Jakarta, l’Università di Udine studia clima e città: in campo 11 studenti
Il progetto del Dipartimento Politecnico coinvolge tre docenti e analizza rigenerazione urbana, allagamenti e mobilità.
UDINE - L’Università di Udine coordina un progetto di ricerca dedicato a Jakarta e alle strategie urbane per affrontare il rischio climatico nella capitale dell’Indonesia. Il lavoro, avviato dal corso di laurea in Scienze dell’architettura del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, mette al centro due temi concreti: rigenerazione urbana e adattamento climatico, con particolare attenzione alla gestione delle acque, alla mobilità sostenibile e alla trasformazione dei quartieri più esposti.
Il gruppo di ricerca opera nell’ambito del Laboratorio di tecnologia dell’architettura e design ed è formato dai docenti Christina Conti, Alberto Cervesato e Nicla Indrigo insieme a undici studenti. L’iniziativa si inserisce nella collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e con l’Istituto italiano di cultura a Jakarta, con il supporto scientifico di Roberto Carniel, docente dell’ateneo friulano ed ex addetto scientifico della sede diplomatica.
Il progetto è stato illustrato anche in ambasciata durante una recente visita alla presenza dei delegati dell’ateneo e del dipartimento all’internazionalizzazione, Enrico Salvati e Stefano Miani, oltre ai docenti referenti della ricerca.
Cosa studia il gruppo dell’ateneo friulano
La ricerca si concentra sulle trasformazioni urbane della megalopoli asiatica in relazione alle criticità ambientali. Tra i filoni di lavoro ci sono le strategie di resilienza in ambiente tropicale, la gestione delle acque, i modelli di mobilità sostenibile con attenzione alla nuova metropolitana come strumento per ridurre le emissioni, la gestione delle infrastrutture e i percorsi di rigenerazione sociale.
Secondo Stefano Miani, Jakarta rappresenta oggi uno dei casi di studio internazionali più rilevanti sul fronte della gestione del rischio climatico. La città, ha spiegato, è caratterizzata da un ecosistema idrico molto vulnerabile, con tredici fiumi e ampie aree soggette a subsidenza.
Patrimonio urbano, quartieri storici e infrastrutture verdi
Nel lavoro coordinato dall’ateneo udinese trova spazio anche l’analisi del rapporto tra patrimonio architettonico, tessuto sociale e trasformazioni urbane. Christina Conti ha evidenziato come i quartieri storici siano centrali nei processi di rigenerazione urbana, così come lo studio dell’interazione tra spazi monumentali e vita pubblica.
Un altro capitolo della ricerca riguarda gli ecosistemi peri-urbani, osservati per approfondire il ruolo delle infrastrutture verdi e della biodiversità nella mitigazione dell’impatto climatico nelle aree urbane.
Il nodo sociale dell’adattamento climatico
Accanto agli aspetti progettuali e infrastrutturali, il gruppo ha approfondito anche la dimensione sociale dell’adattamento climatico. Alberto Cervesato ha richiamato l’attenzione sugli interventi di rigenerazione nelle zone soggette a inondazione e sui programmi di ricollocamento abitativo, indicati come temi centrali nel dibattito internazionale sull’architettura resiliente e inclusiva.
Per l’Università di Udine, ha osservato Enrico Salvati, il progetto apre anche prospettive di collaborazione con il sistema accademico e professionale indonesiano, con possibili sviluppi futuri su ricerca congiunta e soluzioni tecnologiche e progettuali legate alle sfide del cambiamento climatico.
La ricerca resta quindi ancorata a un caso urbano tra i più complessi del Sud-est asiatico, dove la combinazione tra pressione demografica, vulnerabilità idrica, mobilità e rigenerazione dei quartieri rende Jakarta un laboratorio di studio per architettura ambientale e resilienza urbana.