Udine, al Museo Etnografico la mostra "Sulla soglia" sui riti della morte in Friuli
La mostra apre venerdì 25 settembre 2026 alle 17 a Palazzo Giacomelli e mette al centro le fotografie di Carlo Innocenti.
UDINE - Aprirà venerdì 25 settembre 2026 alle 17, a Palazzo Giacomelli, la mostra “Sulla soglia. Simboli e rituali della morte in Friuli con le fotografie di Carlo Innocenti”, nuovo progetto del Museo Etnografico del Friuli dedicato a come sono cambiati nel tempo il lutto, il commiato e i gesti collettivi legati alla morte nelle comunità friulane.
Curata da Pamela Pielich e Caterina Vidon, l’esposizione propone un percorso tra antropologia, fotografia, memoria orale e patrimonio storico. Il punto di partenza è la trasformazione di un’esperienza un tempo domestica e comunitaria, condivisa da vicini e parenti, diventata progressivamente più privata e sempre più legata agli spazi sanitari.
Cosa racconta la mostra
Fino alla seconda metà del Novecento, anche in Friuli la morte coinvolgeva infatti l’intera comunità: la veglia si teneva in casa, il vicinato partecipava al lutto e gesti, parole e consuetudini aiutavano le famiglie a dare forma al dolore. La progressiva medicalizzazione della morte, insieme alla diffusione della cremazione e al cambiamento dei luoghi del commiato, ha modificato profondamente questa esperienza, riducendo anche molte tracce materiali e simboliche della memoria.
È su questo passaggio tra passato e presente che si concentra la mostra, costruita per interrogare non solo le tradizioni di ieri ma anche il modo in cui oggi persone e comunità affrontano la perdita.
Le fotografie di Carlo Innocenti e le testimonianze raccolte
Il cuore del percorso espositivo è affidato alle immagini di Carlo Innocenti, fotografo udinese nato nel 1942, che dal 1965 ha dedicato la sua ricerca agli aspetti etnografici e sociali della cultura popolare friulana. I suoi scatti restituiscono simboli, luoghi e testimonianze materiali legati alla morte e al ricordo, documentandone permanenze e trasformazioni nel tempo.
Alle fotografie si affiancano anche testimonianze anonime di cittadine e cittadini raccolte durante i laboratori filosofici di cura di REU - Ritorno all’Essere Umani.
Secondo l’assessore alla Cultura e all’Istruzione Federico Pirone, il percorso affronta con sensibilità un tema che riguarda tutti ma che la società contemporanea tende spesso a rimuovere dallo spazio pubblico, mostrando come una comunità abbia costruito nel tempo parole, gesti, simboli e rituali per accompagnare la perdita.
L’installazione sonora e gli oggetti delle collezioni civiche
La memoria collettiva trova spazio anche in un’installazione sonora curata da Roberto Frisano e Valter Colle, che riporta nelle sale di Palazzo Giacomelli canti rituali, preghiere e testimonianze orali legate alla morte. Un materiale che restituisce anche la ricchezza linguistica di un Friuli storicamente plurale e mistilingue.
Il percorso permette inoltre di riscoprire alcuni beni delle collezioni civiche udinesi, tra cui le storiche divise dei becchini e l’album fotografico Ciccinelli, realizzato da Brisighelli, indicato come una testimonianza significativa dell’iconografia e delle consuetudini del lutto nel territorio.
Lo studio sulla carrozza funebre di Francesco Ferdinando
Uno spazio specifico sarà dedicato anche alla monumentale carrozza funebre delle collezioni civiche, nota per aver trasportato la salma dell’arciduca Francesco Ferdinando. Il manufatto non sarà esposto fisicamente per ragioni conservative, ma verrà raccontato attraverso uno studio storico e documentario curato dallo storico dell’arte e conservatore Fabio Franz.
Ad accompagnare la mostra ci sarà anche un calendario di incontri, visite guidate e momenti di approfondimento aperti alla cittadinanza, pensati per sviluppare i temi antropologici e sociali proposti dal percorso espositivo.