“UniUd è antifascista”: appare un nuova scritta sulla facciata dell’ateneo

Udine, Di Lenardo plaude a UDU e CGIL per l’azione antifascista sulla facciata di Palazzo Antonini, sede dell’Università.

12 gennaio 2026 11:24
“UniUd è antifascista”: appare un nuova scritta sulla facciata dell’ateneo -
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UDINE. Piena adesione e apprezzamento per l’iniziativa promossa dall’Unione degli Universitari (UDU) e dalla CGIL, che hanno apposto la scritta “[UniUD è] antifascista” sulla facciata di Palazzo Antonini, sede dell’ateneo cittadino. Un gesto simbolico e politico che arriva dopo oltre quattro settimane durante le quali, sullo stesso edificio, erano presenti simboli e scritte di matrice nazista, rimasti indisturbati e non rimossi. A intervenire è Andrea Di Lenardo, consigliere comunale di Udine e capogruppo Alleanza Verdi e Sinistra – Possibile, che ha definito l’azione necessaria e non più rinviabile.

Una ferita sul volto della città

Secondo Di Lenardo, la presenza prolungata di simbologie naziste sulla facciata dell’università rappresentava una ferita aperta per la città e per una delle sue istituzioni più rappresentative. Udine, ha ricordato, è Medaglia d’Oro per la Resistenza antifascista, un riconoscimento che richiama una responsabilità storica e civile non negoziabile.

Tollerare a lungo quei segni avrebbe significato normalizzare l’odio e accettare un’offesa alla memoria collettiva e ai valori fondanti della comunità. L’iniziativa di UDU e CGIL viene letta come una presa di posizione chiara e pubblica, capace di colmare un vuoto che si era creato nelle settimane precedenti. L’azione ha restituito dignità simbolica a un luogo centrale della vita accademica e cittadina, riaffermando con nettezza che l’università è uno spazio antifascista, inclusivo e democratico.

Per Di Lenardo si tratta di un esempio di impegno civile concreto, che dimostra come la società organizzata sappia intervenire quando determinati limiti vengono superati.

Un messaggio che va oltre il gesto

La scritta sulla facciata di Palazzo Antonini assume un valore che va oltre l’atto materiale. È un messaggio politico e culturale, rivolto alla città e alla comunità universitaria, che riafferma l’incompatibilità tra istituzioni pubbliche e qualsiasi forma di apologia o simbologia fascista e nazista.

Un segnale netto, che richiama alla responsabilità e ribadisce come la memoria della Resistenza non sia un elemento del passato, ma un presidio attivo del presente.

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