Pozzo e Codroipo vincono il “Pali di Avrîl” a Udine: palio medievale in versione studentesca

La competizione rilanciata dal Fogolâr Civic: trionfa Pozzo (Codroipo), secondi i Borghi Superiori di Udine. Premi e inni in piazza

19 aprile 2026 12:45
Pozzo e Codroipo vincono il “Pali di Avrîl” a Udine: palio medievale in versione studentesca -
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UDINE – Il Palio storico di San Giorgio, attestato in città fin dal 1334 e noto come “Pali di Avrîl”, è tornato a vivere nel cuore di via Mercatovecchio trasformandosi in una sfida tra giovanissimi. A vincere l’edizione 2026, riproposta dal Fogolâr Civic di Udin insieme a una rete di associazioni e con il coinvolgimento delle istituzioni, è stata la rappresentativa di Pozzo (Poç), legata al Consiglio comunale dei ragazzi di Codroipo.

Il Palio “a pedine” tra dadi e domande

La gara, in una formula ludico-culturale dal sapore medievale, ha sostituito i cavalli con eleganti pedine equestri di legno che avanzavano lungo una pista segnata nel tratto storico di Mercatovecchio. L’esito, però, non era affidato solo alla sorte: ai lanci dei dadi si intrecciavano quiz su storia civile, lingua e cultura locale, con termini e toponimi tra friulano, italiano, latino, veneto, tedesco e sloveno.

L’iniziativa – avviata nel 2025 e riproposta quest’anno – ha visto fronteggiarsi i Consigli comunali dei ragazzi delle due principali città della provincia, Udine e Codroipo, coordinati rispettivamente dal Comune e dall’Istituto comprensivo codroipese.

Saluti istituzionali e corteo in costume

Prima della partenza, dalla Loggia del Lionello, sono arrivati interventi e saluti in più lingue. Tra i presenti, oltre al presidente del Fogolâr Civic di Udin, il professor Alberto Travain, rappresentanti dell’Arengo cittadino contemporaneo, esponenti di associazioni del centro storico e delle realtà organizzatrici, la dirigenza scolastica di Codroipo, i rappresentanti dei due CCR e delegati dell’amministrazione udinese.

All’evento hanno partecipato anche esponenti del Consiglio comunale di Udine, la delega comunale alla friulanità e al plurilinguismo e il presidente di ARLeF. A fare da cornice, la presenza dei gruppi storici in abiti medievali e lo staff organizzativo del Fogolâr.

La corsa: Codroipo davanti, Udine in scia

Alle 10 è iniziata la competizione: le pedine codroipesi hanno preso vantaggio, incalzate dalla “cavalleria” udinese in una sequenza di sorpassi, duelli regolati dai dadi e soste obbligate per rispondere ai quesiti.

Dopo circa un’ora di gara, il primo a tagliare il traguardo davanti a Palazzo Sabbadini è stato il “corsiero” di Pozzo (Poç), portando al successo la squadra di Codroipo. Il premio, secondo tradizione, è stato il Palio: un drappo rosso, qui ornato dall’aquila aquileiese, richiamo alle radici storiche del territorio.

Classifica e premi: “civuite” e “purcite”

Il secondo posto è andato ai Borghi Superiori di Udine, che hanno sfiorato la vittoria e hanno ricevuto la tradizionale “civuite” (o “çus”), consegnata in questa edizione come salvadanaio in forma bovina.

Ultimo classificato il cavallo di Beano (Bean), a cui è stata assegnata la “purcite”, anch’essa in versione salvadanaio. Completano la classifica: terzi gli udinesi di Pracchiuso (Praclûs), quarti quelli di Grazzano (Graçan), quinti i codroipesi di Zompicchia (Çupicje), sesti quelli di Biauzzo (Blauç), settimi ancora gli udinesi della Decania Inferiore (Disot), legata a Borgo Aquileia (Olee).

Inni finali e brindisi degli organizzatori

La mattinata si è chiusa con i canti: l’inno paliesco codroipese “La plui biele da lis citâts” e il celebre “O ce biel cjiscjel a Udin”, considerato un simbolo musicale del capoluogo e del Friuli. Poi lo schieramento delle pedine secondo l’ordine d’arrivo e le foto di rito.

A seguire, un momento conviviale nel Mercatonuovo, luogo che gli organizzatori indicano come punto di riferimento della “Udine paliesca” contemporanea. Nel bilancio finale, Travain ha rivendicato il senso dell’operazione: recuperare memorie e stilemi medievali per rafforzare coesione civica, dialogo tra scuole e amministrazioni e trasmissione di identità e conoscenze alle nuove generazioni.

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