Udine, una mostra sul sisma del 1976 racconta la ripartenza dalle fabbriche
Alla Torre di Santa Maria un percorso immersivo ricostruisce la ripartenza industriale del Friuli dopo il terremoto del 1976.
UDINE - La ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976 passa anche da una mostra che mette al centro la ripartenza delle imprese. È stata inaugurata a Udine, nella Torre di Santa Maria, l'esposizione “Oltre la dimensione dell'esistente. Friuli 1976. La ricostruzione che partì dalle fabbriche”, inserita nelle celebrazioni per il cinquantennale del sisma e visitabile a ingresso libero fino a settembre 2027.
L'iniziativa è promossa da Confindustria Udine insieme all'Associazione Archimede e Domenico Taverna e alla Vetrina dell'Ingegno. Il percorso espositivo propone un racconto immersivo della ripartenza industriale di quegli anni, costruito attraverso interviste e testimonianze.
Dove si trova la mostra e cosa racconta
Il fulcro dell'esposizione è il principio del “prima le fabbriche”, indicato dagli organizzatori come uno degli elementi decisivi della ricostruzione. Come hanno ricordato il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo e il presidente della Commissione cultura Piero Petrucco, oltre il novanta per cento delle 280 realtà produttive colpite riuscì a riprendere l'attività già entro il primo anno dal terremoto.
La mostra racconta quindi non solo i danni del sisma, ma soprattutto la capacità del territorio di rimettere in moto il lavoro e l'apparato produttivo in tempi rapidi, trasformando quella fase in un modello di ripresa ancora oggi richiamato nelle iniziative dedicate alla memoria del 1976.
Gli interventi all'inaugurazione
All'inaugurazione è intervenuta l'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha definito l'esposizione un racconto della rinascita di una terra capace di ripartire dalle proprie fabbriche. Nel suo intervento ha richiamato il valore del lavoro come tratto identitario del Friuli e come elemento che, insieme allo spirito d'impresa, contribuì a generare solidarietà anche fuori dai confini regionali.
Zilli si è soffermata anche sul coinvolgimento degli studenti nei progetti dedicati alla memoria del terremoto, sottolineando l'importanza di trasmettere alle nuove generazioni i valori del lavoro, della ricerca e della formazione. L'assessore ha inoltre ricordato il ruolo dei “capitani d'impresa”, indicati come figure capaci di fare da modello e di affermarsi a livello internazionale per competenza e visione.
Secondo l'esponente della Giunta regionale, la vicenda della ricostruzione resta un riferimento anche per il presente: in mezzo secolo, ha osservato, il culto del lavoro è stato tramandato in modo continuo, accompagnando la trasformazione del Friuli da terra di emigrazione a modello di riscatto riconosciuto anche all'estero.
Chi era presente al taglio del nastro
Al taglio del nastro hanno partecipato anche il vicepresidente di Ance Udine Marco Cicuttin, il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e la curatrice dell'esposizione Sabrina Tonutti.
La mostra nella Torre di Santa Maria resterà aperta con accesso gratuito fino a settembre 2027 e raccoglie testimonianze e materiali dedicati alla ricostruzione industriale del Friuli dopo il sisma del 1976.