Udine, La Notte dei Lettori chiude con il tutto esaurito in 29 stazioni

Quattro giorni di festival diffuso in centro città tra ex chiesa di San Francesco, Loggia del Lionello, Corte Morpurgo, Biblioteca Joppi

08 giugno 2026 15:51
Udine, La Notte dei Lettori chiude con il tutto esaurito in 29 stazioni -
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UDINE – Si è chiusa con il tutto esaurito nelle 29 stazioni coinvolte la tredicesima edizione de La Notte dei Lettori, il festival che da giovedì 4 a domenica 7 giugno ha trasformato Udine in uno spazio diffuso di lettura, ascolto, dialogo e partecipazione. Gli oltre 60 eventi in programma, con più di 100 ospiti fra autori, autrici, divulgatori e docenti, hanno animato vie, piazze, librerie, biblioteche, musei, gallerie d’arte e parchi cittadini, confermando il forte legame tra il pubblico e una manifestazione ormai stabilmente radicata nella vita culturale della città.

Per quattro giorni il centro e numerosi altri luoghi urbani sono stati attraversati da incontri, dialoghi, approfondimenti e spettacoli che hanno portato pubblico e protagonisti della cultura contemporanea a confrontarsi attorno al tema scelto per questa edizione, quello della cura, intesa nelle sue diverse declinazioni. Tra gli spazi coinvolti figurano l’ex chiesa di San Francesco, la Loggia del Lionello, Corte Morpurgo, la Biblioteca Joppi, le librerie cittadine, i parchi della città, oltre a musei e gallerie d’arte.

Il festival è stato organizzato dal Comune di Udine, Città che Legge, con il contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e PrimaCassa Credito Cooperativo FVG, e con la direzione artistica di Martina Delpiccolo.

L’apertura ufficiale è stata affidata alla lectio magistralis di Gian Antonio Stella, giovedì 4 giugno all’ex chiesa di San Francesco, mentre la chiusura di domenica 7 giugno ha gremito il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. In mezzo, una successione di appuntamenti distribuiti in tutta la città, con grande partecipazione in particolare per i talk con Luca Mercalli, Luciano Violante, Enrico Galiano, Elena Commessatti, Tullio Avoledo, Walter Tomada, Angelo Floramo e Franco Arminio.

Molto seguiti anche gli spettacoli con Telmo Pievani e La Banda Osiris, oltre a Eden Live Udine dedicato alla cura del pianeta, che ha visto la presenza di Licia Colò, Rosi Braidotti in collegamento, Roberto Giacobbo, The Rhythm and Blues Band e molti altri ospiti, tra scienziati e divulgatori.

Per il sindaco Alberto Felice De Toni, La Notte dei Lettori è uno degli appuntamenti che meglio raccontano l’idea di città che l’amministrazione intende costruire: una Udine aperta, accessibile, capace di mettere la cultura al centro della vita pubblica e non ai margini. Il successo della tredicesima edizione, osserva, conferma che investire nella cultura significa investire nella qualità della democrazia urbana, nella partecipazione dei cittadini e nella capacità di una comunità di riconoscersi in spazi, parole e relazioni condivise. Il risultato ottenuto, aggiunge, non è soltanto un dato positivo di pubblico, ma il segno di una città che sceglie di crescere attraverso dialogo, conoscenza e confronto.

L’assessore alla Cultura Federico Pirone lega il bilancio del festival a un lavoro corale e dal basso che racconta in modo concreto cos’è Udine e quali siano le sue capacità di costruire cultura. Pirone sottolinea in particolare il ruolo della biblioteca civica Joppi, ricordando che sono pochi in Italia i festival organizzati da una biblioteca, e definisce La Notte dei Lettori il risultato più visibile di un lavoro di cura che la comunità porta avanti giorno dopo giorno. Il ringraziamento dell’assessore va ai protagonisti del festival, a cominciare dalla direttrice artistica Martina Delpiccolo e dalle librerie con cui la manifestazione è nata, perché, evidenzia, insieme dimostrano che il mondo culturale udinese non solo è attivo, ma rappresenta uno dei principali motori dell’identità e della crescita del Friuli.

