Turismo 2026, Unexpected Italy scommette sui luoghi senza wi-fi e borghi senz’auto

La startup lancia una selezione di sei destinazioni italiane contro overtourism e standardizzazione.

22 luglio 2026 11:44
Turismo 2026, Unexpected Italy scommette sui luoghi senza wi-fi e borghi senz’auto -
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VENETO - Meno servizi standardizzati, più esperienze essenziali e a ritmo lento. È questa la direzione indicata per il turismo 2026 da Unexpected Italy, startup che ha raccolto sei indirizzi italiani accomunati da una scelta precisa: rinunciare a parte del comfort contemporaneo, dal wi-fi all’auto fino alla televisione, per puntare su silenzio, natura e relazioni dirette con i luoghi.

La selezione mette insieme strutture e borghi che, secondo la società fondata da Elisabetta Faggiana, rifiutano i compromessi dell’overtourism e della standardizzazione. Tra i sei luoghi citati compare anche il Veneto, con La Scuola Guesthouse sull’Altopiano di Asiago, a Lusiana Conco, nel Vicentino.

Secondo la startup, la domanda di esperienze più autentiche cresce in parallelo con il bisogno di staccare da ritmi quotidiani e sovraccarico informativo. Nel materiale diffuso vengono richiamati dati dell’American Psychological Association, secondo cui oltre il 70% degli adulti sperimenta alti livelli di stress legati all’eccesso di stimoli, e studi della Harvard Medical School che collegano il contatto con la natura e la riduzione degli input digitali a benefici su cortisolo, sonno e concentrazione.

«Il vero lusso, oggi, non risiede nell’aggiungere servizi, ma nell’avere il coraggio di togliere il superfluo», osserva Elisabetta Faggiana, founder di Unexpected Italy. La stessa definisce questi luoghi “scomodi” non in senso negativo, ma perché scelgono di preservare identità, tempi lenti e rapporto con il territorio.

La tappa veneta: una ex scuola diventata guesthouse

Per il Veneto la scelta è caduta su La Scuola Guesthouse, in via Campana 20 a Lusiana Conco, sull’Altopiano di Asiago. I proprietari sono Valeria Carfora e Marco Baldan.

La struttura nasce dal recupero di una scuola elementare degli anni ’20 trasformata in casa per ospiti. Le camere portano i nomi delle materie scolastiche - Geografia, Storia, Aritmetica, Scienze e La Stanza della Maestra - e conservano oggetti d’epoca legati alla memoria del luogo. L’impostazione è essenziale: niente televisione, niente ascensore, niente eccessi, con una colazione basata su prodotti locali e dolci fatti in casa.

Tra gli elementi distintivi c’è anche “La Ricreazione”, il laboratorio di gelato artigianale di Marco Baldan, che si muove tra le contrade con un’Ape, riprendendo un’immagine legata alla vita di paese.

I sei luoghi selezionati in Italia

La mappatura proposta da Unexpected Italy attraversa diverse aree del Paese. Nel testo si citano la Liguria, con località raggiungibili solo a piedi, la Val d’Orcia con i casali in pietra, l’esperienza di Sextantio con letti alti d’epoca e pranzi serviti in cesti da picnic in quota.

L’idea di fondo è quella di proporre destinazioni che eliminano parte delle comodità più richieste dal turismo di massa per difendere un equilibrio diverso: meno connessione permanente, meno accessibilità immediata, meno velocità. In cambio, promettono silenzio, paesaggio, ospitalità raccolta e una relazione più diretta con artigiani, produttori e abitanti.

Tra gli esempi riportati compare anche una struttura in cui l’accoglienza parte già dall’arrivo, con i proprietari che accompagnano gli ospiti dal piazzale sottostante fino alla casa. Le camere, dedicate a elementi del paesaggio come vite, prato, bosco e pietre, sono arredate con legno recuperato, casse di vino trasformate in abat-jour e oggetti della tradizione contadina reinterpretati. Anche colazione e dettagli decorativi sono costruiti in collaborazione con produttori e artigiani locali.

Un turismo che punta a togliere, non ad aggiungere

Il messaggio della startup è chiaro: nel turismo del 2026 una parte della domanda potrebbe spostarsi verso esperienze meno comode ma più coerenti, in contesti che non inseguono il modello del servizio totale. Hotel senza wi-fi, borghi senz’auto, camere senza schermi e spostamenti più lenti diventano così il tratto distintivo di un’offerta che si presenta come alternativa all’overtourism.

Unexpected Italy definisce questa selezione come una mappa di luoghi etici e autentici, pensata per chi cerca una pausa reale dalla connessione continua e dai ritmi accelerati. Nella tappa veneta, il riferimento concreto è Lusiana Conco, dove una vecchia scuola degli anni Venti è stata trasformata in ospitalità diffusa con poche stanze, oggetti di memoria e una proposta che ruota intorno a semplicità, prodotti locali e tempo rallentato.

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