Udine, decine di antiche sepolture scoperte nell’ex chiesa di Santa Lucia | FOTO
I ritrovamenti sono emersi durante i lavori per ampliare la Biblioteca umanistica dell’Università di Udine.
UDINE – Decine di sepolture antiche, tra tombe ossario, fosse semplici e strutture murarie, sono emerse nell’ex chiesa di Santa Lucia, in via Mantica, durante i lavori di ampliamento della Biblioteca umanistica e della formazione dell’Università di Udine. Il cantiere ha riportato alla luce una stratificazione complessa, legata alle diverse fasi di vita di un edificio la cui cappella originaria risale al 1367.
La scoperta apre un nuovo capitolo di studio sulla storia del complesso, del convento agostiniano sorto nell’area e delle comunità che nei secoli hanno frequentato questo luogo. Le indagini proseguiranno sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento di archeologi, antropologi, storici e archivisti.
I ritrovamenti nel cantiere
Gli scavi hanno interessato in particolare l’area dell’abside e del transetto, dove sono state individuate strutture sepolcrali e murarie considerate di notevole interesse. Alcuni elementi sembrano appartenere a fasi precedenti rispetto all’assetto architettonico oggi riconoscibile della chiesa, confermando la lunga sequenza di trasformazioni subite dal complesso.
Tra le evidenze emerse ci sono tombe ossario, sepolture a fossa semplice e resti ossei non sempre in connessione anatomica. La presenza di deposizioni collettive, sepolture individuali e resti rimaneggiati indica un uso funerario prolungato dell’area, con più momenti di vita, trasformazione e riuso dello spazio sacro.
La piena lettura dei ritrovamenti richiederà ulteriori approfondimenti. Lo studio dei resti umani potrà fornire informazioni sulle caratteristiche biologiche delle persone sepolte, mentre le ricerche d’archivio potranno aiutare a ricostruire il contesto sociale, religioso e urbano legato alla chiesa, al convento e alle confraternite.
Il progetto dell’Università
L’intervento sull’ex chiesa di Santa Lucia rientra nel piano di ampliamento e completamento della Biblioteca umanistica e della formazione dell’Università di Udine. L’obiettivo è recuperare l’edificio storico e destinarlo a una funzione culturale e universitaria compatibile con il suo valore architettonico, storico e monumentale.
Alla luce delle nuove scoperte, il progetto dovrà ora confrontarsi con le evidenze archeologiche emerse, individuando le soluzioni più adatte per conciliare le esigenze della Biblioteca con la tutela e la possibile valorizzazione del patrimonio portato alla luce.
Il progetto ha un importo di 3,2 milioni di euro, cofinanziati dal Ministero dell’università e della ricerca e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. La riconversione prevede che la navata principale diventi uno spazio per consultazione e studio, utilizzabile anche per conferenze, mostre ed eventi culturali. Le navate laterali, parte del transetto e l’abside saranno invece destinate ad archivi compattatori per i fondi speciali della Biblioteca.
La prima fase dei lavori è affidata a un’impresa qualificata in ambito archeologico ed è seguita dall’Università di Udine con la Soprintendenza, il gruppo di progettazione e direzione lavori e i tecnici specialisti incaricati. Lo studio preliminare alle indagini era stato condotto dal gruppo di ricerca di archeologia medievale del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo, coordinato da Simonetta Minguzzi.
Il complesso di Santa Lucia
La storia del complesso affonda nel XIV secolo. Le fonti fanno risalire al 1367 la fondazione della cappella originaria, promossa da tre sorelle appartenenti a una nobile famiglia udinese. Dal 1381 l’area fu interessata dalla presenza dei frati Agostiniani, arrivati da Mereto di Tomba, che stabilirono il convento accanto alla cappella e ne promossero nei secoli successivi l’ampliamento.
L’assetto oggi visibile è il risultato di più trasformazioni. L’impianto generale riflette l’ampliamento cinquecentesco impostato su un nucleo più antico, mentre nel Settecento furono introdotte modifiche interne significative. Dall’Ottocento, dopo la perdita della funzione religiosa, l’edificio fu progressivamente adattato a usi civili.
Dopo la soppressione del convento agostiniano, avvenuta nel 1772, il complesso fu acquistato nel 1775 dalle monache francescane di San Nicolò. Anche queste furono allontanate nel 1806, in seguito alle soppressioni napoleoniche. In seguito l’edificio venne destinato a funzioni pubbliche, tra cui quella di sede dell’Intendenza di Finanza.
Nel corso di un incontro tecnico svolto nell’ex chiesa sono stati illustrati lo stato dei lavori e i ritrovamenti archeologici. Erano presenti rappresentanti dell’Università di Udine, della Soprintendenza, del Comune, oltre ai progettisti, ai professionisti e ai tecnici coinvolti nel cantiere.
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