Pirone richiama anche il filo che ha tenuto insieme l’intera edizione: il tema della cura, aperto da Gian Antonio Stella con una riflessione dedicata all’identità e al concetto di patria e chiuso con uno spettacolo dedicato all’ambiente insieme a Licia Colò, non è stato casuale. Secondo l’assessore, queste scelte qualificano la proposta rivolta alla comunità e indicano una direzione precisa, perché significano parlare di radici e di futuro, di appartenenza e responsabilità, di cura dei luoghi e sostenibilità. Un invito, un impegno e un patto con la comunità, ma anche un messaggio che Udine vuole dare oltre i propri confini.

Per la direttrice artistica Martina Delpiccolo, al di là della grande partecipazione di pubblico che il festival ha registrato e che rappresenta un motivo di particolare soddisfazione, il risultato più importante è stato aver creato occasioni di incontro e relazione attorno a un tema universale come quello della cura. Delpiccolo evidenzia un forte bisogno di comunità, di condivisione e di luoghi nei quali riconoscersi; se il festival è riuscito anche solo in parte a favorire questo senso di appartenenza e a riunire con gioia autentica le persone attorno a un sentire comune, allora il risultato può dirsi pienamente raggiunto. La cura, intesa come attenzione, responsabilità e impegno verso gli altri e verso il mondo, viene indicata dalla direttrice come un valore imprescindibile che accompagnerà anche le prossime edizioni.

La tredicesima edizione non è però conclusa del tutto. Il festival proseguirà infatti dal 9 al 12 giugno con un corollario di quattro appuntamenti aperti al pubblico realizzati in occasione di “Scuotere la storia. Public History e ricostruzione”, ottava Conferenza nazionale dell’Associazione italiana di Public History, organizzata congiuntamente dalla Deputazione di Storia Patria per il Friuli e dall’Associazione Italiana di Public History, con la collaborazione del Comune di Udine, dell’Università di Udine e della Società Filologica Friulana e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il primo appuntamento è in programma martedì 9 giugno, dalle 17.00 alle 19.00, in Sala Ajace, con la tavola rotonda “Dopo i terremoti. Ricostruzioni culturali, morali e civili a confronto”. L’apertura dei lavori sarà affidata a Enrica Salvatori per AIPH e ad Andrea Tilatti dell’Università di Udine. Sono previsti gli interventi di Francesca Corrao, presidente della Fondazione Orestiadi di Gibellina, Paolo Pastres della Deputazione di Storia Patria per il Friuli e Luca Basilico del progetto L’Aquila capitale italiana della cultura 2026. Coordina Maria Antonella Fusco, del direttivo AIPH.

Mercoledì 10 giugno, dalle 16.15 alle 17.45, all’Università degli Studi di Udine, Polo Umanistico, Auditorium Sgorlon, è in programma la tavola rotonda “Attraverso altri sguardi tra fotografia e storia. Il caso Tina Modotti”. Interverranno Arianna Facchini, assessora alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili del Comune di Udine, il fotoreporter Uliano Lucas, Monica Di Barbora del direttivo SIS, Michele Smargiassi del direttivo SISF, Silvia Bianco del Museo Friulano della Fotografia di Udine e Paolo Ferrari del Comitato Tina Modotti Udine. A coordinare saranno Raffaella Biscioni, Università di Bologna, direttivo AIPH, gruppo Fotografia e PH, e Lucia Miodini, direttivo AIPH, gruppo Gender e PH.

Sempre mercoledì 10 giugno, dalle 21.00 alle 22.30, a Corte Morpurgo è previsto “Un cane da catena”, lettura scenica di e con Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini ispirata al primo romanzo sul terremoto di Bruna Sibille-Sizia, scrittrice, giornalista, artista e fotografa. In caso di maltempo l’appuntamento sarà trasferito alla Biblioteca Civica V. Joppi – Sezione Moderna, in via Bartolini 5.

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