Rapina al market di Udine con la pistola, cassiera sotto choc: presi 5 giovani
Rapina in un supermercato di Udine: fermato un giovane, denunciati quattro presunti complici.
UDINE - Prima il colpo, poi la fuga, infine la svolta investigativa. Una rapina avvenuta in un supermercato nei pressi dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia ha portato i Carabinieri a fermare un giovane straniero residente nell’hinterland udinese e a denunciare altri quattro ragazzi, tutti residenti tra Udine e provincia.
L’accusa contestata, a vario titolo, è quella di rapina in concorso. L’attività è stata condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Udine, con il supporto dei militari della Stazione di Remanzacco.
Indagini serrate dopo la fuga dal supermercato
Il lavoro degli investigatori è iniziato subito dopo la segnalazione della rapina. I militari si sono mossi rapidamente nella zona del supermercato, concentrando le ricerche nelle vie vicine al punto vendita e raccogliendo i primi elementi utili alla ricostruzione dei fatti.
Poco distante dal luogo del colpo, i Carabinieri hanno trovato una valigetta abbandonata. Al suo interno c’erano una pistola scacciacani priva del tappo rosso, un passamontagna, una felpa e un paio di guanti. Materiale ritenuto riconducibile al rapinatore e immediatamente posto sotto sequestro.
Il ritrovamento ha dato una direzione precisa agli accertamenti, consentendo ai militari di collegare gli oggetti recuperati alla dinamica della rapina e alla fuga dell’uomo entrato in azione.
Il colpo con il volto coperto e la minaccia alla cassiera
Secondo quanto ricostruito, nella serata di alcuni giorni fa uno sconosciuto con il volto parzialmente travisato è entrato nel supermercato situato nell’area dell’ospedale udinese. Una volta all’interno, si è diretto verso la cassa e ha minacciato una dipendente con una pistola.
La cassiera, sotto pressione, è stata costretta a consegnare il denaro presente. Il bottino ammonterebbe a una cifra superiore ai 600 euro in contanti. Subito dopo, l’uomo si è allontanato facendo perdere le proprie tracce.
La presenza dell’arma, seppur risultata una scacciacani, assume un peso importante nella ricostruzione dell’episodio, anche perché era priva del tappo rosso, dettaglio che avrebbe reso la minaccia più credibile agli occhi della vittima.
Telecamere pubbliche e private decisive per ricostruire i movimenti
Dopo il recupero della valigetta, i Carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere pubbliche e private presenti nella zona. I filmati hanno permesso di seguire i movimenti prima e dopo la rapina, incrociando le informazioni con gli altri riscontri raccolti durante l’indagine.
Il lavoro sulle immagini ha portato all’individuazione del giovane ritenuto il presunto autore materiale del colpo e degli altri quattro ragazzi che, secondo l’accusa, avrebbero avuto un ruolo nella vicenda.
Un’attività investigativa che conferma il peso della videosorveglianza nei controlli urbani, tema già emerso anche nel caso delle telecamere ai varchi della Ztl di Udine.
Fermo per un giovane, quattro ragazzi denunciati
Per il giovane indicato come presunto autore materiale è scattato il fermo di indiziato di reato. Dopo le formalità, il ragazzo è stato accompagnato in una Casa Circondariale fuori regione, dove si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Gli altri quattro giovani sono stati invece denunciati in stato di libertà. Tutti risultano residenti tra Udine e provincia e dovranno rispondere dell’accusa di rapina in concorso, ciascuno secondo il ruolo che gli investigatori ritengono abbia avuto nell’episodio.
La vicenda si inserisce nel quadro dei controlli sul territorio udinese, dove negli ultimi mesi sono state condotte diverse attività contro reati e situazioni di rischio, come raccontato anche negli approfondimenti sui controlli negli edifici abbandonati.
La ricostruzione dei Carabinieri e il materiale sequestrato
Il materiale trovato nella valigetta resta ora a disposizione degli inquirenti per ulteriori verifiche. Passamontagna, guanti, felpa e pistola scacciacani senza tappo rosso rappresentano elementi centrali nella ricostruzione dell’azione.
Gli accertamenti proseguono sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, mentre la posizione dei cinque ragazzi sarà valutata nelle sedi competenti.
L’operazione si aggiunge agli interventi già portati avanti dalle forze dell’ordine nel territorio, tra cui la truffa scoperta a Tavagnacco e le indagini su sequestri e frodi nel capoluogo friulano.