Udine si tinge di magenta: la città accende i riflettori sulle patologie eosinofile

Udine si illumina di magenta il 18 maggio per la Giornata Internazionale delle Patologie Eosinofile.

15 maggio 2026 11:33
Udine si tinge di magenta: la città accende i riflettori sulle patologie eosinofile -
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UDINE – La città si prepara a illuminarsi di magenta per richiamare l’attenzione su un gruppo di malattie ancora poco conosciute, ma capaci di incidere in modo profondo sulla vita quotidiana di chi ne soffre. Il prossimo 18 maggio, in occasione della Giornata Internazionale delle Patologie Eosinofile, Udine parteciperà a una grande iniziativa di sensibilizzazione dedicata alla conoscenza, alla diagnosi precoce e alla presa in carico specialistica dei pazienti.

Una città illuminata per dare visibilità ai pazienti

Per l’occasione, si tingeranno di magenta due luoghi simbolici: via Mercato Vecchio e il Padiglione 15 del Presidio Ospedaliero Santa Maria della Misericordia. Un gesto ad alto valore simbolico, pensato per portare all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni patologie rare e complesse, spesso difficili da riconoscere e da inquadrare correttamente.

L’obiettivo dell’iniziativa è trasformare un colore in un messaggio pubblico: parlare di patologie eosinofile, far conoscere i sintomi, sostenere i pazienti e ricordare l’importanza di percorsi di cura costruiti attorno alla persona.

L’iniziativa con ESEO, ASUFC e Comune di Udine

La giornata nasce dalla collaborazione tra ESEO – Associazione di famiglie contro l’Esofagite Eosinofila e le Patologie Gastrointestinali Eosinofile – e numerose realtà sanitarie di ASUFC.

A essere coinvolte sono diverse specialità: Gastroenterologia, Pediatria, Allergologia, Pneumologia, Otorinolaringoiatria, Dermatologia, Ematologia, insieme al Centro di Coordinamento delle Malattie Rare del Friuli Venezia Giulia e al Comune di Udine.

Una rete ampia, costruita per sottolineare quanto sia importante affrontare queste malattie con un approccio condiviso. Le patologie eosinofile, infatti, non riguardano un solo ambito medico, ma possono richiedere l’intervento coordinato di più specialisti, soprattutto quando i sintomi coinvolgono organi diversi o cambiano nel tempo.

Cosa sono le patologie eosinofile gastrointestinali

Le patologie eosinofile gastrointestinali comprendono un gruppo di malattie infiammatorie croniche caratterizzate dall’accumulo anomalo di globuli bianchi eosinofili nel tratto gastrointestinale.

Si tratta di condizioni che possono colpire sia bambini sia adulti e che possono manifestarsi con sintomi molto differenti. Tra questi rientrano la diarrea, il dolore o il disagio gastrointestinale e la difficoltà nel passaggio del cibo attraverso l’esofago.

Proprio la varietà dei sintomi rende spesso complesso arrivare rapidamente a una diagnosi. Da qui l’importanza della sensibilizzazione, della formazione e di una presa in carico capace di unire competenze diverse.

A Udine un ambulatorio dedicato

A Udine è attivo un ambulatorio gastroenterologico dedicato all’interno della SOC di Gastroenterologia diretta dalla dott.ssa Debora Berretti, coordinatrice della Rete regionale delle Malattie Rare dell’Apparato Digerente.

L’attività viene svolta con la collaborazione della dott.ssa Sonia Solito e in collegamento con il Centro Regionale Malattie Rare, diretto dal professor Maurizio Scarpa. Un ruolo importante è svolto anche dalla Pediatria, in particolare nella fase di passaggio dall’età pediatrica all’età adulta.

Questa transizione rappresenta un momento particolarmente delicato per i pazienti e per le famiglie, perché richiede continuità assistenziale, attenzione clinica e accompagnamento nel percorso di cura.

L’importanza di una presa in carico multidisciplinare

“Le patologie eosinofile richiedono un approccio multidisciplinare e una forte integrazione tra specialisti, territorio e associazioni dei pazienti”, sottolinea la dott.ssa Debora Berretti.

L’obiettivo, spiega, è comune: dare maggiore visibilità a malattie rare ancora troppo spesso poco riconosciute, promuovere diagnosi sempre più precoci e costruire percorsi di cura integrati, umani e multidisciplinari.

La collaborazione tra ospedale, territorio, associazioni e istituzioni diventa quindi un elemento fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti e rendere più efficace l’intero percorso diagnostico e terapeutico.

Il magenta come simbolo di consapevolezza

La giornata del 18 maggio vuole essere un momento di attenzione pubblica, ma anche un messaggio di vicinanza verso chi convive ogni giorno con queste patologie. L’illuminazione di Udine in magenta diventa così un segno concreto di sensibilità e partecipazione.

Attraverso questo colore, la città accende i riflettori su pazienti e famiglie, trasformando la conoscenza in consapevolezza e la consapevolezza in cura.

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