Udine, Tomadini Open Night fino a mezzanotte tra pioggia, jazz e omaggio a Sergio Peresson
Nel giardino di piazza Primo Maggio concerti dal tramonto alla notte: apertura pop-rock, chiusura jazz e aula dedicata al liutaio udinese.
UDINE – Concerti andati avanti fino a mezzanotte, pubblico rimasto anche sotto la prima pioggia estiva e un omaggio a Sergio Peresson, liutaio udinese conosciuto a livello internazionale. La Tomadini Open Night ha aperto così l’estate in città, nel giardino di piazza Primo Maggio, con una maratona musicale del Conservatorio Tomadini costruita tra ensemble, musica da camera, pop-rock e finale jazz nella serata di domenica 21 giugno 2026, in coincidenza con il solstizio.
Prima dei concerti, il Conservatorio ha dedicato ufficialmente un’aula a Peresson, nato a Udine nel 1913. Un passaggio che ha dato alla serata anche un valore cittadino oltre che musicale, riportando al centro una figura legata alla liuteria del Novecento e al rapporto tra il Tomadini e la tradizione degli strumenti ad arco.
Sono intervenuti nella parte introduttiva il direttore uscente Beppino Delle Vedove e la nuova direttrice del Conservatorio Tomadini Cristina Nadal, che hanno accolto il pubblico prima del saluto dell’assessore comunale alla Cultura Federico Pirone.
L’omaggio a Sergio Peresson e il legame con il Conservatorio
Il nome di Peresson resta associato a strumenti apprezzati da musicisti come Isaac Stern, Yehudi Menuhin, Jaime Laredo, Eugene Fodor, Maria Bachmann, Ivan Galamian e Jacqueline du Pré. Il Tomadini conserva anche un suo violino, affidato agli studenti tramite bando.
L’intitolazione dell’aula si inserisce in un percorso che il Conservatorio ha già rafforzato negli ultimi anni. Nel 2022 l’istituto ha inaugurato il laboratorio di liuteria per la costruzione e il restauro di strumenti ad arco, guidato dal maestro Simeone Morassi. Secondo quanto riferito nella presentazione della serata, fino a quel momento in Italia un corso di questo tipo era prerogativa di Santa Cecilia.
Dal pop-rock agli ensemble: come si è sviluppata la serata
L’avvio della Tomadini Open Night è stato affidato alla pop rock band del Conservatorio diretta dal maestro Valter Sivilotti. Il suo nome è noto anche fuori dall’ambito accademico per le partecipazioni al Festival di Sanremo come direttore d’orchestra e arrangiatore e per collaborazioni con artisti come Simone Cristicchi, Patty Pravo, Amii Stewart, Ermal Meta e Antonella Ruggiero.
Dopo l’apertura, il programma ha alternato diverse formazioni del Conservatorio, mettendo insieme studenti e docenti. Sul palco sono saliti l’Ensemble di fagotti guidato da Alarico Lenti, l’Ensemble di Fiati diretto da Antonio Piani, il duo formato dalla violinista Valentina Manzocco e dalla pianista Dafne Comelli, e quello del violinista Ruggero Ottogalli con il pianista Francesco Morici.
Nella maratona anche il Quintetto di Clarinetto e Archi, il Quintetto di Pianoforte e Fiati, il Trio e Quartetto d’Archi, il Trio Aulòs, l’Ensemble Sassofoni, il Trio di Fisarmoniche e l’Ensemble di Ottoni. Un percorso che ha toccato repertori classici, cameristici e contemporanei senza fermarsi nemmeno quando è arrivata la pioggia.
Chi cerca il quadro completo dell’iniziativa può leggere anche il programma della Tomadini Open Night già annunciato nei giorni scorsi.
Il finale jazz sulle musiche di Burt Bacharach
La chiusura della notte è arrivata nel segno del jazz, con un finale costruito sulle partiture di Burt Bacharach. Le ultime esecuzioni hanno proposto alcune delle sue composizioni più note, fino a That’s what friends are for, brano scelto per accompagnare la conclusione della maratona musicale.
La serata si è così chiusa a notte inoltrata, con la città accompagnata nel passaggio al nuovo giorno e con un format che, almeno in questa edizione, ha tenuto insieme il lato pubblico dell’evento e quello più identitario del Conservatorio.