le visite sul territorio
Il programma comprende anche alcune tappe in luoghi significativi del Friuli Venezia Giulia. Una giornata sarà dedicata alla visita di Gemona del Friuli e Venzone, due località simbolo del terremoto del 1976. Sono previste inoltre visite al sito archeologico di Aquileia, alle Gallerie del Tiepolo e al Castello di Udine, al Comune di Udine e alla Società filologica friulana.
Il corso si concentra sul ruolo della lingua italiana e friulana nelle comunità dei corregionali in Sudamerica, con particolare attenzione ad Argentina e Brasile, e si inserisce nel solco delle iniziative che la Regione porta avanti per mantenere vivi i rapporti con le comunità friulane nel mondo, comprese esperienze di scambio e confronto con le comunità friulane in Argentina.
Tra i 12 partecipanti di questa edizione ci sono 10 argentini e 2 brasiliani di origini friulane, chiamati a seguire un percorso che unisce formazione universitaria, conoscenza del territorio e approfondimento dei legami culturali con il Friuli Venezia Giulia.