Udine dedica ad Adalberto Burelli la nuova rotatoria tra viale Diaz e viale della Vittoria
La cerimonia si è tenuta dopo la conclusione dei lavori sulla viabilità.
UDINE - Il nuovo piazzale della rotatoria tra viale Diaz e viale della Vittoria porta da oggi il nome di Adalberto Burelli, architetto udinese scomparso nel 2019 ed ex consigliere comunale. L’intitolazione è arrivata a conclusione dell’intervento che ha ridisegnato la viabilità dell’area, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza per chi attraversa lo snodo e migliorare l’aspetto urbano del piazzale.
Alla cerimonia erano presenti la moglie Loretta, i figli Andrea e Maurizio Burelli, il sindaco Alberto Felice De Toni, l’assessora alla Demografia e Statistica Arianna Facchini, il vicesindaco Alessandro Venanzi e gli assessori Carlo Giacomello e Federico Pirone.
Il cantiere della nuova rotatoria si è chiuso negli scorsi giorni con le piantumazioni e gli ultimi dettagli estetici. L’intervento, ha spiegato il Comune, ha portato a una sistemazione più ordinata dell’area e a una maggiore tutela per tutti gli utenti della strada.
La nuova viabilità tra viale Diaz e viale della Vittoria
L’opera completa un percorso iniziato con la sperimentazione avviata nel 2023 per verificare i flussi di traffico nella zona. Da quella fase si è passati alla progettazione definitiva e poi alla realizzazione della rotatoria, ora accompagnata da attraversamenti pedonali protetti.
L’assessore ai Lavori pubblici, viabilità e verde pubblico Ivano Marchiol ha sottolineato che l’intervento consegna alla città un’infrastruttura più sicura ed efficiente, ringraziando gli Uffici Viabilità per la gestione del cantiere e della circolazione e gli Uffici del Verde pubblico per la piantumazione con diverse essenze.
Chi era Adalberto Burelli
Nato nel 1937 e morto nel 2019, Burelli ha lasciato un segno importante nel centro storico di Udine, soprattutto nel campo del restauro. Tra gli interventi ricordati dal Comune ci sono quelli sulla Loggia di San Giovanni, sul Tempietto dei Caduti, sulla Torre dell’Orologio, sull’Arco Bollani e su Palazzo Buffa.
Il suo lavoro si estese anche alla ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976. Tra i progetti a cui partecipò viene citato il nuovo municipio di Montenars. In città fu inoltre tra i professionisti che elaborarono alcune delle prime ipotesi di pedonalizzazione di aree storicamente percorse dal traffico veicolare, in particolare via Mercatovecchio.
L’impronta sugli edifici della città e l’esperienza in Consiglio comunale
La sua firma è riconoscibile anche in alcuni edifici industriali udinesi, spesso caratterizzati dall’uso del mattone. Tra quelli indicati figurano l’edificio dell’ex SIP in via Umago, oggi di proprietà privata, e quello noto come ex Scaini in via Gervasutta. Burelli seguì inoltre interventi nell’ex cotonificio udinese, oggi utilizzato dal Polo scientifico dell’Università.
Accanto all’attività professionale, Burelli ebbe anche un ruolo politico e istituzionale: fu consigliere comunale per due mandati durante le amministrazioni Cecotti e Honsell. Secondo il vicesindaco Venanzi, portò in aula competenze tecniche e una profonda conoscenza della storia urbana di Udine, contribuendo al confronto sulle scelte pubbliche per la città.
Per l’assessora Arianna Facchini, l’intitolazione lega un luogo rinnovato e più accessibile alla memoria di una figura che ha contribuito in modo concreto a trasformare Udine. L’intervento sulla rotatoria, completato con il verde e con la nuova sistemazione della viabilità, aggiunge così anche un riferimento stabile alla storia recente della città.